Dati generali del progettovalgono per tutte le
travate
Dati generali della travatavalgono solo per la
travata che si sta guardando
Titolo del lavoro, riportato in testa alla relazione.
Descrizione estesa dell'elemento verificato.
DESCRIZIONE SINTETICA DELLE TRAVATE di questo progetto: che cosa sono, dove stanno, che cosa portano. È un dato del progetto e non della singola travata, e vale per tutte: è il testo con cui si apre il fascicolo, prima dei dati comuni — neve, vento, criteri di calcolo. Non va confusa con la Descrizione qui sopra, che è una riga sola e serve a riconoscere il lavoro nell'elenco dei file salvati: quella la legge l'archivio, questa la legge chi riceve la relazione. Può andare a capo.
Livello di conoscenza raggiunto con le indagini sulla costruzione ESISTENTE, secondo le NTC cap. 8 e la Circolare C8.5.4. Determina il fattore di confidenza. Su una costruzione nuova non c'è incertezza da coprire e si sceglie
Costruzione nuova , con FC = 1,00.
Cambiando il livello il programma aggiorna FC e scrive che cosa ha toccato.
livelli di conoscenza Fattore di confidenza. DIVIDE le resistenze dei materiali, quindi un valore maggiore è più cautelativo e un valore minore di 1,00 non ha senso perché aumenterebbe le resistenze. Viene compilato dal selettore del livello di conoscenza e resta modificabile: un valore diverso da quello di tabella è ammesso, ma il programma lo segnala e va motivato in relazione.
Nelle verifiche di sezione del legno entra come f,d = k,mod f,k / (gamma,M FC), e la nota di ogni voce lo riporta quando è maggiore di 1,00. NON entra nella snellezza relativa dell'instabilità di trave, dove servirebbe sapere come trattare i moduli elastici: la scelta fatta è la più cautelativa fra le due, ed è dichiarata in relazione.
Sulle sollecitazioni non influisce: non è un coefficiente di carico.
livello di conoscenza e FC Limite della freccia ISTANTANEA dovuta al solo carico variabile, espresso come denominatore del rapporto luce/freccia: si scrive 300 e si legge L/300. È il numero che sta in tabella; la freccia in millimetri la calcola il programma.
Il campo accanto vale per gli SBALZI, che hanno un limite proprio perché in una stessa travata si trovano entrambi. VALORI DI USO CORRENTE, da confrontare con la norma applicabile al caso: L/300 per solai e coperture di uso ordinario, L/350 o L/500 quando la trave porta elementi fragili come tramezzi in laterizio o intonaci.
DA VERIFICARE: i limiti prescritti cambiano fra NTC, EC3, EC5 e CNR-DT, e il programma non li impone: propone questi e lascia decidere.
limiti di deformazione Limite di freccia degli SBALZI, distinto da quello delle campate: in una stessa travata si trovano entrambi, e con un campo solo bisognerebbe scegliere il più severo per tutti. Il rapporto si riferisce al
doppio della lunghezza dello sbalzo, non alla sua lunghezza: è la luce equivalente con cui si confronta una mensola, e un numero scritto qui ha quindi lo stesso significato dello stesso numero scritto per le campate.
Scrivendo 300 su uno sbalzo di 1,50 m il limite è 2 × 1500 / 300 = 10 mm. DA VERIFICARE: la luce equivalente pari al doppio dello sbalzo è la convenzione corrente, ma il riferimento di norma preciso non è stato riletto sul testo.
limiti di deformazione Limite della freccia FINALE, comprensiva degli effetti differiti e al netto di una eventuale monta iniziale, come denominatore del rapporto luce/freccia. Gli sbalzi hanno il proprio campo accanto. VALORI DI USO CORRENTE:
L/250 per l'uso ordinario, L/300 in presenza di elementi fragili. Nel legno è la verifica che governa più spesso, perché il k,def raddoppia quasi la freccia iniziale. DA VERIFICARE come per la freccia istantanea.
limiti di deformazione Numero della travata, identificativo unico.
I limiti dei dati generali del progetto valgono per tutte le travate, perché sono un criterio del progettista. Questa spunta permette a questa travata di averne di propri: un arcareccio di copertura e la trave che porta una vetrata stanno nello stesso lavoro e non hanno le stesse esigenze. A spunta spenta i quattro campi mostrano, in grigio, i limiti del progetto, che sono quelli applicati; accendendola si parte da quei numeri e da lì in poi la travata va per conto suo, anche se il valore generale cambia. Vale per le quattro voci insieme — campate e sbalzi, istantanea e finale — perché quattro interruttori separati sarebbero quattro occasioni di dimenticarne uno acceso.
Materiale
Classe di resistenza secondo EN 338 (massiccio) o EN 14080 (lamellare). Da qui si ricavano E,0,mean e la massa volumica per il peso proprio, e le resistenze caratteristiche con cui si verifica.
L'elenco è diviso per EDIZIONE della EN 338 , perché fra un'edizione e l'altra alcuni valori cambiano: la trazione parallela in tutte le classi, e poi compressioni, E,0,05 e masse volumiche delle classi alte.
La classe scelta
si porta dietro la sua edizione , così un lavoro riaperto fra due anni continua a dire quello che diceva invece di cambiare numeri da solo. Un file scritto prima di questa distinzione porta la sola classe: vale l'edizione corrente, e la relazione dichiara che è stata assunta.
Le classi
GL del lamellare stanno in un gruppo proprio perché la loro norma è un'altra, la
EN 14080 : il lamellare si verifica, con γ,M minore (1,45 invece di 1,50 con i coefficienti italiani), senza la riduzione della larghezza per fessurazione e con un
k,h proprio (rel. 4.2, riferimento 600 mm, contro la 4.1 del massiccio, riferimento 150 mm).
Omogeneo (finale h) e
combinato (finale c) non sono la stessa cosa: a parità di classe il combinato ha trazione e compressione parallele minori, perché le lamelle interne sono di qualità inferiore. Flessione e taglio coincidono.
che cosa si verifica Grado dell'acciaio secondo NTC Tab. 4.2.I. Il modulo elastico è 210.000 MPa per tutti i gradi: il grado cambia le resistenze, non le sollecitazioni.
f,yk dipende anche dallo SPESSORE : la tabella ha due colonne, fino a 40 mm e da 40 a 80 mm, e la seconda è 20 N/mm² più bassa.
Il programma guarda lo spessore maggiore fra ala e anima del profilo scelto e scrive in relazione quale colonna ha usato: su un HEM l'ala supera i 40 mm. Il grado decide anche
epsilon , e con esso la classe della sezione: lo stesso profilo può essere di classe 1 in S235 e di classe 2 in S355.
verifiche dell'acciaio
Valori assegnati per il legno?
f,m,k [N/mm2]
f,t,0,k
f,v,k
E,0,mean [N/mm2]
rho,k [kg/m3]
rho,mean
Lamellare
determina gamma,M: 1,45 per il lamellare, 1,50 per il massiccio
Caratteristiche di resistenza
Valori letti dalle stesse tabelle che il programma usa per
calcolare: se ne cambia uno, cambia in un posto solo.
Determina quali verifiche di sezione verranno eseguite
quali sono e quali forme di sezione sono disponibili. NON influisce sulle sollecitazioni, che dipendono solo da luci, vincoli e rigidezze: la stessa trave in acciaio o in legno dà momenti diversi solo se cambia la rigidezza RELATIVA fra le campate.
Il calcestruzzo armato non compare: una trave in c.a. appartiene quasi sempre a un telaio iperstatico da calcolare con un modello completo, e la sua verifica non è separabile dal progetto dell'armatura. Il caso della trave in c.a. esistente da rinforzare ha un tool dedicato.
portata del tool Quale norma segue la
verifica del legno. Non è una preferenza di stile: le due strade portano coefficienti parziali diversi (γ,M 1,50 e 1,45 con i coefficienti italiani, 1,30 e 1,25 con l'Eurocodice), k,mod diversi nella colonna della durata istantanea, e un trattamento diverso della fessurazione nel taglio.
Gli stessi dati danno numeri diversi , e la relazione dichiara sempre quale si è usata.
È un criterio del
progetto : vale per tutte le travate. Con l'Eurocodice la riduzione della larghezza per fessurazione
non viene applicata , perché il suo valore è lasciato agli Annessi Nazionali e non è ancora stato trascritto: la voce del taglio lo dichiara.
le due norme Ambiente in cui la struttura si trova, secondo la UNI EN 1995-1-1 par. 7.2 (Tab. 7-2). Decide il k,mod , cioè la resistenza di calcolo: la stessa trave all'aperto resiste meno. Classe 1 : al chiuso, riscaldato d'inverno; umidità relativa oltre il 65% solo per poche settimane all'anno, umidità di equilibrio del legno fino al 12% nella maggior parte delle conifere. Classe 2 : al chiuso anche non riscaldato, oppure all'aperto ma non direttamente esposto alle intemperie; umidità relativa oltre l'85% solo per poche settimane, umidità di equilibrio fino al 20%. Classe 3 : direttamente esposto alle intemperie, o frequentemente sottoposto a inumidimento o immerso; umidità di equilibrio generalmente oltre il 20%. In classe 3 la maggior parte delle specie non ha durabilità naturale sufficiente verso i funghi della carie: va considerata la protezione del legno. Vale solo per il legno: nell'acciaio non significa niente, e il campo non compare.
Maggiorazione da sommare a k,def per legno posto in opera con umidità prossima al punto di saturazione e soggetto a essiccazione sotto carico . Lasciare 0,00 se la condizione non ricorre: il calcolo resta quello ordinario. Valori di riferimento: la CNR-DT 206 , nella nota alla Tab. C-1, prescrive di aumentare k,def di un valore non inferiore a 2,00 ; l'Eurocodice 5 , al par. 3.1.4(4), di 1,00 . È una somma, non un fattore. Il campo è un numero e non una spunta perché la CNR dà un minimo : scegliere automaticamente 2,00 vorrebbe dire prendere il meno cautelativo fra i valori leciti, e quella scelta spetta a chi progetta. Pesa parecchio: in classe di servizio 1 un k,def da 0,60 a 1,60 aumenta del 62% la freccia finale del carico permanente, e portandolo a 2,60 la raddoppia. È una condizione di cantiere , che il programma non può dedurre dai dati.
Valori del materiale assegnati direttamente, per i legni di specie non tabellata, per i lamellari con certificato proprio e per gli acciai di cui si conosca la resistenza da prove su una struttura esistente. Sono i valori CARATTERISTICI: il fattore di confidenza e i coefficienti parziali li applica il programma. I campi compaiono solo scegliendo la classe UTENTE, e i valori restano memorizzati anche tornando a una classe di tabella, così non si perde quanto era stato scritto.
Schema statico
Numero di campate. I nodi sono sempre uno in più. Uno sbalzo si ottiene dichiarando
libero il nodo di estremità, non con un tipo di campata a parte.
schema statico Numero di punti in cui si campionano i diagrammi, per campata. NON è una discretizzazione del modello: l'elemento usato è esatto per una campata prismatica con carico uniforme, e infittire non cambia i risultati, solo la risoluzione del disegno.
Rotazione della sezione attorno al PROPRIO asse, in gradi, positiva antioraria guardando la trave dall'estremo iniziale verso quello finale. Con una sezione ruotata un carico verticale si decompone sui due assi principali, q·cosα sull'asse forte e q·senα su quello debole, ed è il caso del travetto di falda: il programma risolve DUE volte lo stesso schema, una per piano, e ricompone le frecce.
La freccia verticale non è quella dell'asse forte: a 30° differisce del 15 per cento, e in difetto. Con rotazione nulla il secondo piano non viene nemmeno risolto e non costa niente.
tre piani con una macchina sola Inclinazione dell'asse della trave sull'orizzontale, in gradi.
DA COMPLETARE: oggi il valore si conserva e si riporta in relazione, ma la proiezione dei carichi non è applicata. I carichi che si misurano sulla proiezione orizzontale (la neve) e quelli ortogonali alla falda (il vento) vanno quindi proiettati a mano prima di immetterli.
È detto qui perché un campo che accetta un valore e non lo usa è peggio di un campo che non c'è.
giacitura della trave Vincolo del nodo. Appoggio impedisce l'abbassamento; incastro impedisce anche la rotazione; libero non impedisce nulla ed è ammesso solo al primo o all'ultimo nodo, dove genera uno sbalzo; elastico usa le rigidezze indicate accanto. Un nodo libero in mezzo alla trave sarebbe una sconnessione interna, che questo modello non tratta.
Rigidezza verticale della molla, in kN/m, per il solo vincolo elastico. Un valore molto grande equivale a un appoggio rigido, uno molto piccolo a nessun vincolo: conviene ricavarlo dalla rigidezza reale dell'elemento portante.
Rigidezza rotazionale della molla, in kNm/rad, per il solo vincolo elastico. Serve a rappresentare l'incastro parziale offerto da un nodo trave-pilastro.
Cedimento imposto dell'appoggio, in metri, positivo verso il basso. ATTENZIONE al segno dell'effetto: abbassando un appoggio intermedio il momento negativo su quell'appoggio DIMINUISCE, non aumenta. Il trattamento normativo dei cedimenti non è ancora definito: oggi entrano con coefficiente 1,00 in tutte le combinazioni, senza riduzione per viscosità.
Lunghezza di appoggio, in metri, misurata lungo l'asse della trave: è il tratto su cui la trave scarica sul suo sostegno. Serve alla verifica a compressione ortogonale alla fibratura del legno, che confronta sigma,c,90,d = R / (b · l,app) con la resistenza f,c,90,d: senza questo dato la verifica non viene eseguita e la voce lo dichiara. Lasciandola a 0,000 il calcolo resta quello di prima. La larghezza su cui si divide è quella della sezione, non la larghezza di influenza.
DIREZIONE IN CUI IL VINCOLO TRATTIENE. Un carrello trattiene in una direzione e lascia scorrere nell'altra: su una trave inclinata quale sia cambia le reazioni e introduce una spinta assiale , perché la trave inclinata spinge. Tre casi: perpendicolare all'asse — il vincolo segue la falda e scorre lungo la trave, ed è quello che il programma ha sempre fatto; verticale — il vincolo reagisce in verticale e scorre in orizzontale, ed è l'appoggio su un piano orizzontale, un cordolo, una piastra; angolo assegnato — l'inclinazione la scrive il progettista, in gradi rispetto alla perpendicolare all'asse. L'angolo che ne risulta compare accanto alla scelta: è quello che entra nel calcolo. Con la trave orizzontale i primi due coincidono e non cambia niente. Su una cerniera o un incastro la direzione non cambia il calcolo — sono trattenuti in tutt'e due le direzioni — ma sulla cerniera cambia il riferimento in cui si leggono le due componenti della reazione. ATTENZIONE: vale nel piano forte; nel piano debole e nel problema torsionale il vincolo resta quello di sempre (DA COMPLETARE).
Vincolo alla ROTAZIONE TORSIONALE del nodo, indipendente dal vincolo flessionale. Serve solo se qualche carico chiama la torsione: un momento torcente immesso fra le forze concentrate. In quel caso almeno un nodo deve trattenere la torsione, altrimenti la trave è labile attorno al proprio asse e il calcolo si ferma dichiarandolo.
Un incastro blocca sempre la torsione, qualunque cosa dica questa colonna. Il calcolo è quello di De Saint-Venant, senza ingobbamento impedito: la rotazione risulta maggiore del vero, le tensioni minori, e la relazione lo dichiara.
vincolo torsionale
Sezione generale
Tipo?
rettangolare profilo
b [mm]
h [mm]
Profilo
(nessuno: sezione rettangolare) HEA100 HEA120 HEA140 HEA160 HEA180 HEA200 HEA220 HEA240 HEA260 HEA280 HEA300 HEA320 HEA340 HEA360 HEA400 HEA450 HEA500 HEA550 HEA600 HEB100 HEB120 HEB140 HEB160 HEB180 HEB200 HEB220 HEB240 HEB260 HEB280 HEB300 HEB320 HEB340 HEB360 HEB400 HEB450 HEB500 HEB550 HEB600 HEM100 HEM120 HEM140 HEM160 HEM180 HEM200 HEM220 HEM240 HEM260 HEM280 HEM300 HEM320 HEM340 HEM360 HEM400 HEM450 HEM500 HEM550 HEM600 IPE80 IPE100 IPE120 IPE140 IPE160 IPE180 IPE200 IPE220 IPE240 IPE270 IPE300 IPE330 IPE360 IPE400 IPE450 IPE500 IPE550 IPE600 TUBOC114,3*5 TUBOC120*5 TUBOC139,7*5 TUBOC159,5*5 TUBOC168*4 TUBOC20*2 TUBOC26,9*2 TUBOC33,7*2,3 TUBOC38,7*3 TUBOC42,4*2,6 TUBOC42,4*6 TUBOC48*3 TUBOC48,25*3 TUBOC50*3 TUBOC60*4 TUBOC63,5*4 TUBOC70*2 TUBOC75,5*5 TUBOC21*4 TUBOC60,3*2,9 Tubo ponteggio TUBOQ100*50*4 TUBOQ120*60*4 TUBOQ125*35*4 TUBOQ130*60*4 TUBOQ140*50*4 TUBOQ140*60*4 TUBOQ150*150*4 TUBOQ150*40*4 TUBOQ150*50*4 TUBOQ20*20*2 TUBOQ200*50*4 TUBOQ25*25*2 TUBOQ30*10*2 TUBOQ30*20*3 TUBOQ30*25*3 TUBOQ35*20*3 TUBOQ40*10*2 TUBOQ40*30*3 TUBOQ40*40*3 TUBOQ50*20*3 TUBOQ50*50*3 TUBOQ60*20*3 TUBOQ70*30*4 TUBOQ80*60*3 T.Q.100*100*5 U30*15 U30*33 U40*20 U40*35 U50*25 U50*38 U60*30 U65*42 UPN80 UPN100 UPN120 UPN140 UPN160 UPN180 UPN200 UPN220 UPN240 UPN260 UPN280 UPN300 UPN320 UPN350 UPN380 UPN400
Campate e sezioni
Camp. Sbalzo?
Luce [m]?
B infl. [m]?
Tipo?
b [mm]?
h [mm]?
Profilo?
Caratt.?
1
rettangolare profilo
(nessuno: sezione rettangolare) HEA100 HEA120 HEA140 HEA160 HEA180 HEA200 HEA220 HEA240 HEA260 HEA280 HEA300 HEA320 HEA340 HEA360 HEA400 HEA450 HEA500 HEA550 HEA600 HEB100 HEB120 HEB140 HEB160 HEB180 HEB200 HEB220 HEB240 HEB260 HEB280 HEB300 HEB320 HEB340 HEB360 HEB400 HEB450 HEB500 HEB550 HEB600 HEM100 HEM120 HEM140 HEM160 HEM180 HEM200 HEM220 HEM240 HEM260 HEM280 HEM300 HEM320 HEM340 HEM360 HEM400 HEM450 HEM500 HEM550 HEM600 IPE80 IPE100 IPE120 IPE140 IPE160 IPE180 IPE200 IPE220 IPE240 IPE270 IPE300 IPE330 IPE360 IPE400 IPE450 IPE500 IPE550 IPE600 TUBOC114,3*5 TUBOC120*5 TUBOC139,7*5 TUBOC159,5*5 TUBOC168*4 TUBOC20*2 TUBOC26,9*2 TUBOC33,7*2,3 TUBOC38,7*3 TUBOC42,4*2,6 TUBOC42,4*6 TUBOC48*3 TUBOC48,25*3 TUBOC50*3 TUBOC60*4 TUBOC63,5*4 TUBOC70*2 TUBOC75,5*5 TUBOC21*4 TUBOC60,3*2,9 Tubo ponteggio TUBOQ100*50*4 TUBOQ120*60*4 TUBOQ125*35*4 TUBOQ130*60*4 TUBOQ140*50*4 TUBOQ140*60*4 TUBOQ150*150*4 TUBOQ150*40*4 TUBOQ150*50*4 TUBOQ20*20*2 TUBOQ200*50*4 TUBOQ25*25*2 TUBOQ30*10*2 TUBOQ30*20*3 TUBOQ30*25*3 TUBOQ35*20*3 TUBOQ40*10*2 TUBOQ40*30*3 TUBOQ40*40*3 TUBOQ50*20*3 TUBOQ50*50*3 TUBOQ60*20*3 TUBOQ70*30*4 TUBOQ80*60*3 T.Q.100*100*5 U30*15 U30*33 U40*20 U40*35 U50*25 U50*38 U60*30 U65*42 UPN80 UPN100 UPN120 UPN140 UPN160 UPN180 UPN200 UPN220 UPN240 UPN260 UPN280 UPN300 UPN320 UPN350 UPN380 UPN400
?
Campata 1 - caratteristiche della sezione Area A 62,6 cm2 Momento d'inerzia J 11.767 cm4 Modulo elastico W,el 713,1 cm3 Modulo plastico W,pl 804,3 cm3 Raggio d'inerzia i,x 13,71 cm Area a taglio A,v 30,81 cm2 Inerzia asse debole J,y 788 cm4 Costante di torsione J,t 28,96 cm4 Costante d'ingobbamento I,w 199.097 cm6 Rigidezza EI 24.711 kNm2 Peso proprio 0,491 kN/m
2
-
rettangolare profilo
(nessuno: sezione rettangolare) HEA100 HEA120 HEA140 HEA160 HEA180 HEA200 HEA220 HEA240 HEA260 HEA280 HEA300 HEA320 HEA340 HEA360 HEA400 HEA450 HEA500 HEA550 HEA600 HEB100 HEB120 HEB140 HEB160 HEB180 HEB200 HEB220 HEB240 HEB260 HEB280 HEB300 HEB320 HEB340 HEB360 HEB400 HEB450 HEB500 HEB550 HEB600 HEM100 HEM120 HEM140 HEM160 HEM180 HEM200 HEM220 HEM240 HEM260 HEM280 HEM300 HEM320 HEM340 HEM360 HEM400 HEM450 HEM500 HEM550 HEM600 IPE80 IPE100 IPE120 IPE140 IPE160 IPE180 IPE200 IPE220 IPE240 IPE270 IPE300 IPE330 IPE360 IPE400 IPE450 IPE500 IPE550 IPE600 TUBOC114,3*5 TUBOC120*5 TUBOC139,7*5 TUBOC159,5*5 TUBOC168*4 TUBOC20*2 TUBOC26,9*2 TUBOC33,7*2,3 TUBOC38,7*3 TUBOC42,4*2,6 TUBOC42,4*6 TUBOC48*3 TUBOC48,25*3 TUBOC50*3 TUBOC60*4 TUBOC63,5*4 TUBOC70*2 TUBOC75,5*5 TUBOC21*4 TUBOC60,3*2,9 Tubo ponteggio TUBOQ100*50*4 TUBOQ120*60*4 TUBOQ125*35*4 TUBOQ130*60*4 TUBOQ140*50*4 TUBOQ140*60*4 TUBOQ150*150*4 TUBOQ150*40*4 TUBOQ150*50*4 TUBOQ20*20*2 TUBOQ200*50*4 TUBOQ25*25*2 TUBOQ30*10*2 TUBOQ30*20*3 TUBOQ30*25*3 TUBOQ35*20*3 TUBOQ40*10*2 TUBOQ40*30*3 TUBOQ40*40*3 TUBOQ50*20*3 TUBOQ50*50*3 TUBOQ60*20*3 TUBOQ70*30*4 TUBOQ80*60*3 T.Q.100*100*5 U30*15 U30*33 U40*20 U40*35 U50*25 U50*38 U60*30 U65*42 UPN80 UPN100 UPN120 UPN140 UPN160 UPN180 UPN200 UPN220 UPN240 UPN260 UPN280 UPN300 UPN320 UPN350 UPN380 UPN400
?
Campata 2 - caratteristiche della sezione Area A 62,6 cm2 Momento d'inerzia J 11.767 cm4 Modulo elastico W,el 713,1 cm3 Modulo plastico W,pl 804,3 cm3 Raggio d'inerzia i,x 13,71 cm Area a taglio A,v 30,81 cm2 Inerzia asse debole J,y 788 cm4 Costante di torsione J,t 28,96 cm4 Costante d'ingobbamento I,w 199.097 cm6 Rigidezza EI 24.711 kNm2 Peso proprio 0,491 kN/m
3
rettangolare profilo
(nessuno: sezione rettangolare) HEA100 HEA120 HEA140 HEA160 HEA180 HEA200 HEA220 HEA240 HEA260 HEA280 HEA300 HEA320 HEA340 HEA360 HEA400 HEA450 HEA500 HEA550 HEA600 HEB100 HEB120 HEB140 HEB160 HEB180 HEB200 HEB220 HEB240 HEB260 HEB280 HEB300 HEB320 HEB340 HEB360 HEB400 HEB450 HEB500 HEB550 HEB600 HEM100 HEM120 HEM140 HEM160 HEM180 HEM200 HEM220 HEM240 HEM260 HEM280 HEM300 HEM320 HEM340 HEM360 HEM400 HEM450 HEM500 HEM550 HEM600 IPE80 IPE100 IPE120 IPE140 IPE160 IPE180 IPE200 IPE220 IPE240 IPE270 IPE300 IPE330 IPE360 IPE400 IPE450 IPE500 IPE550 IPE600 TUBOC114,3*5 TUBOC120*5 TUBOC139,7*5 TUBOC159,5*5 TUBOC168*4 TUBOC20*2 TUBOC26,9*2 TUBOC33,7*2,3 TUBOC38,7*3 TUBOC42,4*2,6 TUBOC42,4*6 TUBOC48*3 TUBOC48,25*3 TUBOC50*3 TUBOC60*4 TUBOC63,5*4 TUBOC70*2 TUBOC75,5*5 TUBOC21*4 TUBOC60,3*2,9 Tubo ponteggio TUBOQ100*50*4 TUBOQ120*60*4 TUBOQ125*35*4 TUBOQ130*60*4 TUBOQ140*50*4 TUBOQ140*60*4 TUBOQ150*150*4 TUBOQ150*40*4 TUBOQ150*50*4 TUBOQ20*20*2 TUBOQ200*50*4 TUBOQ25*25*2 TUBOQ30*10*2 TUBOQ30*20*3 TUBOQ30*25*3 TUBOQ35*20*3 TUBOQ40*10*2 TUBOQ40*30*3 TUBOQ40*40*3 TUBOQ50*20*3 TUBOQ50*50*3 TUBOQ60*20*3 TUBOQ70*30*4 TUBOQ80*60*3 T.Q.100*100*5 U30*15 U30*33 U40*20 U40*35 U50*25 U50*38 U60*30 U65*42 UPN80 UPN100 UPN120 UPN140 UPN160 UPN180 UPN200 UPN220 UPN240 UPN260 UPN280 UPN300 UPN320 UPN350 UPN380 UPN400
?
Campata 3 - caratteristiche della sezione Area A 62,6 cm2 Momento d'inerzia J 11.767 cm4 Modulo elastico W,el 713,1 cm3 Modulo plastico W,pl 804,3 cm3 Raggio d'inerzia i,x 13,71 cm Area a taglio A,v 30,81 cm2 Inerzia asse debole J,y 788 cm4 Costante di torsione J,t 28,96 cm4 Costante d'ingobbamento I,w 199.097 cm6 Rigidezza EI 24.711 kNm2 Peso proprio 0,491 kN/m
Sezione generale. Cambiandola e premendo Applica a tutte la sezione viene assegnata a TUTTE le campate, sovrascrivendo quelle esistenti. Serve al caso normale, in cui la trave ha una sola sezione: senza, la si ripeterebbe a mano campata per campata.
Rende la campata uno sbalzo, liberando il nodo di estremità. È lo stesso dato del vincolo Estremo libero nello schema statico, scritto nel modo in cui lo si pensa: cambiando l'uno cambia l'altro, perché il valore vero è uno solo. Vale solo per la prima e per l'ultima campata: uno sbalzo in mezzo alla trave sarebbe una sconnessione interna, che il modello non tratta.
Luce della campata, misurata fra gli assi degli appoggi. Per uno sbalzo è la sua lunghezza.
Larghezza della fascia di solaio che grava sulla trave, in metri: di norma metà della campata di solaio da una parte più metà dall'altra. I carichi distribuiti si assegnano in kN/m2 e il programma li converte in kN/m moltiplicandoli per questa larghezza, e SCRIVE la conversione in relazione.
Così il numero che si compila è quello che si controlla su una tabella di carichi, non un valore di linea già moltiplicato di cui fra un anno nessuno ricorda da dove venga. Chi preferisce assegnare direttamente il carico di linea mette larghezza 1,00.
larghezza di influenza Forma della sezione. Rettangolare per legno e per travi in c.a. isolate; a T per travi in c.a. che collaborano con la soletta; profilo per l'acciaio, con la sezione scelta dal sagomario. Discende dal materiale e non si sceglie: quello che si sceglie è il profilo , nella colonna accanto.
Base della sezione rettangolare, oppure larghezza dell'anima nella sezione a T. In metri.
Altezza totale della sezione, in metri. Nella sezione a T comprende lo spessore della soletta.
La sezione di questa campata. L'elenco contiene
prima i profili definiti in questo progetto (sezione
Profilo ) e poi il
sagomario condiviso della suite. Un profilo del progetto vale per qualunque materiale, perché è una geometria; uno di sagomario vale per l'acciaio.
La costante di torsione dei profili a doppio T è RICALCOLATA rispetto al valore d'archivio, che trascura i raccordi ed è in media il 21% più basso.
il sagomario Mostra le caratteristiche inerziali della sezione della campata, calcolate dal motore sui dati dell'ultimo calcolo: area, momento d'inerzia, moduli di resistenza ai due lembi, raggio d'inerzia, rigidezza EI e peso proprio. Per i profili metallici compaiono anche il modulo plastico, l'area a taglio e le costanti di torsione e di ingobbamento. Modificando i dati i valori restano quelli precedenti finché non si ricalcola, e il riquadro lo dice.
Profilo dell'utente? crea un profilo personalizzato non presente in
archivio sezioni
Nessun profilo personalizzato in questo progetto. Con Nuovo profilo se ne crea uno: da quel momento compare nell'elenco dei profili delle campate, accanto a quelli di sagomario.
Libreria dei profili non
disponibile su questa installazione: il profilo resta salvato dentro il
progetto, che è dove deve stare comunque.
A che cosa serve. Consente di creare sezioni personalizzate non presenti in archivio, da usare nel calcolo.
Spigoli vivi. La geometria è quella immessa nei campi: niente raccordi di laminazione né cordoni di saldatura. A parità di misure un profilo di catalogo ha area e inerzie un poco maggiori — per un doppio T attorno al cinque per cento — e una costante di torsione molto maggiore, perché i raccordi pesano soprattutto lì.
La costante di torsione dipende dalla forma. Esatta per le sezioni circolari; formula di Bredt per i tubolari chiusi; somma di (1/3) b t3 per le sezioni aperte, che è un valore in difetto . Per la sezione generica per punti non viene calcolata (non esiste formulazione generica).
Quello che ancora manca. W,pl, I,w e l'area a taglio A,v non sono calcolati in automatico e vanno assegnati dall'utente nei campi che seguono le dimensioni.
Quali forme si verificano. Le caratteristiche di sezione si calcolano per tutte; le verifiche di norma dell'acciaio si eseguono per tubolare tondo , tubolare rettangolare , doppio T saldato simmetrico — con le curve di stabilità della riga SALDATA, più severe di quelle del laminato — piatto e tondo pieno . Sezione a T, angolare, sezione per punti e doppio T con ali diverse restano fuori, e ogni voce lo dichiara invece di dare un esito.
Dove viene salvato. Il profilo viene salvato nel progetto, non nell'archivio generale.
Angolari e sezioni asimmetriche. In queste sezioni gli assi di inerzia principali sono ruotati rispetto agli assi y e z del disegno, e il modulo riporta l'angolo di rotazione. Un carico verticale su una sezione così fatta la fa inflettere anche di lato : le formule della flessione retta non valgono più.
PROFILO DEFINITO DALL'UTENTE: una sezione che il catalogo non ha — un piatto, un composto saldato, un angolare, una forma qualunque data per vertici. Le caratteristiche si calcolano dalla geometria , non si leggono da una tabella. Il profilo sta dentro il progetto : il file del lavoro se lo porta dietro, e riaprirlo fra un anno dà la stessa sezione con cui il calcolo fu fatto. La libreria è una comodità che sta accanto, da cui si copia e in cui si copia: se il progetto contenesse solo un nome che punta alla libreria, modificarla cambierebbe in silenzio i calcoli già fatti. Quanti ne servono : i profili di un progetto sono un elenco, e ogni campata sceglie il suo nell'elenco Profilo della tabella delle sezioni, dove compaiono in testa, prima del sagomario. Il nome è quello con cui compaiono: rinominarlo segue le campate che lo usavano, eliminarlo le lascia da riassegnare — e lo dice, invece di sostituire la sezione per conto suo. QUALI SI VERIFICANO : sollecitazioni, reazioni e deformate si calcolano per qualunque forma. Le verifiche di sezione dell'acciaio si eseguono per le forme che le tabelle di norma trascritte coprono: tubolare tondo , tubolare rettangolare , doppio T saldato simmetrico , piatto e tondo pieno . Un composto saldato non viene letto come un laminato: le curve di stabilità sono quelle della riga saldata delle Tab. 4.2.VIII e 4.2.IX, più severe, e la nota lo dichiara. Il tondo pieno è di classe 1 e non sbanda, perché non ha un asse debole; il piatto ha una classe che segue il rapporto fra altezza e spessore, ed è letto come uno sporto: la nota riporta c, t e il fatto che quella lettura è del programma e non una riga di tabella. Restano fuori la sezione a T, l'angolare, la sezione per punti e il doppio T con ali diverse: l'ultimo perché le formule dell'instabilità flesso-torsionale assumono la doppia simmetria. Lì ogni voce compare NON ESEGUITA e dice il motivo, invece di dare un esito. W,pl, I,w e A,v si possono assegnare nei campi del profilo; se W,pl manca il programma usa W,el, che è minore, quindi la verifica esce in difetto e la nota lo scrive.
Carichi generali - solaio tipo?
B infl. [m] G1 agg. [kN/m] G2 [kN/m2]
Categoria q var. [kN/m2]
Zona neve Neve [kN/m2]
-- assegnata a mano -- A - Ambienti residenziali A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) B1 - Uffici non aperti al pubblico B2 - Uffici aperti al pubblico B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) D1 - Negozi D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi E2 - Ambienti ad uso industriale F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN H - Coperture accessibili per sola manutenzione I - Coperture praticabili K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. Vento Variazioni termiche
fino a 1000 m oltre 1000 m
?
Carichi distribuiti per campata?
Ogni riga è un carico, con la sua condizione , la sua
unità e il suo tratto . Le ascisse sono riferite alla campata:
0 significa l'estremo naturale del campo — inizio per x,in,
fine per x,fin — un valore positivo è una distanza
dall'inizio, uno negativo una distanza dalla fine. Con 0 e 0 il
carico occupa tutta la campata, e continua a occuparla tutta anche
cambiando la luce. Un carico nasce assegnando una condizione alla
riga vuota in fondo, e sotto ne compare un'altra; si toglie con
il cestino a fine riga.
Campata 1 — luce
5,00 m, larghezza di influenza
2,50 m
Condizione Unità
Rifer.?
Direz.?
q,in q,fin
x,inm
x,finm
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
kN/m2 kN/m
globale locale
Z (verticale) Y (trasversale) X (asse della trave)
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
kN/m2 kN/m
globale locale
Z (verticale) Y (trasversale) X (asse della trave)
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
kN/m2 kN/m
globale locale
Z (verticale) Y (trasversale) X (asse della trave)
Campata 2 — luce
5,00 m, larghezza di influenza
2,50 m
Condizione Unità
Rifer.?
Direz.?
q,in q,fin
x,inm
x,finm
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
kN/m2 kN/m
globale locale
Z (verticale) Y (trasversale) X (asse della trave)
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
kN/m2 kN/m
globale locale
Z (verticale) Y (trasversale) X (asse della trave)
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
kN/m2 kN/m
globale locale
Z (verticale) Y (trasversale) X (asse della trave)
Campata 3 — luce
5,00 m, larghezza di influenza
2,50 m
Condizione Unità
Rifer.?
Direz.?
q,in q,fin
x,inm
x,finm
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
kN/m2 kN/m
globale locale
Z (verticale) Y (trasversale) X (asse della trave)
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
kN/m2 kN/m
globale locale
Z (verticale) Y (trasversale) X (asse della trave)
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
kN/m2 kN/m
globale locale
Z (verticale) Y (trasversale) X (asse della trave)
Carichi del solaio tipo. Non entrano nel calcolo: sono i valori da cui si riempiono le campate, e il calcolo legge solo quelle. Così non esistono due verità su che cosa sia stato caricato, e un file salvato resta leggibile anche da chi non conosce questa comodità.
carichi generali Il vento non è fra i carichi generali. Pressione e depressione sono alternative che non si sommano mai, e l'inviluppo le tratterebbe come due carichi indipendenti, combinandole anche nel caso che non può avvenire.
Finché non ci sono i gruppi esclusivi di azioni, il vento si tratta con due calcoli separati.
carichi generali I tre comandi si distinguono per che cosa rispettano. Applica a tutte sovrascrive i carichi distribuiti di tutte le campate e LASCIA i carichi concentrati. Applica solo ai non modificati salta le campate i cui carichi differiscono dai generali: è la scelta da fare quando una campata è stata dettagliata apposta, per esempio uno sbalzo con destinazione diversa. Cancella e applica a tutte azzera anche i concentrati. In tutti e tre i casi il programma scrive quali campate ha toccato e quali ha saltato, per numero.
Carichi distribuiti della campata, una riga per carico. Ogni riga porta la sua
condizione — che decide come il carico entra nelle combinazioni — la sua
unità (kN/m2, moltiplicati per la larghezza di influenza della campata, oppure kN/m presi come sono) e il suo
tratto .
Le ascisse sono riferite alla CAMPATA, non all'intera trave:
0 è l'estremo naturale del campo (inizio per x,in, fine per x,fin), un valore
positivo è una distanza dall'inizio, uno
negativo una distanza dalla fine.
Con 0 e 0 il carico occupa tutta la campata e continua a occuparla tutta anche cambiando la luce; con x,fin negativo resta ancorato all'estremo finale. Per togliere un carico si azzerano q,in e q,fin. Un q,in diverso da q,fin è un trapezio, risolto in forma chiusa e non per approssimazione.
Un carico nasce assegnando una condizione alla riga vuota in fondo alla tabella — quella che dice
inserisci nuovo — e sotto ne compare un'altra; si toglie con il cestino a fine riga. Ogni riga porta anche il proprio
riferimento e la propria
direzione : il valore di partenza è globale Z, cioè il carico verticale di sempre.
regola del segno delle ascisse In quale terna si intende la direzione della riga. Globale sono gli assi del problema: X lungo l'asse della trave, Y orizzontale trasversale, Z verticale. Locale sono gli assi della SEZIONE, cioè gli stessi ruotati dell'angolo di rotazione della sezione. Con rotazione nulla i due riferimenti coincidono, ed è il caso di quasi tutte le travate: la scelta conta quando la sezione è ruotata. Un carico di gravità — peso proprio, solaio, neve — è GLOBALE Z, perché resta verticale comunque sia ruotata la sezione; un carico che segue la sezione — una spinta perpendicolare all'anima — è LOCALE.
Direzione in cui agisce la riga, nel riferimento scelto accanto. Z è il valore di partenza ed è il carico verticale, positivo verso il basso: è quello che il programma ha sempre fatto, e un file salvato prima di questo campo si legge così. Y è la direzione trasversale, che carica il piano debole: serve al vento su una trave di falda, alla spinta su un cordolo, a un carico laterale qualunque. X è lungo l'asse della trave: è nell'elenco perché esista il modo di scriverla, ma un carico distribuito assiale NON è trattato dal motore e il calcolo si ferma dicendolo, invece di applicarlo come se fosse verticale.
Carico da neve?
Provincia --- nessuna, scelgo la zona --- Agrigento (Zona III) Alessandria (Zona I - Mediterranea) Ancona (Zona I - Mediterranea) Aosta (Zona I - Alpina) Arezzo (Zona II) Ascoli Piceno (Zona II) Asti (Zona I - Mediterranea) Avellino (Zona II) Bari (Zona II) Barletta-Andria-Trani (Zona II) Belluno (Zona I - Alpina) Benevento (Zona II) Bergamo (Zona I - Alpina) Biella (Zona I - Alpina) Bologna (Zona I - Mediterranea) Bolzano (Zona I - Alpina) Brescia (Zona I - Alpina) Brindisi (Zona III) Cagliari (Zona III) Caltanissetta (Zona III) Campobasso (Zona II) Carbonia-Iglesias (Zona III) Caserta (Zona III) Catania (Zona III) Catanzaro (Zona III) Chieti (Zona II) Como (Zona I - Alpina) Cosenza (Zona III) Cremona (Zona I - Mediterranea) Crotone (Zona III) Cuneo (Zona I - Alpina) Enna (Zona III) Fermo (Zona II) Ferrara (Zona II) Firenze (Zona II) Foggia (Zona II) Forli'-Cesena (Zona I - Mediterranea) Frosinone (Zona II) Genova (Zona II) Gorizia (Zona II) Grosseto (Zona III) Imperia (Zona II) Isernia (Zona II) L'Aquila (Zona II) La Spezia (Zona II) Latina (Zona III) Lecce (Zona III) Lecco (Zona I - Alpina) Livorno (Zona III) Lodi (Zona I - Mediterranea) Lucca (Zona II) Macerata (Zona II) Mantova (Zona II) Massa Carrara (Zona II) Matera (Zona III) Medio Campidano (Zona III) Messina (Zona III) Milano (Zona I - Mediterranea) Modena (Zona I - Mediterranea) Monza Brianza (Zona I - Mediterranea) Napoli (Zona III) Novara (Zona I - Mediterranea) Nuoro (Zona III) Ogliastra (Zona III) Olbia-Tempio (Zona III) Oristano (Zona III) Padova (Zona II) Palermo (Zona III) Parma (Zona I - Mediterranea) Pavia (Zona I - Mediterranea) Perugia (Zona II) Pesaro e Urbino (Zona I - Mediterranea) Pescara (Zona II) Piacenza (Zona I - Mediterranea) Pisa (Zona III) Pistoia (Zona II) Pordenone (Zona I - Alpina) Potenza (Zona III) Prato (Zona II) Ragusa (Zona III) Ravenna (Zona I - Mediterranea) Reggio Calabria (Zona III) Reggio Emilia (Zona I - Mediterranea) Rieti (Zona II) Rimini (Zona I - Mediterranea) Roma (Zona III) Rovigo (Zona II) Salerno (Zona III) Sassari (Zona III) Savona (Zona II) Siena (Zona III) Siracusa (Zona III) Sondrio (Zona I - Alpina) Taranto (Zona III) Teramo (Zona II) Terni (Zona III) Torino (Zona I - Alpina) Trapani (Zona III) Trento (Zona I - Alpina) Treviso (Zona I - Mediterranea) Trieste (Zona II) Udine (Zona I - Alpina) Varese (Zona I - Mediterranea) Venezia (Zona II) Verbano-Cusio-Ossola (Zona I - Alpina) Vercelli (Zona I - Alpina) Verona (Zona II) Vibo Valentia (Zona III) Vicenza (Zona I - Alpina) Viterbo (Zona III)
Zona di carico --- dalla provincia --- Zona I - Alpina Zona I - Mediterranea Zona II Zona III
Quota sul livello del mare m
Classe di esposizione Battuta dai venti (C,E = 0,90) Normale (C,E = 1,00) Riparata (C,E = 1,10)
Coefficiente termico C,t -
Inclinazione della falda gradi
Ostruzione al bordo (parapetto, paraneve)
mu,1 assegnato (0 = da Tab. 3.4.II) -
Grandezza Valore Unità Nota q,sk al suolo 1,583 kN/m2 Zona I - Mediterranea, quota 250,0 m, par. 3.4.2 C,E esposizione 1,000 Normale, Tab. 3.4.I C,t termico 1,000 par. 3.4.5 mu,1 forma 0,800 falda a 0,0 gradi, Tab. 3.4.II q,s 1,266 kN/m2 sulla proiezione orizzontale della copertura, non al metro di falda inclinata
q,s = 1,266 kN/m2
È il carico sulla proiezione orizzontale. Il pulsante qui sotto lo scrive nella colonna Neve dei carichi generali: da lì si applica alle campate con Applica a tutte , come ogni altro carico generale.
Provincia e zona possono essere utilizzate indifferentemente per identificare la zona e sono correlate tra loro.
Ostruzione al bordo è il par. 3.4.3.1: con la gronda chiusa da un parapetto o da una barriera paraneve la neve non scivola, e il coefficiente di forma non può scendere sotto 0,80 qualunque sia l'inclinazione. Su una falda a 45 gradi mu,1 passa da 0,40 a 0,80: è l'errore più pesante che si possa fare su una copertura ripida, ed è anche il più facile, perché il paraneve non compare nel disegno strutturale.
mu,1 assegnato serve ai casi che questo blocco non calcola in automatico — accumuli, falde multiple, coperture cilindriche o adiacenti, sporgenze: si ricavano nel tool Neve e vento , che ha la geometria, e si riportano qui. Il valore assegnato viene rispettato e dichiarato in relazione come assegnato.
Il carico è riferito alla proiezione orizzontale della copertura: su una falda inclinata non va moltiplicato per la lunghezza di falda. Quello che grava sulla trave dipende poi dalla larghezza d'influenza, e nei casi di accumulo dalla distribuzione: la scelta resta a chi progetta.
Calcolo del carico da neve secondo le NTC 2018 cap. 3.1 e 3.4, con il modulo condiviso inc/carico_neve.inc.php. La sezione calcola un VALORE e lo mostra con la sua derivazione: non entra nel calcolo della trave finché non lo si porta nei Carichi generali con il pulsante, e di lì alle campate con Applica a tutte . La separazione è voluta: il carico neve di una copertura non è sempre quello che grava su UNA trave — accumuli, falde multiple, carico asimmetrico — e un valore che si applicasse da sé nasconderebbe proprio la decisione che spetta a chi progetta. Il carico è riferito alla PROIEZIONE ORIZZONTALE della copertura: su una falda inclinata non va moltiplicato per la lunghezza di falda.
Azione del vento?
Regione --- nessuna, scelgo la zona --- Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d'Aosta Veneto Isole minori e mare aperto
Zona del vento --- dalla regione --- Zona 1 Zona 2 Zona 3 Zona 4 Zona 5 Zona 6 Zona 7 Zona 8 Zona 9
Quota sul livello del mare m
Periodo di ritorno anni
Categoria dalla Fig. 3.3.2
Classe di rugosità --- non assegnata --- A - Aree urbane con almeno il 15% coperto da edifici di altezza media oltre 15 m B - Aree urbane non di classe A, suburbane, industriali e boschive C - Aree con ostacoli diffusi, o rugosità non riconducibile ad A, B, D D - Mare e costa, lago e sponde, aree prive di ostacoli
Distanza dalla costa km
Categoria di esposizione --- non selezionata --- Categoria I (k,r 0,17 - z,0 0,01 m - z,min 2 m) Categoria II (k,r 0,19 - z,0 0,05 m - z,min 4 m) Categoria III (k,r 0,20 - z,0 0,10 m - z,min 5 m) Categoria IV (k,r 0,22 - z,0 0,30 m - z,min 8 m) Categoria V (k,r 0,23 - z,0 0,70 m - z,min 12 m)
Altezza sul suolo (0 = z,min) m
Coefficiente di topografia c,t -
Coefficiente dinamico c,d -
c,pe esterno -
c,pi interno -
negativo: depressione, azione diretta verso l'alto
Trave di falda — coefficienti di riferimento
Superficie c,pe positivo c,pe negativo Fonte
Fascia sopravento — -0,80 Tab. C3.3.III
Restanti zone 0,20 -0,20 Tab. C3.3.III
Valori di riferimento , da riportare manualmente come c,pe e/o c,pi nei campi qui sopra. Il calcolo usa quei campi e non questi numeri: dipendono dalla costruzione intera — rapporto h/d, aperture, direzione del vento — e questa è una decisione di chi progetta, non dell'inclinazione di una trave. Per i casi che le due tabelle non coprono c'è il tool Neve e vento .
Inclinazione usata: 0,0° (dallo schema). Il vento sono due azioni : il ramo positivo e quello negativo sono alternative che non si sommano mai, e vanno trattate come due condizioni di carico distinte.
Con la falda entro i 5 gradi la Circolare tratta la copertura come piana , e le due zone non sono alternative: sono due parti diverse della copertura. Quale delle due competa a questa trave, e quanto sia profonda la fascia sopravento, dipende dalle dimensioni in pianta dell'edificio, che questo tool non ha: sono quelle del tool Neve e vento .
Copertura piana: la Circolare prescrive DUE ZONE, non due alternative sull'intera superficie. La fascia sopravento vale sempre -0,80; sulle restanti zone vanno considerati entrambi i segni.
Profondità della fascia sopravento non calcolata: assegnare la dimensione b in pianta e l'altezza h.
Grandezza Valore Unità Nota v,b0 base 27,000 m/s Zona 3, Tab. 3.3.I c,a altitudine 1,000 quota 250,0 m, a,0 = 500 m, k,s = 0,37, par. 3.3.2 v,b riferimento 27,000 m/s v,b0 * c,a c,r ritorno 1,001 T,R = 50 anni, par. 3.3.2 v,r progetto 27,020 m/s v,b * c,r q,r cinetica 456,294 N/m2 0,5 * rho * v,r^2 con rho = 1,25 kg/m3, par. 3.3.6 c,e esposizione 1,708 Categoria III, z = 5,00 m, c,t = 1,00 — scelta dall'utente, Tab. 3.3.II q,p picco 779,133 N/m2 q,r * c,e c,pe esterno 0,800 dato di input , non ricavato dalla geometriac,pi interno 0,000 dato di input , Circolare C3.3.8.5c,p complessivo 0,800 c,pe − c,pi c,d dinamico 1,000 par. 3.3.4 p 0,623 kN/m2 q,p * c,p * c,d, convertita da N/m2 a kN/m2. Pressione , diretta verso la superficie.
p = 0,623 kN/m2
Positiva in PRESSIONE, cioè diretta verso la superficie. Il pulsante qui sotto aggiunge a ogni campata una riga di carico distribuito con condizione vento , moltiplicata per la larghezza d'influenza; la riga resta modificabile come ogni altra.
Come viene applicata. Il pulsante scrive in ogni campata una riga di carico distribuito in condizione vento , uniforme, in kN/m2 : il tool la moltiplica poi per la larghezza d'influenza della campata, come ogni altro carico di superficie. La riga agisce in direzione verticale ed è riferita alla proiezione orizzontale, con il segno della pressione calcolata (positivo verso il basso, negativo in depressione). Resta modificabile come ogni altra riga: se la trave è in falda inclinata la componente da immettere va decisa da chi progetta, perché il programma non la scompone.
Altezza sul suolo minore di z,min = 5 m: il coefficiente di esposizione è calcolato a z,min, come prescrive la norma.
Il vento sono due azioni, non una. Qui ne è stata calcolata una, quella del c,pe indicato. Dove la norma prescrive anche il coefficiente di segno opposto, la seconda azione si ottiene cambiando il c,pe e va trattata come una condizione di carico DISTINTA: le due sono alternative e non si sommano mai. In depressione il peso proprio diventa favorevole e prende gamma,G,inf, e su un elemento leggero è spesso il caso che governa.
I coefficienti di forma c,pe e c,pi sono dati di input , non ricavati: dipendono dalla costruzione intera e non dall'inclinazione dell'elemento. La loro provenienza va dichiarata in relazione.
Regione e zona si tengono allineate da sole. La regione scrive la zona di competenza. Tre regioni fanno eccezione e il campo non viene scritto: la Sardegna , divisa dalla retta Capo Teulada — Isola di Maddalena fra la zona 5 a oriente e la 6 a occidente; la Calabria , zona 3 tranne la provincia di Reggio Calabria che è zona 4; il Friuli , zona 1 tranne la provincia di Trieste che è zona 8. In quei tre casi la zona va scelta a mano.
Categoria dalla Fig. 3.3.2. Con la casella spuntata la categoria di esposizione si ricava da zona, classe di rugosità e distanza dalla costa, e il campo categoria viene ignorato. Senza la spunta comanda il campo. La classe di rugosità serve solo alla derivazione automatica.
Altezza sul suolo. Lasciata a zero fa adottare z,min della categoria, come prescrive il par. 3.3.7: il valore effettivamente usato compare nella riga di c,e della filiera.
I coefficienti di forma non vengono ricavati dalla geometria dell'elemento , e questa è la scelta che da' forma al blocco. Dipendono dalla costruzione intera — rapporto h/d, falda sopravento o sottovento, aperture — che un tool che calcola una trave non conosce. Si determinano nel tool Neve e vento , che ha le tabelle della Circolare e la geometria, e si riportano qui. Il valore di partenza +0,80 è quello della parete verticale sopravento della Tab. C3.3.I. Il risultato vale c,p = c,pe − c,pi.
Il vento sono due azioni, non una. Dove la norma prescrive anche il coefficiente di segno opposto, la seconda si ottiene cambiando il c,pe e va trattata come una condizione di carico distinta: le due sono alternative e non si sommano mai. In depressione il peso proprio diventa favorevole e prende gamma,G,inf, e su un elemento leggero è spesso il caso che governa.
Calcolo dell'azione del vento secondo le NTC 2018 cap. 3.3 e la Circolare, con il modulo condiviso inc/carico_vento.inc.php. Come per la neve, la sezione calcola un valore e lo mostra con la sua derivazione; il pulsante aggiunge a ogni campata una riga di carico distribuito con condizione vento , in kN/m2, che resta modificabile come ogni altra.Come viene applicata : la riga è uniforme sulla campata e viene moltiplicata per la larghezza d'influenza, come ogni carico in kN/m2; agisce in direzione VERTICALE sulla proiezione orizzontale, con il segno della pressione calcolata (positivo verso il basso, negativo in depressione). Su una falda inclinata la componente da immettere va decisa da chi progetta: il programma non scompone la pressione lungo gli assi della trave.
Forze concentrate?
Sei componenti, dichiarate nel riferimento globale :
il programma le proietta sugli assi principali della sezione quando
questa è ruotata. V,z è la componente verticale,
V,y quella orizzontale trasversale, N lo sforzo assiale
positivo di trazione, M,y il momento nel piano verticale,
M,z quello nel piano orizzontale, M,t il momento torcente.
La posizione x segue la stessa regola del segno dei carichi
distribuiti.
Campata 1
Condizione x [m]
V,z [kN] V,y [kN] N [kN]
M,y [kNm] M,z [kNm] M,t [kNm]
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
Campata 2
Condizione x [m]
V,z [kN] V,y [kN] N [kN]
M,y [kNm] M,z [kNm] M,t [kNm]
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
Campata 3
Condizione x [m]
V,z [kN] V,y [kN] N [kN]
M,y [kNm] M,z [kNm] M,t [kNm]
-- inserisci nuovo -- G1 peso proprio G2 permanenti portati A - Ambienti residenziali nuova: A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) nuova: B1 - Uffici non aperti al pubblico nuova: B2 - Uffici aperti al pubblico nuova: B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) nuova: C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti nuova: C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema nuova: C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone nuova: C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche nuova: C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti nuova: C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) nuova: D1 - Negozi nuova: D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini nuova: D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) nuova: E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi nuova: E2 - Ambienti ad uso industriale nuova: F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN nuova: G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN nuova: H - Coperture accessibili per sola manutenzione nuova: I - Coperture praticabili nuova: K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti nuova: Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. nuova: Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. nuova: Vento
M,t si calcola con il vincolo torsionale assegnato
ai nodi nello Schema statico : almeno un nodo deve trattenere la
torsione. Il calcolo è quello di De Saint-Venant, senza ingobbamento
impedito, e la relazione lo dichiara.
Forze concentrate della campata, una riga per forza, con sei componenti dichiarate nel riferimento GLOBALE: il programma le proietta sugli assi principali della sezione quando questa è ruotata.
V,z è la componente verticale positiva verso il basso,
V,y quella orizzontale trasversale,
N lo sforzo assiale positivo di trazione,
M,y il momento nel piano verticale,
M,z quello nel piano orizzontale,
M,t il momento torcente.
La posizione
x segue la stessa regola del segno dei carichi distribuiti. Il segno in uscita è quello in ingresso: un momento positivo immesso dà un momento positivo nel diagramma.
forze concentrate
Condizioni di carico?
Le condizioni non si immettono : si ricavano dai
carichi presenti sui tratti. Ne compare una nuova quando un carico la
usa, sparisce quando l'ultimo carico che la usava viene tolto.
Quello che si assegna qui sono la durata — che per il legno
decide la resistenza e che nessuna tabella può indovinare al posto
del progettista — e i coefficienti di combinazione, quando la
categoria non copre il caso. Le scelte restano anche se la condizione
sparisce: togliendo e rimettendo l'ultimo carico di una categoria non
si perde la durata assegnata.
Id Tipo Nome
Categoria Tab. 3.1.II?
psi,0?
psi,1 psi,2
Durata?
g1
G1
non si applica
Permanente Lunga durata Media durata Breve durata Istantanea
g2
G2
non si applica
Permanente Lunga durata Media durata Breve durata Istantanea
A
Q
-- assegnata a mano -- A - Ambienti residenziali A - Scale comuni, balconi, ballatoi (residenziale) B1 - Uffici non aperti al pubblico B2 - Uffici aperti al pubblico B - Scale comuni, balconi, ballatoi (uffici) C1 - Aree con tavoli: scuole, caffè, ristoranti C2 - Aree con posti a sedere fissi: chiese, teatri, cinema C3 - Ambienti privi di ostacoli al movimento delle persone C4 - Aree con possibile svolgimento di attività fisiche C5 - Aree suscettibili di grandi affollamenti C - Scale comuni, balconi, ballatoi (affollamento) D1 - Negozi D2 - Centri commerciali, mercati, grandi magazzini D - Scale comuni, balconi, ballatoi (commerciale) E1 - Accumulo di merci: biblioteche, archivi, magazzini, depositi E2 - Ambienti ad uso industriale F - Rimesse e parcheggi, veicoli fino a 30 kN G - Aree per traffico e parcheggio, veicoli da 30 a 160 kN H - Coperture accessibili per sola manutenzione I - Coperture praticabili K - Coperture per usi speciali: impianti, eliporti Neve, quota fino a 1000 m s.l.m. Neve, quota oltre 1000 m s.l.m. Vento Variazioni termiche
Permanente Lunga durata Media durata Breve durata Istantanea
Per aggiungere una condizione si assegna un carico a uno
degli identificativi marcati nuova nel selettore dei
Carichi : è l'unico modo in cui una condizione
può nascere, e la ragione per cui non ci sono condizioni senza
carichi. La categoria — e con essa i psi di tabella — si
assegna qui, dopo.
Le condizioni di carico NON si immettono: si ricavano dai carichi presenti sui tratti. Ne compare una nuova quando un carico la usa, sparisce quando l'ultimo carico che la usava viene tolto. Quello che si assegna qui sono la
classe di durata — che per il legno decide il k,mod e che nessuna tabella può indovinare al posto del progettista — e i
coefficienti di combinazione , quando la categoria non copre il caso.
Le scelte restano anche se la condizione sparisce: togliendo e rimettendo l'ultimo carico di una categoria non si perde la durata assegnata. Per far nascere una condizione si assegna un carico a uno degli identificativi marcati
nuova nel selettore dei carichi.
classi di durata Categoria d'uso secondo la Tab. 3.1.II delle NTC 2018. Scegliendola, il programma compila i coefficienti psi dalla Tab. 2.5.I e la classe di durata, e scrive che cosa ha toccato. I valori restano modificabili: se si discostano da quelli di tabella il programma lo segnala, e la scelta va motivata.
Le categorie che la norma non quantifica -- E2, I, K, e le scale che rimandano alla categoria servita -- non propongono alcun valore: vanno assegnati a mano.
categorie di carico Coefficiente di combinazione per le azioni non dominanti allo SLU e nella combinazione rara. NTC Tab. 2.5.I.
Classe di durata del carico. Serve al k,mod del legno, che secondo l'EC5 2.3.2.1 è quello dell'azione di durata più BREVE presente nella combinazione. Per questo il programma costruisce un inviluppo separato per ogni azione dominante: due combinazioni con momento quasi uguale possono avere k,mod 0,60 e 0,90, cioè resistenze che differiscono del 50%, e la combinazione che governa NON è quella che massimizza il momento.
durata e k,mod
Ritegni trasversali?
Per campata
Campata Luce [m] Come generale
Ritegni Distribuzione numero passo [m]
posizione torsionale impedita
L,cr [m] L,lt [m]
β,y?
β,z?
l,0,y [m] l,0,z [m]
carico su?
1
5,00
per numero per passo
estradosso laterale
-
-
-
-
ala superiore centro di taglio ala inferiore
2
5,00
per numero per passo
estradosso laterale
-
-
-
-
ala superiore centro di taglio ala inferiore
3
5,00
per numero per passo
estradosso laterale
-
-
-
-
ala superiore centro di taglio ala inferiore
Ritegni all'estradosso: l'efficacia va valutata caso per caso. Un elemento appoggiato sul lembo superiore trattiene quel lembo, e questo basta finché il lembo compresso è quello superiore e la sezione non ruota. Non basta , o non basta da solo, dove il momento è negativo in campata — li' il lembo compresso è quello inferiore, che resta libero — e dove c'è una compressione assiale rilevante , perché l'instabilità attorno all'asse principale coinvolge l'intera sezione e non il solo lembo trattenuto. Vale anche per l'efficacia torsionale: impedire la rotazione dall'estradosso richiede un collegamento che trasmetta il momento torcente fino all'anima, non un semplice appoggio. Il programma non può giudicare il dettaglio costruttivo: L,cr e L,lt sono calcolati come se il ritegno fosse pienamente efficace .
A che cosa servono. I ritegni trasversali impediscono alla trave
di sbandare lateralmente. Ogni ritegno spezza la lunghezza libera di
inflessione nel piano debole , L,cr: con ritegni a 2,00 m una trave
di 8,00 m si inflette lateralmente su 2,00 m e non su 8,00.
L'efficacia torsionale è un'altra cosa. Se il
ritegno impedisce anche la rotazione della sezione, spezza pure
la distanza fra i ritegni torsionali L,lt, che governa
l'instabilità flesso-torsionale della trave inflessa.
Altrimenti L,lt resta l'intera campata: dieci arcarecci
semplicemente appoggiati non la accorciano di un centimetro .
Occorre un collegamento che trasmetta il momento torcente.
Dove si attacca conta. Un ritegno all'estradosso
trattiene il lembo superiore, e basta finché il lembo compresso
è quello e la sezione non ruota. Dove il momento è
negativo in campata il lembo compresso è quello inferiore e
resta libero; con compressione assiale rilevante
l'instabilità attorno all'asse principale coinvolge
l'intera sezione. Il programma calcola L,cr e L,lt come se il
ritegno fosse pienamente efficace : giudicare il dettaglio
costruttivo spetta a chi progetta, e per questo avvisa invece di
vietare.
Gli appoggi sono ritegni nei due sensi e non si contano fra
quelli intermedi: è l'ipotesi corrente per una trave
continua, e una campata senza ritegni intermedi ha quindi L,cr e L,lt
pari alla luce.
Numero e passo non sono la stessa cosa. Per numero, la campata
si divide in parti uguali. Per passo, i ritegni si contano
dall'inizio della campata e l'ultimo tratto è il resto:
con luce 7,00 e passo 2,00 i tratti sono 2+2+2+1 e L,cr vale
2,00 , non 1,75. È come stanno gli arcarecci veri, ed
è il caso più severo.
L,lt entra nelle verifiche del legno , L,cr non ancora.
L'instabilità di TRAVE — lo svergolamento del bordo
compresso — si calcola sul tratto fra ritegni torsionali, cioè
su L,lt: da lì vengono la lunghezza efficace, la tensione critica
e il coefficiente k,crit,m che riduce la resistenza a flessione, e la
relazione li riporta tutti. Dichiarare l'instabilità
impedita porta k,crit,m a 1,00. L,cr riguarda invece
l'instabilità di COLONNA, che richiede lo sforzo normale di
compressione e non è ancora verificata: si calcola, si mostra e
si salva, ma nessun risultato ne dipende.
Coefficienti e opzioni
Combinazioni?
Le combinazioni si generano dalle condizioni di
carico: una condizione nuova porta con sé le proprie famiglie,
una condizione che sparisce si porta via le sue. Qui si può
spegnerne una e si possono sostituire i coefficienti
parziali riga per riga. Spegnere una combinazione rende
l'inviluppo più piccolo: la relazione dichiara quali sono
state escluse, perché due calcoli della stessa trave non devono
poter dare numeri diversi senza che si veda il motivo.
rigenera l'elenco dalle condizioni a ogni
calcolo (spegnendolo, una condizione aggiunta dopo non
entra in nessuna combinazione)
I coefficienti riga per riga sostituiscono quelli
generali della tabella qui sopra, che restano il valore di partenza per
ogni combinazione nuova. La colonna gamma,Q altre moltiplica le
azioni variabili non dominanti, che entrano sempre con il proprio
psi.
Opzioni diagrammi
L'elenco delle combinazioni compare dopo il calcolo: prima non si sa quali siano.
RITEGNI TRASVERSALI: i vincoli che impediscono alla trave di sbandare lateralmente — arcarecci, travetti, controventi di falda, puntoni. Servono a
due cose diverse, e per questo c'è una spunta in più oltre al numero.
Sempre : il ritegno blocca lo spostamento laterale e spezza la lunghezza libera di inflessione nel piano debole, L,cr.
Solo se ha efficacia torsionale : blocca anche la rotazione della sezione, e allora spezza la distanza fra i ritegni torsionali L,lt, che è quella che governa l'instabilità flesso-torsionale della trave inflessa.
Un arcareccio semplicemente appoggiato sul corrente superiore è il primo caso; collegato in modo da impedire la rotazione, il secondo: senza efficacia torsionale
dieci ritegni non accorciano L,lt di un centimetro .
GLI APPOGGI sono ritegni nei due sensi e non si contano fra quelli intermedi.
ritegni trasversali Come si posizionano i ritegni dentro la campata. Per numero : n ritegni intermedi a distanza uguale, e la campata risulta divisa in n+1 parti uguali. Per passo : si contano dall'inizio della campata — 2,00; 4,00; 6,00 — e l'ultimo tratto è il resto. Le due cose non coincidono: con luce 7,00 m e passo 2,00 m i tratti sono 2+2+2+1 e L,cr vale 2,00 , mentre quattro parti uguali darebbero 1,75. Il passo rispecchia come stanno gli arcarecci veri ed è il caso più severo dei due.
DOVE il ritegno si attacca alla sezione: sul lembo superiore (estradosso ) oppure in mezzeria o comunque di fianco (laterale ). Non è una scelta grafica. Un elemento appoggiato sull'estradosso trattiene quel lembo , e basta finché il lembo compresso è quello superiore e la sezione non ruota. Dove il momento è negativo in campata il lembo compresso è quello inferiore e resta libero; con compressione assiale rilevante l'instabilità attorno all'asse principale coinvolge l'intera sezione, non il solo lembo trattenuto. Scegliendo l'estradosso con i ritegni attivi compare un avviso: L,cr e L,lt vengono calcolati come se il ritegno fosse pienamente efficace , e giudicare il dettaglio costruttivo spetta a chi progetta.
EFFICACIA TORSIONALE del ritegno. Spenta, il ritegno trattiene solo lo spostamento laterale: entra in L,cr e non in L,lt, che resta l'intera campata. Accesa, il ritegno impedisce anche la rotazione della sezione e L,lt diventa il tratto fra due ritegni. Richiede un collegamento che trasmetta il momento torcente: un elemento semplicemente appoggiato sul corrente superiore non lo fa.
Dichiara che l'instabilità trasversale è impedita da ALTRO: una soletta collaborante, un tavolato continuo inchiodato, un controvento di falda. Non è un ritegno: è l'affermazione che il problema non si pone, e toglie la verifica. Spenta di partenza, perché dichiararla quando non è vero toglie una verifica senza che si veda.
Dimensioni del ritegno, in millimetri, usate soltanto per disegnare lo schema qui sotto: non entrano in nessun calcolo. Servono a riconoscere a colpo d'occhio un arcareccio da un controvento, e stanno nell'impostazione generale perché un ritegno disegnato diverso campata per campata non direbbe nulla di più.
Coefficiente di vincolo per la
lunghezza di libera inflessione nel piano FORTE , quello in cui la trave è inflessa: l,0,y = β,y · L.
Zero significa AUTOMATICO , ed è il valore di partenza: il programma lo deduce dai vincoli ai due capi della campata — 1,00 senza incastri, 0,70 con uno, 0,50 con due, 2,00 su uno sbalzo — e scrive in relazione il valore che ha usato e da dove viene.
Il valore dedotto compare nella colonna l,0,y, fra parentesi, anche lasciando zero. Su un appoggio INTERNO di trave continua la deduzione è
cautelativa : la continuità con la campata vicina trattiene la rotazione, quindi il β vero è minore di 1,00.
Scrivendo un valore diverso da zero lo si assegna, e la relazione lo dichiara come assegnato.
lunghezza di libera inflessione Coefficiente di vincolo per la
lunghezza di libera inflessione nel piano DEBOLE : l,0,z = β,z · L.
Zero significa AUTOMATICO : qui non contano gli incastri, che agiscono nel piano forte, ma i
ritegni trasversali , perché la lunghezza libera è il tratto fra due ritegni successivi.
Il programma assume quindi β,z = L,cr / L, che vale 1,00 senza ritegni intermedi e scende con essi; su uno sbalzo vale 2,00 e i ritegni intermedi NON si tengono in conto, che è cautelativo. Su un profilo a doppio T è quasi sempre questo piano a governare l'instabilità di colonna.
lunghezza di libera inflessione DOVE arriva il carico sulla sezione , in altezza: non lungo la trave — quella sta nei carichi — ma a che quota della sezione. È il z,g dell'Appendice F dell'Eurocodice 3, e cambia il momento critico: un carico sull'ala superiore accompagna la sezione nella rotazione e abbassa M,cr, uno appeso all'ala inferiore lo alza, sul centro di taglio non conta. Il valore di partenza è l'ala superiore, che è il caso del solaio appoggiato ed è anche il più severo. Entra in M,cr solo dove il programma riconosce un caso di carico del Prospetto F 1.2: negli altri si assume C1 = 1,00 e z,g non ha effetto, e la voce lo dichiara.
Coefficiente parziale dei permanenti quando l'effetto è sfavorevole. NTC Tab. 2.6.I.
Coefficiente parziale dei permanenti quando l'effetto è favorevole. È quello che rende possibile trovare il minimo momento in campata e l'alleggerimento dello sbalzo.
Coefficiente parziale delle azioni variabili sfavorevoli.
Alterna campata per campata anche il PESO PROPRIO strutturale. Il principio della sorgente unica dell'EN 1990 vuole un solo coefficiente su tutta la struttura per le azioni della stessa origine: il peso proprio non può valere 1,30 in una campata e 1,00 in quella accanto. Attivandolo si ottiene un risultato più cautelativo ma non conforme alla lettura letterale della norma, e la scelta va dichiarata in relazione. Lasciarlo spento è il comportamento previsto.
Elenco delle combinazioni con cui si costruiscono gli inviluppi. NON si immette: si genera dalle condizioni di carico presenti, secondo la Tab. 2.6.I delle NTC 2018, una famiglia per ogni azione variabile dominante più quella dei soli permanenti e le combinazioni di esercizio.
Qui si può
spegnere una combinazione e si possono
sostituire i coefficienti parziali riga per riga, per il caso in cui la norma ne chieda altri. Spegnere una combinazione non vuol dire non calcolarla: vuol dire togliere il suo contributo all'inviluppo, che diventa più piccolo.
È corretto solo se quella combinazione non può verificarsi, e la relazione dichiara quali sono state escluse. La rigenerazione automatica si può spegnere, ma da quel momento l'elenco non segue più i carichi: una condizione aggiunta dopo non entra in nessuna combinazione, e anche questo la relazione lo dichiara.
combinazioni generate Disegna il diagramma dei momenti ribaltato, dalla parte della fibra tesa, come fanno molti programmi a elementi finiti e come suggerisce il confronto con la deformata. NON cambia il segno del calcolo né i valori in tabella: cambia solo il verso del disegno. Serve a confrontare due tabulati senza doverli leggere specchiati.
Stampa della relazioneche cosa entra nel
fascicolo
Parti del fascicolo
Introduzione
titolo, descrizione estesa e schema dei dati di ingresso
Dati generali
materiale, limiti di deformazione, coefficienti parziali e combinazioni
Formulazioni adottate
l'elenco delle relazioni usate dalle verifiche, con il documento da cui ciascuna viene: va nei dati generali
Dati di ingresso
schema statico, campate e sezioni, carichi, condizioni, derivazione di neve e vento
Verifiche estese
le verifiche di sezione campata per campata, con la combinazione che governa e il perimetro di quello che non è verificato
Sintesi dei risultati
inviluppi delle sollecitazioni, reazioni vincolari e controllo dell'equilibrio
Diagrammi
le figure dei diagrammi scelti
Quali travate entrano nella
relazione di questo progetto. Togliere una travata la lascia nel file ma la esclude dal fascicolo: serve alle varianti scartate e alle prove, che si vogliono conservare ma non consegnare. Una travata nuova entra sempre, finché non si dice il contrario, e quelle escluse si riconoscono anche nel menu delle travate.
È cosa diversa dalla spunta
in stampa della barra del progetto, che sta un piano sopra e riguarda se questo
file entra nel fascicolo di gruppo di tutti i lavori.
com'è fatto il fascicolo
In sviluppo — quello che il tool non fa ancora
Questo elenco è il perimetro del programma , dichiarato per intero: quello che non c'è e dove ci si accorge che non c'è. Nessuna di queste mancanze produce un numero sbagliato: dove una verifica non si può fare, la voce compare non eseguita con il suo motivo, e lo sfruttamento massimo è calcolato sulle sole campate che un esito ce l'hanno. Vale per tutti i materiali, non per la sola travata aperta.
Funzioni del programma
Non sono formule mancanti: sono cose che il tool non fa ancora.
Area Che cosa manca Dove si vede
Materiali Il cemento armato non ha un modulo di verifica: sollecitazioni, reazioni e deformate si calcolano, le verifiche di sezione no. scegliendo il materiale c.a.: nessuna voce di verifica compare
Profilo dell'utente Le verifiche di sezione dell'acciaio si eseguono per tubolare tondo, tubolare rettangolare, doppio T saldato simmetrico , piatto e tondo pieno. Restano fuori la sezione a T , l'angolare , la sezione per punti e il doppio T con ali diverse. su quelle forme ogni voce compare NON ESEGUITA e dichiara il motivo
Profilo dell'utente W,pl , I,w e A,v non si ricavano dalla geometria e vanno assegnati nei campi del profilo; l'A,v assegnata si usa nel solo piano forte.lasciati a zero, le verifiche che li richiedono non vengono eseguite
Giacitura della trave L'inclinazione dell'asse si conserva e si riporta in relazione, ma la proiezione dei carichi non viene applicata : i carichi riferiti alla proiezione orizzontale (la neve) e quelli ortogonali alla falda (il vento) vanno proiettati a mano prima di immetterli. sempre, con l'asse inclinato: l'aiuto del campo lo dichiara
Carichi Un carico distribuito in direzione X , cioè lungo l'asse della trave, non è trattato: il motore non assembla carichi distribuiti sul grado assiale. il calcolo si ferma e lo dice, invece di applicarlo come se fosse verticale
Carichi Su una trave inclinata i carichi parziali non generano la componente assiale: quella quota va assegnata a mano. mai: il programma non lo segnala
Vincoli La molla agisce sempre nella direzione trasversale locale: una molla inclinata non c'è. E il vincolo inclinato vale nel piano forte; nel piano debole e nel problema torsionale resta quello di sempre. con un vincolo inclinato la pagina lo dichiara
Torsione Si tratta la sola torsione uniforme : quella non uniforme, con l'ingobbamento impedito, non c'è. sempre, con un momento torcente applicato
Sezioni Nella sezione a T la larghezza collaborante b,eff non è calcolata secondo l'EC2 5.3.2.1: è quella assegnata. sempre, con la sezione a T
Disegni La pianta dei carichi non disegna i carichi distribuiti diretti in Y; la scena 3D sì. con un carico distribuito trasversale
Fascicolo Nel fascicolo di più travate le figure sono quelle della travata a video. stampando un fascicolo di più travate: il documento lo dichiara
Cedimenti Il trattamento normativo del cedimento assegnato -- con quale coefficiente parziale entri nelle combinazioni -- non è stato deciso. assegnando un cedimento: compare un avviso
Legno — quello che non è trascritto
Formule e coefficienti che non sono stati letti da un testo di norma, e che perciò il programma non applica.
Che cosa manca Dove si vede
k,cr (fessurazione, taglio, EC5) sempre quando il taglio si verifica: la nota della voce del taglio dichiara quale larghezza ha usato
il k,sh della rel. 7.18 oltre la sezione rettangolare e il cerchio, e W,tors per le sezioni non rettangolari: lì la verifica di taglio con TORSIONE non parte e il taglio resta quello semplice. DA COMPLETARE sezione non rettangolare: sul legno TUTTE le verifiche compaiono non eseguite, perché il rettangolo è l'unica forma prevista
come k,cf della rel. 7.17 si applichi al taglio nel PIANO DEBOLE: il testo riduce la larghezza, e nel piano debole il taglio è portato dall'altra dimensione. Si riduce anche quella dello stesso fattore, che è la via più severa. DA VERIFICARE taglio nei due piani: la nota della voce lo dichiara
della compressione ortogonale alla fibratura, che SI VERIFICA, restano fuori le rel. 6.6, 6.9 e 6.10 dell'EC5: riguardano il carico concentrato su appoggi discreti e le membrature con h > 2,5 b, e chiedono geometrie che il tool non conosce. Resta fuori anche l'appoggio di una sezione RUOTATA, dove la geometria del contatto non è nota. DA COMPLETARE sezione ruotata con la lunghezza di appoggio indicata: la voce «Compressione ortogonale agli appoggi» compare non eseguita. Per le rel. 6.6/6.9/6.10 l'innesco NON c'è
quanto valga la maggiorazione di k,def per il legno posto in opera umido OLTRE i due valori di riferimento (EC5 1,0; CNR non inferiore a 2,0): la CNR dà un minimo e non un valore fisso, quindi lo decide chi progetta e il programma lo chiede sempre: il campo «Maggiorazione k,def» è nei dati generali e il suo aiuto porta i due valori di riferimento
Acciaio — quello che non è trascritto
Come sopra. Dove la mancanza rende una verifica impossibile, quella verifica non viene eseguita.
Che cosa manca Dove si vede
M,b,Rd delle sezioni di classe 4: le rel. 4.2.48-4.2.51 vogliono W,eff,y al posto del modulo della sezione lorda, e quel passo non è trascritto. L'ASTA COMPRESSA di classe 4 invece si verifica: le rel. 4.2.43 e 4.2.46 ci sono, e dicono anche che N,cr resta quello della sezione lorda sezione di classe 4 con sbandamento in gioco: la voce «Stabilità: instabilità flesso-torsionale» compare NON ESEGUITA e lo dichiara
W,eff,z del DOPPIO T di classe 4: flettendo attorno a z lo sporto dell'ala ha un gradiente invece della compressione uniforme, ed è un altro problema di piastra. Sul CAVO RETTANGOLARE si ricava scambiando gli assi e dal 20/10/2026 si calcola. Col sagomario il caso non si presenta -- su 300 combinazioni nessuna ha l'ala di classe 4 -- ma un profilo utente può doppio T di classe 4 con M,z non nullo: la voce «Resistenza» compare NON ESEGUITA e nomina W,eff,z
il criterio principale della classe 4, rel. (6.43) della UNI EN 1993-1-1: sigma,x,Ed <= f,y/gamma,M0 con le tensioni calcolate sulla sezione efficace. Si usa la (6.44), che il testo dà come alternativa semplificata sezione di classe 4: la nota della voce «Resistenza» dichiara di usare il criterio semplificato (6.44)
i segni della (6.44): la nota al testo dice che dipendono dalla combinazione delle tensioni, qui si sommano i valori assoluti, che è la scelta severa sezione di classe 4: la nota della voce «Resistenza» dichiara che i segni sono presi tutti concordi
la rel. (4.4) della UNI EN 1993-1-5, lambda,p,red, che il testo da' come facolta' e che ridurrebbe la snellezza di piastra dove la parete non è snervata: non usarla è cautelativo, e il par. 4.4(5) che ne dà l'eccezione non è trascritto. CHI LA AGGIUNGE DEVE AGGIUNGERE ANCHE L'ITERAZIONE della sezione efficace: sotto lo snervamento il commentario JRC par. 4.3.1 la richiede, e lo sconto senza il ciclo darebbe una sezione più grande del vero sempre
un riscontro esterno della COMPOSIZIONE di W,eff su un profilo intero. La catena di una singola parete -- k,sigma, lambda,p, rho, b,eff e la sua ripartizione, la posizione della parte inefficace -- è riscontrata sugli esempi svolti 15 e 17.5.2 del commentario JRC EUR 22898 EN; il passaggio da lì a W,eff di un doppio T no, perché l'esempio 17.5.7 riguarda una piastra IRRIGIDITA (par. 4.5) e non un profilo laminato sempre
lo shear lag delle piattabande, che il par. 4.4(3) nomina e che sta nel par. 3 della UNI EN 1993-1-5, non trascritto b,0 della piattabanda oltre L/50: compare un AVVISO che dichiara di aver usato la larghezza geometrica. Non è bloccante perché è una correzione di proprietà di sezione, non uno stato limite a sé
C1 e C2 per i casi del Prospetto F 1.2 diversi dalla trave appoggiata con distribuito su tutta la luce: la forza in mezzeria, i due carichi, e le due righe della trave incastrata, che vorrebbero anche il riconoscimento del k da usare sbandamento in gioco fuori dal caso riconosciuto: la nota della voce «Stabilità: instabilità flesso-torsionale» dichiara C1 = 1,00 e il motivo
C1 dal Prospetto F 1.1 per i tratti fra ritegni SCARICHI, con psi dal diagramma reale: lì C2 è nullo e z,g non entra, quindi il guadagno sarebbe senza contropartita come sopra: la nota dichiara C1 = 1,00
Metodo A e metodo generale della Circolare (par. C4.2.4.1.3.3.1 e C4.2.4.1.3.3.3) sempre
instabilità torsionale e flesso-torsionale dell'ASTA COMPRESSA (EC3 par. 6.3.1.4): sui profili a doppio T e sui cavi non governa, ma su una sezione a U o monosimmetrica può profilo APERTO non doppiamente simmetrico (oggi il solo U) sotto compressione: la voce «Stabilità: instabilità torsionale dell'asta compressa» compare NON ESEGUITA
le colonne di flessione e compressione della Tab. 4.2.IV per le piattabande esterne: l'ala si classifica come interamente compressa, esatto in flessione retta e cautelativo con M,z sempre quando la sezione si classifica: la nota della voce «Resistenza» riporta la classificazione dell'ala
la classe è una per campata, la più severa fra le combinazioni, e alpha e psi di ciascuna si calcolano con lo sforzo normale estremo e il momento massimo della campata, che possono cadere in sezioni diverse sempre quando la sezione si classifica: la nota dichiara che alpha e psi vengono dalla combinazione più severa
instabilità dell'anima a taglio: le formule stanno nella Circolare 7/2019, rel. C4.2.43 ... C4.2.49 e Tab. C4.2.VII, e non sono ancora trascritte. Col sagomario non si raggiunge -- h,w/t massimo 48,0 contro il limite 51,5 in S460 -- ma un profilo utente può superarlo anima snella: quando h,w/t supera 72 epsilon la voce «Instabilità dell'anima a taglio» compare NON ESEGUITA
31 voci in tutto. Diverse dalle mancanze sono le ipotesi che il programma prende al posto del progettista — un coefficiente assunto al valore più severo, una formula applicata fuori dal caso che il testo descrive: quelle non mancano, ci sono, e ciascuna è dichiarata nella nota della voce che la usa, accanto al numero che ne risulta.
Schema dei dati di ingresso
Quote con le sigle delle grandezze, non con le misure.
Serve a controllare l'ingresso, non a rappresentare i risultati.
Sezione