3 novembre 2026
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Kip Web ToolsAzione del ventov1.0.0Pressione del vento secondo NTC 2018 e Circolare, coperture comprese
Progetto ? | File Nome ? ?
Esempi ?
Se la casella è spuntata, questo file entra nella stampa di gruppo: il documento unico che raccoglie le relazioni di tutti i lavori del progetto. Toglierla lascia il file nell'archivio ma lo esclude dal fascicolo — utile per le prove e le varianti scartate, che si vogliono conservare ma non consegnare. L'impostazione si applica subito al file già salvato e non tocca i dati del calcolo; su un file non ancora salvato viene scritta al primo salvataggio. Un file nuovo entra sempre in stampa, finché non si dice il contrario.
Gli esempi di riferimento sono casi già impostati, utili per vedere come si compila il modulo e che aspetto ha la relazione. Aprirne uno sostituisce i dati a video: salvare prima il proprio lavoro, se serve. L'esempio non porta con sé il nome del file, così un salvataggio distratto non può sovrascrivere un lavoro con un caso di scuola.
Il progetto raccoglie i file di lavoro di tutti i tool della suite: scegliendone uno, i file salvati qui sotto sono quelli di quel progetto. Per crearne uno nuovo si scrive il nome nella casella accanto e si preme Nuovo progetto. Cambiando progetto la pagina si ricarica per rileggere l'elenco dei file: i dati inseriti restano, il calcolo va rifatto.
Il nome con cui questo calcolo viene salvato dentro il progetto. Scegliere un file dall'elenco lo apre subito e sostituisce i dati a video; se qualcosa è stato modificato viene chiesta conferma. Il pulsante Apri serve a rileggere il file che si sta già guardando, che riscegliendolo nell'elenco non verrebbe riaperto. Scrivendo un nome che non esiste, Salva crea un file nuovo; scrivendone uno che esiste già, lo sovrascrive senza chiedere conferma. Scarica salva sul proprio computer i dati a video (anche non salvati), in un file da conservare o da inviare; Carica rilegge un file così scaricato (anche ricevuto da altri) e ne mette i dati a video, senza nome: per tenerlo nell'archivio va salvato.
Mostra:
Esegui:

Sito

Regione ?
Scorciatoia per assegnare la zona del vento senza cercarla in tabella: scegliendo la regione, la zona viene proposta. NON è un dato del calcolo e non viene salvato come tale.
Tre casi non si risolvono con la sola regione. La SARDEGNA è divisa fra zona 5 a oriente e zona 6 a occidente della retta Capo Teulada - Isola di Maddalena, e la zona va scelta a mano. In CALABRIA la provincia di Reggio Calabria sta in zona 4 e non in zona 3. In FRIULI la provincia di Trieste sta in zona 8 e non in zona 1. In questi due casi la zona proposta è quella della maggior parte del territorio, e l'avvertenza compare fra gli avvisi.
Zona del vento ?tab
Zona del vento secondo la Tab. 3.3.I delle NTC 2018. Da essa dipendono la velocità base di riferimento v,b0, la quota di riferimento a,0 e il coefficiente k,s della formula di c,a.
Se non la conosci, scegli la regione nel campo sopra e la zona viene proposta.
Tab. 3.3.I — Zone del vento
Zonav,b0 [m/s]a,0 [m]k,sAmbito
1251.0000,40Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia (con l'eccezione della provincia di Trieste)
2257500,45Emilia Romagna
3275000,37Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria (esclusa la provincia di Reggio Calabria)
4285000,36Sicilia e provincia di Reggio Calabria
5287500,40Sardegna (zona a oriente della retta congiungente Capo Teulada con l'Isola di Maddalena)
6285000,36Sardegna (zona a occidente della retta congiungente Capo Teulada con l'Isola di Maddalena)
7281.0000,54Liguria
8301.5000,50Provincia di Trieste
9315000,32Isole (con l'eccezione di Sicilia e Sardegna) e mare aperto

Questa tabella nella guida · documenti di riferimento

 
Quota sul livello del mare ?m
Quota del sito sul livello del mare, in metri. Entra sia nel vento, attraverso il coefficiente di altitudine c,a, sia nella neve, attraverso il valore di riferimento al suolo q,sk.
Oltre i 1500 m nessuna delle due formule è applicabile: il programma calcola il valore al limite dei 1500 m e avvisa che è un MINIMO da verificare sul sito, invece di estrapolare fuori campo.
Attenzione: la quota decide anche quali psi si applicano alla neve nelle combinazioni, con lo spartiacque a 1000 m.
Periodo di ritorno ?anni
Periodo di ritorno di progetto, in anni. Il valore corrente è 50 anni, per il quale c,r vale 1,0007, cioè praticamente 1.
Periodi diversi si usano per costruzioni provvisorie (T,R minore, azione minore) oppure per opere di classe elevata. Il coefficiente cresce piano: 1,04 a 100 anni, 1,12 a 500 anni.
Per le fasi di costruzione o le fasi transitorie il par. 3.3.2 ammette di ridurlo: almeno 5 anni per durate fino a tre mesi, almeno 10 anni per durate fra tre mesi e un anno.
c,a assegnato (0 = calc.) ?-
Coefficiente di altitudine ASSEGNATO, che sostituisce quello calcolato dalla quota. Lasciando zero il coefficiente viene calcolato.
Serve quando il committente impone un valore, quando si rifà un calcolo esistente o quando la quota non descrive bene il sito. Il valore assegnato viene rispettato e la relazione dichiara che è assegnato, invece di far credere che sia stato calcolato.

Esposizione

Categoria di esposizione ?tab
Categoria di esposizione secondo la Tab. 3.3.II, da cui vengono k,r, z,0 e z,min. La categoria I è la più esposta (mare aperto, campagna senza ostacoli) e dà i coefficienti maggiori; la V è la più riparata.
Può essere ricavata automaticamente dalla Fig. 3.3.2 attivando la casella qui sotto, assegnando la classe di rugosità e la distanza dalla costa.
Tab. 3.3.II — Parametri delle categorie di esposizione
Categoriak,rz,0 [m]z,min [m]
I0,170,012
II0,190,054
III0,200,105
IV0,220,308
V0,230,7012

DA COMPLETARE: la regola che assegna la categoria a partire da zona, distanza dalla costa e classe di rugosità non è stata letta dalla fonte. Finché manca, la categoria la sceglie chi calcola: il programma non la indovina. Nel dubbio, la classe di rugosità più sfavorevole porta alla categoria più gravosa.

Questa tabella nella guida · documenti di riferimento

Classe di rugosità ?tab
Classe di rugosità del terreno secondo la Tab. 3.3.III. Serve, insieme alla zona e alla distanza dalla costa, ad assegnare la categoria di esposizione.
Con l'assegnazione automatica attiva il campo entra nel calcolo: insieme alla zona, alla distanza dalla costa e alla quota determina la categoria di esposizione secondo la Fig. 3.3.2.
Nel dubbio si assegna la classe più sfavorevole: l'azione del vento è minima in classe A e massima in classe D.
Tab. 3.3.III — Classi di rugosità del terreno
ClasseDescrizione
AAree urbane in cui almeno il 15% della superficie sia coperto da edifici la cui altezza media superi i 15 m
BAree urbane (non di classe A), suburbane, industriali e boschive
CAree con ostacoli diffusi (alberi, case, muri, recinzioni, ...); aree con rugosità non riconducibile alle classi A, B, D
Da) Mare e relativa fascia costiera (entro 2 km dalla costa)
b) Lago (con larghezza massima pari ad almeno 1 km) e relativa fascia costiera (entro 1 km dalla riva)
c) Aree prive di ostacoli o con al più rari ostacoli isolati (aperta campagna, aeroporti, aree agricole, pascoli, zone paludose o sabbiose, superfici innevate o ghiacciate, ...)

L'assegnazione della classe di rugosità NON dipende dalla conformazione orografica e topografica del terreno.
Si può assumere che il sito appartenga alla classe A o B purché la costruzione si trovi nell'area relativa per non meno di 1 km e comunque per non meno di 20 volte l'altezza della costruzione, per tutti i settori di provenienza del vento ampi almeno 30 gradi.
Si DEVE assumere la classe D qualora la costruzione sorga nelle aree indicate con le lettere a) o b), oppure entro un raggio di 1 km da essa vi sia un settore ampio 30 gradi dove il 90% del terreno sia del tipo indicato con la lettera c).
Laddove sussistano dubbi sulla scelta della classe di rugosità, si deve assegnare la classe più sfavorevole: l'azione del vento è in genere minima in classe A e massima in classe D.

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Distanza dalla costa ?km
Distanza del sito dalla costa, in chilometri. Concorre con la zona e la rugosità ad assegnare la categoria di esposizione.
Con l'assegnazione automatica attiva questo campo ENTRA nel calcolo. Le fasce della Fig. 3.3.2 sono 2, 10 e 30 km per le zone da 1 a 6, e 1,5 e 2 km per le zone 7 e 8; oltre i 30 km subentra la quota.
Categoria dalla Fig. 3.3.2 ?tab
Con la casella attiva la categoria di esposizione viene ricavata dalla Fig. 3.3.2 delle NTC a partire da zona, distanza dalla costa, classe di rugosità e quota. Il campo della categoria si spegne e mostra il valore calcolato.
Servono la classe di rugosità e la distanza dalla costa.
Alcune combinazioni non esistono: entro 2 km dalla costa la Tab. 3.3.III impone già la classe D, quindi le classi A, B e C in quella fascia non si presentano e la figura riporta un trattino.
Fig. 3.3.2 — Definizione delle categorie di esposizione
Zone 1, 2, 3, 4, 5
Classeentro 2 km2-10 km10-30 kmoltre 30 km
fino a 500 m
500-750 moltre 750 m
A—IVIVVVV
B—IIIIIIIVIVIV
C—IIIIIIIIIVIV
DIIIIIIIIIIIV
Zona 6
Classeentro 2 km2-10 km10-30 kmoltre 30 km
fino a 500 m
oltre 500 m
A—IIIIVVV
B—IIIIIIVIV
C—IIIIIIIIIV
DIIIIIIIII
Zone 7 e 8
Classeentro 1,5 km1,5-2 kmoltre 2 km
A——IV
B——IV
C——III
DIIIIII
Zona 9
Classeovunque
AI
BI
CI
DI

Il trattino non è un valore mancante: entro la fascia costiera la Tab. 3.3.III impone già la classe D, quindi le classi A, B e C non vi si presentano.
Nelle zone 1-5 due caselle dipendono anche dalla zona: la fascia 2-10 km in classe C vale II nelle zone 1-4 e III nella zona 5; la fascia oltre 750 m in classe D vale IV nella zona 1 e III nelle zone 2-5. Nelle zone 7-8, oltre 2 km in classe D vale II nella zona 8 e III nella zona 7. La tabella qui sopra mostra la zona 1 e la zona 7.
Il par. 3.3.7 aggiunge che entro 40 km dalla costa la categoria è indipendente dall'altitudine: fra 30 e 40 km l'indicazione si sovrappone alle colonne per quota della figura, e il programma avvisa.

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Altezza valutata a z,min ?
Con la casella attiva l'altezza sul suolo non si assegna e il coefficiente di esposizione viene calcolato a z,min, che dipende dalla categoria: 2 m in categoria I, 5 m in III, 12 m in V.
È il caso più frequente per costruzioni basse, ed è anche quello che riproduce il valore della schermata di kipLegno.
Togliendo la casella si assegna l'altezza: sopra z,min il coefficiente cresce, sotto viene comunque calcolato a z,min come prescrive la norma.
Altezza sul suolo ?m
Altezza sul suolo alla quale si valuta il coefficiente di esposizione, in metri. Ha effetto solo se la casella dell'altezza automatica è tolta.
In categoria III si passa da c,e = 1,708 a z,min = 5 m a c,e = 2,138 a 10 m: la pressione cresce del 25%.
Coefficiente di topografia c,t ?-
Coefficiente di topografia. Vale 1 salvo che il sito stia su un rilievo isolato, un pendio o un crinale, dove il vento accelera.
Il coefficiente di esposizione nella guida
ATTENZIONE: c,t compare DUE volte dentro la formula di c,e, quindi il suo effetto non è proporzionale. Con c,t = 1,2 il coefficiente di esposizione cresce del 28,6% e non del 20%.
Il par. 3.3.7 lo pone generalmente pari a 1, sia in pianura sia in zone ondulate, collinose e montane. Per costruzioni presso la sommità di colline o pendii isolati può essere ricavato da dati suffragati da opportuna documentazione.

Struttura

Tipo di costruzione ?
Famiglia della costruzione. Non è una sfumatura: sono due schemi diversi e non se ne può ipotizzare uno.
Un EDIFICIO CHIUSO ha una pressione esterna su ciascuna superficie e una pressione interna che agisce dall'altra parte: l'azione netta è la differenza c,pe - c,pi.
Una TETTOIA ISOLATA non ha né interno né esterno: ha un coefficiente di forza netto c,F che dipende dal grado di bloccaggio, cioè da quanto lo spazio sotto la copertura è ostruito.
Inclinazione sopravento ?tabgradi
Inclinazione della falda SOPRAVENTO in gradi, CON IL SEGNO.
POSITIVA se la falda sale andando dalla gronda verso la linea centrale della copertura, cioè se c'è un colmo. NEGATIVA se scende verso la linea centrale, cioè se c'è un impluvio.
Entro 5 gradi la copertura è assimilata a PIANA e passa a un'altra tabella, con due zone invece di due alternative.
Le coperture nella guida
È il campo che genera le due azioni: fra 0 e 45 gradi la Tab. C3.3.V dà un coefficiente positivo E uno negativo, ed entrambi vanno considerati.
Tab. C3.3.V — Falda sopravento, vento ortogonale al colmo
Valori negativiValori positivi
alfa <= -60c,pe = -0,500 <= alfa <= 45c,pe = +alfa/75
-60 <= alfa <= -15c,pe = -0,50 - (alfa+60)/9045 <= alfa <= 75c,pe = +0,60 + (alfa-45)/150
-15 <= alfa <= 30c,pe = -1,00 + (alfa+15)/75Fra 5 e 45 gradi la pressione può variare rapidamente da valori negativi a positivi: la Circolare fornisce entrambi i segni e prescrive di considerare AMBEDUE le condizioni di carico.
30 <= alfa <= 45c,pe = -0,40 + (alfa-30)/37,5

Entro 5 gradi la copertura è assimilata a piana e vale la Tab. C3.3.III, che prescrive due ZONE: fascia sopravento di profondità pari al minimo fra b/2 e h con c,pe = -0,80, restanti zone con c,pe = ±0,20.

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Inclinazione sottovento ?gradi
Inclinazione della falda SOTTOVENTO, con la stessa convenzione di segno della falda sopravento. Ha effetto solo con due falde.
Normalmente uguale all'altra: la Circolare descrive la copertura a doppia falda con una sola inclinazione. Assegnandone una diversa il programma entra in ciascuna tabella con la pendenza della rispettiva falda: è un'ESTENSIONE, non una prescrizione, e viene dichiarata fra gli avvisi e in relazione.
 
b, lunghezza (lungo il colmo) ?m
Lunghezza della costruzione nella direzione DEL COLMO, in metri. È una dimensione della costruzione, non del vento: non cambia passando da una direzione di calcolo all'altra.
Con vento ortogonale al colmo b è la dimensione trasversale al flusso; con vento parallelo diventa la profondità nel verso del vento, e quindi entra nel rapporto h/d.
d, luce (ortogonale al colmo) ?m
Luce della costruzione ORTOGONALMENTE al colmo, in metri: è la dimensione coperta dalle due falde, quella che si vede nel prospetto.
Con vento ortogonale al colmo d è la profondità nel verso del vento e determina h/d; con vento parallelo diventa la dimensione trasversale al flusso.
h, altezza della costruzione ?m
Altezza della costruzione in metri, misurata dal suolo alla quota massima.
Entra nel rapporto h/d, nella profondità della fascia sopravento delle coperture piane e, come quota di riferimento, nel coefficiente di esposizione.
Quando h supera b la Circolare (C3.3.8.1.1.1) consente di suddividere l'edificio in tronchi con quote di riferimento diverse. Qui la pressione è valutata uniforme alla sommità, che è il primo dei due criteri previsti e che la Circolare dichiara semplificato e generalmente a favore di sicurezza.
Vento +X (ortogonale al colmo) ?
Il par. 3.3.3 delle NTC prescrive di considerare come direzione del vento quella corrispondente a uno degli assi principali della pianta: su una costruzione rettangolare sono DUE verifiche, non una.
Fra le due cambiano tre cose. I coefficienti della copertura passano ad altre tabelle: con vento parallelo al colmo non ci sono falda sopravento e sottovento ma una fascia sopravento e le restanti zone, e tutti i coefficienti sono negativi. Si scambiano le dimensioni in pianta, quindi cambia h/d e con esso i coefficienti delle pareti. Cambia infine la superficie su cui agisce l'azione tangente.
VENTO +X è la direzione ORTOGONALE al colmo: è quella che si vede nel prospetto, e la profondità nel verso del vento vale d.
Le due direzioni nella guida
Attivando entrambe le direzioni il programma calcola le due condizioni e indica quale governa. Non si sommano: sono alternative, come pressione e depressione.
Vento +Y (parallelo al colmo) ?
VENTO +Y è la direzione PARALLELA al colmo. La copertura passa alle Tab. C3.3.VI o C3.3.X ed è in depressione ovunque, con una fascia sopravento e le restanti zone; la profondità nel verso del vento diventa b, quindi cambia h/d e cambiano i coefficienti delle pareti.
Su una pianta rettangolare le due direzioni danno risultati diversi, e il par. 3.3.3 chiede di considerarle entrambe: spegnerne una è una scelta che va motivata.
Falde della copertura ?
Numero di falde della copertura.
Con DUE falde la copertura ha un colmo se le pendenze sono positive e un impluvio se sono negative: sono i due schemi della Fig. C3.3.11 della Circolare.
Con UNA falda esiste la sola falda sopravento e non c'è una falda sottovento a cui applicare la Tab. C3.3.IX.
 
Assegno h/d a mano ?
Con la casella spenta il rapporto h/d viene calcolato dalle dimensioni assegnate qui sopra. Se h oppure d valgono zero, il rapporto risulta non noto e i coefficienti delle pareti sono presi a INVILUPPO, cioè nel valore più gravoso su tutto il campo.
Accendendola si assegna h/d direttamente, scavalcando la geometria: serve quando si rifà un calcolo esistente o quando la costruzione non è ancora definita.
Rapporto h/d assegnato ?tab-
Rapporto h/d assegnato a mano. Ha effetto solo con la casella sopra accesa.
La Tab. C3.3.I è tabellata fino a h/d = 5; oltre, la Circolare rimanda a studi specifici di settore e il valore che il programma restituisce è un prolungamento, dichiarato come tale.
Tab. C3.3.I — Pareti verticali, edifici a pianta rettangolare
FacciaCampoc,pe
Sopraventoh/d <= 10,70 + 0,10 h/d
h/d > 10,80
Sottoventoh/d <= 1-0,30 - 0,20 h/d
1 < h/d <= 5-0,50 - 0,05 (h/d - 1)
Lateralih/d <= 0,5-0,50 - 0,80 h/d
h/d > 0,5-0,90

La tabella si ferma a h/d = 5. Per edifici più snelli la Circolare rimanda a studi specifici di settore.

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Caso dedotto dalle aperture ?
Con la casella attiva il CASO di aperture non si sceglie: lo determina il programma confrontando le aree, come prescrive il par. C3.3.8.5, che non enuncia tre categorie fra cui scegliere ma tre condizioni da verificare nell'ordine.
Serve la geometria (b, d, h) per le aree lorde delle pareti, e le aree di apertura qui sotto. Il caso viene ricalcolato per CIASCUNA direzione del vento: nel caso 2 il c,pi vale una frazione del c,pe della faccia dominante, e quella faccia è sopravento in una condizione e laterale nell'altra.
Pressione interna ?
Caso di aperture assegnato a mano. Ha effetto solo con la casella della determinazione automatica SPENTA.
CASO 3, il più comune: porosità distribuita in modo circa uniforme; c,pi vale +0,20 oppure -0,30 e si adotta di volta in volta il più gravoso. I due valori non sono simmetrici.
CASO 2: esiste una superficie dominante, con aperture pari ad almeno il doppio (c,pi = 0,75 c,pe) o il triplo (c,pi = 0,90 c,pe) della somma delle aperture sulle altre superfici. Qui c,pi non è un numero fisso ma un multiplo del c,pe di quella faccia.
CASO 1: almeno due facce con aperture oltre il 30% della propria superficie. In quel caso non si calcola una pressione interna e la Circolare rimanda al caso delle tettoie.
La pressione interna nella guida
ATTENZIONE: questi valori NON sono quelli delle vecchie classi di aperture A, B e C, che appartengono a una normativa precedente.
Faccia dominante (casi 2) ?
Quale delle quattro pareti ha le aperture prevalenti. Serve ai soli casi 2a e 2b, dove il par. C3.3.8.5 non dà un c,pi fisso ma una frazione del c,pe della superficie dominante: senza sapere quale sia, quel valore non si può calcolare.
Il c,pi che ne risulta CAMBIA con la direzione del vento, perché la stessa parete è sopravento in una condizione e laterale nell'altra. Non è un'approssimazione del programma: è quello che dice la norma.
Aperture parete X1 ?m2
Area complessiva delle aperture sulla parete X1, in metri quadri. X1 è la parete investita dal vento +X: è sopravento con vento +X e laterale con vento +Y.
L'area lorda della parete la calcola il programma da b e dall'altezza di gronda.
Aperture parete X2 ?m2
Aperture sulla parete X2, opposta alla X1: sottovento con vento +X e laterale con vento +Y.
Aperture parete Y1 ?m2
Aperture sulla parete Y1, investita dal vento +Y: sopravento con vento +Y e laterale con vento +X.
Le pareti Y stanno sotto le falde, quindi la loro area lorda comprende il TIMPANO: non è d per l'altezza di gronda, ma d per l'altezza di gronda più il triangolo fino al colmo. Con l'impluvio il timpano è rientrante e l'area diminuisce.
Aperture parete Y2 ?m2
Aperture sulla parete Y2, opposta alla Y1: sottovento con vento +Y e laterale con vento +X.
 
Falde della tettoia ?
Numero di falde della tettoia. Cambia il paragrafo della Circolare e la tabella dei coefficienti: una falda segue il C3.3.8.2.1, due falde il C3.3.8.2.2, che ammette inclinazioni da -20 a 30 gradi.
Grado di bloccaggio noto ?
Il grado di bloccaggio dice quanto lo spazio sotto la tettoia è ostruito: 0 tettoia completamente libera, 1 completamente ostruita.
Con la casella spenta il programma adotta l'INVILUPPO, cioè il risucchio più gravoso fra i due estremi. È lecito perché il coefficiente negativo è monotono nel grado di bloccaggio: il caso peggiore sta sempre a un estremo, quindi l'inviluppo è esatto e non una stima.
ATTENZIONE: sulla tettoia a DUE falde l'inviluppo vince sempre con grado di bloccaggio 1 e restituisce -1,40 qualunque sia l'inclinazione. Non è un errore, ma significa che in quel caso il campo dell'inclinazione non influenza il risucchio: la relazione dichiara quale ramo ha vinto.
Grado di bloccaggio ?-
Grado di bloccaggio, da 0 a 1. Ha effetto solo se la casella sopra è attiva.
Va assegnato solo se il grado di ostruzione reale è noto e destinato a restare tale: una tettoia libera oggi può essere ostruita domani da materiale accatastato, e in quel caso il risucchio cresce fino a -1,40.

Opzioni

Coefficiente dinamico c,d ?-
Coefficiente dinamico. Vale 1 per le costruzioni ricorrenti; valori diversi dipendono da dimensioni, forma e comportamento dinamico della costruzione, non dal sito.
Il par. 3.3.9 consente di assumerlo cautelativamente pari a 1 per le costruzioni di tipologia ricorrente, quali gli edifici di forma regolare non eccedenti 80 m di altezza e i capannoni industriali. Oltre, va determinato con analisi specifiche o con dati di comprovata affidabilità.
Attrito radente c,f ?tab
Coefficiente d'attrito per l'azione tangente, che agisce parallelamente alla superficie e diventa significativa solo su superfici molto estese nella direzione del vento.
I valori sono quelli della Tab. C3.3.XIX: liscia 0,01, scabra 0,02, molto scabra 0,04. Il par. 3.3.8 ammette anche valori ricavati da documentazione o da prove in galleria del vento.
Tab. C3.3.XIX — Coefficiente d'attrito c,f
c,fSuperficie
0,01Liscia: acciaio, cemento a faccia liscia
0,02Scabra: cemento a faccia scabra, catrame
0,04Molto scabra: ondulata, costolata, piegata

Il par. 3.3.8 delle NTC non tabella c,f: dice che dipende dalla scabrezza della superficie e ammette valori ricavati da documentazione o da prove in galleria del vento. I valori qui sopra vengono dalla Circolare.

Questa tabella nella guida · documenti di riferimento

c,f assegnato (0 = tabella) ?-
Coefficiente d'attrito ASSEGNATO, che sostituisce quello scelto nell'elenco. Lasciando zero si usa il valore di Tab. C3.3.XIX.
Non è uno scostamento dalla norma: il par. 3.3.8 delle NTC prevede espressamente che i coefficienti aerodinamici possano essere ricavati da dati suffragati da opportuna documentazione o da prove sperimentali in galleria del vento. La relazione dichiara che il valore è assegnato, e la provenienza va indicata da chi calcola.
Area A,f (0 = calcolata) ?m2
Area sulla quale agisce l'azione tangente, in metri quadri. Lasciando zero viene proposta dalla geometria.
La proposta comprende le due pareti laterali, ciascuna d per h, perché stanno parallele alla direzione del vento. La copertura vi entra con la superficie sviluppata SOLO se è pressoché piana, entro 5 gradi: oltre, una falda non è parallela al flusso e includerla gonfierebbe l'area.
Il criterio viene dalla norma: il par. 3.3.5 delle NTC definisce p,f come l'azione tangente per unità di superficie PARALLELA alla direzione del vento.
L'azione tangente nella guida
La norma non quantifica lo scostamento ammesso dal parallelismo: il valore proposto va confermato da chi calcola.
Pressione assegnata (0 = calc.) ?N/m2
Pressione di progetto ASSEGNATA, in N/m2, che sostituisce quella prodotta dalla filiera. Lasciando zero si adotta il valore calcolato.
Serve quando la zona non è tabellata, quando il committente impone un valore o quando si rifà un calcolo esistente. La pressione calcolata resta comunque visibile accanto a quella adottata, così si vede sempre che cosa ha prodotto il calcolo e che cosa è stato scelto.
Premere Calcola per eseguire la verifica.

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