3 novembre 2026
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Kip Web ToolsGuida del modulov1.0.0Verifica con analisi limite - curva delle pressioni, moltiplicatore dei carichi verticali e coefficiente geometrico di sicurezza.

Guida del modulo di verifica con analisi limite - indice delle sezioni: 1. Impostazione · 2. Geometria · 3. Carichi · 4. Spinta del rinfianco · 5. Modelli di sezione · 6. Risultati · 7. Lettura del disegno · 8. Limiti della versione · 11. Inquadramento teorico e storico · 9. Riferimenti · 10. Esempi e validazione

1. Impostazione del calcolo

Il modulo verifica archi e volte a botte in muratura con l'analisi limite, che le NTC 2018 e la Circolare 7/2019 assumono come procedura per i meccanismi locali. Le ipotesi di base, dovute a Heyman, sono:

Sotto queste ipotesi vale il teorema statico: se esiste anche una sola curva delle pressioni interna al profilo e in equilibrio con i carichi, la struttura è sicura. Il modulo cerca proprio questo, e ne ricava i moltiplicatori dei carichi.

2. Geometria

Tipo di struttura

Prima del profilo si sceglie che cosa si sta verificando. La differenza fra arco e volta sta in pochi parametri, che l'utente non collegherebbe da solo al tipo: cambiando la voce il programma li adegua e dichiara che cosa ha toccato, poi si resta liberi di modificarli.

TipoChe cosa cambia
Volta a botteLe pareti proseguono sopra l'imposta fino al piano; la fascia analizzata torna a 1,00 m.
Arco isolatoLe pareti si fermano alla quota d'imposta e l'altezza aggiuntiva si azzera; la larghezza della fascia va assegnata pari alla larghezza reale dell'arco.
Cupola a pianta circolareSi verifica lo spicchio di meridiano: vedere il paragrafo dedicato più sotto. La luce assegnata è il diametro all'imposta, la freccia la monta al colmo.

Il tipo scelto cambia anche la terminologia dei testi e della relazione: "la volta" oppure "l'arco".

Profilo

Il profilo si definisce per tipologia, luce, freccia e spessore, con variazione lineare dello spessore fra imposta e chiave.

I cinque profili disponibili a confronto

I cinque profili, a parita' di luce (4,00 m) e spessore (0,40 m). Le figure di questa guida sono generate dallo stesso motore che esegue i calcoli: se il motore cambia, cambiano con lui.

TipologiaNote
Tutto sestoLa freccia è imposta pari a metà della luce.
RibassatoArco circolare di corda e monta assegnate, centro sotto il piano d'imposta. Richiede freccia non superiore a metà luce: oltre, il profilo circolare che passa per le due imposte non è più quello ribassato ma il suo complementare, e scenderebbe sotto il piano d'imposta. Il calcolo si rifiuta.
EllitticoSemiassi pari a metà luce e freccia.
CatenariaIl parametro di forma governa la curvatura; la catenaria è la forma antifunicolare del solo peso proprio.
Sesto acutoDue archi di cerchio con centri sul piano d'imposta; richiede freccia maggiore di metà luce.
PolicentricoNon ancora implementato: il calcolo assume il profilo ellittico equivalente e lo segnala con un avviso.

Il numero di conci governa la discretizzazione. Il valore di default (40) è adeguato per l'uso corrente; per un confronto accurato con valori di letteratura conviene salire a 200 o più. Deve essere pari, perché serve un giunto in chiave.

La larghezza della fascia è la striscia di volta a botte analizzata, normalmente 1,00 m. Per l'arco isolato va invece assegnata pari alla larghezza reale dell'arco.

Cambiando tipologia di profilo la freccia viene portata dentro il campo di validità della nuova forma - il sesto acuto la vuole maggiore di metà luce, il ribassato non maggiore - e, se il riempimento finirebbe sotto l'arco, la sua quota viene alzata all'estradosso in chiave. Ogni adeguamento è dichiarato in una nota accanto al selettore: nulla viene cambiato di nascosto, e subito dopo si può correggere a mano.

La cupola: lo spicchio di meridiano

Una cupola in muratura non resta integra: le tensioni di trazione lungo i paralleli superano presto la debole resistenza a trazione della muratura, e la cupola si fessura lungo i meridiani dividendosi in spicchi. Persa la collaborazione degli anelli, una coppia di spicchi affacciati si comporta come un arco, e da qui nasce la spinta. E' il modello di Como, e coincide con quello che questo modulo sa già risolvere.

La differenza rispetto a un arco sta tutta nella larghezza. Lo spicchio è un cuneo: la sua larghezza vale la distanza dall'asse di rotazione, nulla allo zenit e massima all'imposta. Non si assegna, discende dalla geometria. Si adotta lo spicchio di un radiante, come nella trattazione di riferimento: pesi e spinte riportati si riferiscono percio' a quella fetta, non all'intera cupola.

La larghezza variabile non è un dettaglio di calcolo: è cio' che rende la cupola più efficiente di un arco. Lo stesso profilo semicircolare, trattato a fascia costante, richiederebbe uno spessore minimo pari a 0,114 volte il raggio - il valore di Heyman per l'arco - contro 0,045 della cupola. Due volte e mezza di differenza, prodotta dalla sola forma della sezione resistente.

Il modulo riproduce il riferimento di letteratura: con raggio 5,00 m calcola uno spessore minimo pari a t/R = 0,0448 contro lo 0,0452 di Como, con scarto inferiore all'1%. Il valore di Heyman, 0,042, è più basso di entrambi. Il caso è fra gli esempi di validazione.

Per la cupola la verifica sismica non è disponibile, e se attivata viene disattivata con un avviso. Il meccanismo a quattro cerniere nel piano dello spicchio non è applicabile: sotto azione orizzontale la cupola perde la simmetria assiale, gli spicchi trasversali sono caricati fuori dal proprio piano e gli anelli - che nel modello statico si assumono fessurati e inattivi - rientrano in gioco su un lato. Il meccanismo reale non è quello di un arco.

Il calcolo produrrebbe comunque un numero dall'aria plausibile: su una cupola di raggio 5,00 m e spessore 0,40 m darebbe alfa,0 = 0,0890 e a,0* = 0,0925 g. Un valore non validato che finisce in una relazione firmata è peggio di un valore assente, e per questo non viene calcolato affatto. La verifica statica resta valida.

Il metodo non è recente: la divisione della cupola in spicchi, con la struttura considerata sicura se in ciascuno si può tracciare una linea di spinta interna, risale a Poleni, che nel 1748 la applico' alla cupola di San Pietro in Vaticano corredandola di uno dei primi rilievi del quadro fessurativo. E' la prima applicazione documentata del modello che questo modulo adotta.

DA COMPLETARE, oltre alla capacità sismica: il modello assume la cupola già fessurata lungo i meridiani, che è la condizione definitiva e quella che genera la spinta, ma non calcola lo stato membranale iniziale né il livello di carico a cui la fessurazione si innesca. Quando lo si affrontera', il valore di controllo è noto: nella cupola emisferica sotto peso proprio le tensioni negli anelli passano da compressione a trazione a 51°50' dallo zenit. Non sono trattati inoltre lanterne, oculi, tamburi e cupole a doppia calotta.

Strutture adiacenti

Se sul lato destro o sinistro esiste un'altra volta o un altro arco contiguo, la sua spinta contrasta in parte quella di questa campata e il piedritto intermedio riceve meno di quanto la volta trasmette. Si dichiara la presenza con una spunta e si assegna la percentuale di spinta compensata.

La percentuale non è calcolata dal programma: dipende da luce, spessore e carichi della campata vicina, che non sono modellati, ed è quindi una stima di chi compila. Con campate uguali e caricate allo stesso modo la compensazione sarebbe quasi totale; a romperla è il sovraccarico variabile presente su una sola campata, che è anche la condizione che di solito dimensiona il piedritto intermedio. Su un caso di prova lo sbilanciamento valeva circa il 10% della spinta: per questo il valore iniziale è 80% e non 100%.

Compensazione fra campate adiacenti sotto carichi verticali e sotto sisma

A sinistra i carichi verticali: le spinte delle due campate si contrastano e al piedritto intermedio arriva la differenza. A destra l'azione sismica: le campate spingono nello stesso verso e le spinte si sommano. E' la ragione per cui la compensazione non si applica al meccanismo. Figura generata dal motore di calcolo.

La compensazione vale per la sola verifica statica dei piedritti. Sotto sisma non si applica: le campate spingono tutte nello stesso verso e non si contrastano. Azzerare la spinta anche nel meccanismo direbbe che una fila di volte è insensibile al sisma, che è falso.

Unita' di misura e parametri della muratura

Le grandezze della muratura si assegnano nelle unità della Tab. C8.5.I della Circolare 7/2019, che sono quelle abitualmente usate: resistenza a compressione fm in N/mm² e peso per unità di volume w in kN/m³. La conversione interna al calcolo è automatica.

I selettori "Tipologia di muratura" e "Livello di conoscenza" assegnano automaticamente fm, w e FC. Il criterio di scelta entro l'intervallo della tabella è quello del par. C8.5.4: con LC1 si adotta il valore minimo delle resistenze e FC = 1,35; con LC2 e LC3 il valore medio, con FC rispettivamente 1,20 e 1,00. Quando il peso è dato come intervallo si adotta il valore massimo. Tutti i campi restano modificabili a mano; accanto a fm vengono mostrati l'intera riga della tabella e le eventuali avvertenze.

I parametri della muratura sono definiti in un modulo condiviso (muratura.php) comune ai tool della suite che lavorano su muratura, così che tabella, criteri e coefficienti restino allineati fra tool diversi. Le sottocasistiche di LC3 legate al numero di prove disponibili non sono ancora distinte: il modulo tratta LC3 come valore medio con FC = 1,00.

Tipologia di muraturaf (N/mm²)w (kN/m³)
Pietrame disordinata (ciottoli, pietre erratiche e irregolari)1,0 - 2,019
Conci sbozzati, paramenti di spessore disomogeneo2,0 - 3,020
Pietre a spacco con buona tessitura2,6 - 3,821
Irregolare di pietra tenera (tufo, calcarenite)1,4 - 2,213 - 16
Conci regolari di pietra tenera2,0 - 3,213 - 16
Blocchi lapidei squadrati5,8 - 8,222
Mattoni pieni e malta di calce2,6 - 4,318
Mattoni semipieni con malta cementizia5,0 - 8,015
I valori della Tab. C8.5.I si riferiscono a muratura con malta di caratteristiche scarse, senza ricorsi né listature, con paramenti non collegati fra loro. I coefficienti correttivi della Tab. C8.5.II (malta buona, giunti sottili, ricorsi, connessione trasversale, iniezioni di miscele leganti, intonaco armato) non sono ancora applicati automaticamente: se ricorrono, vanno introdotti dall'utente modificando a mano il valore di fm.

Per le murature a conci sbozzati con paramenti di spessore disomogeneo il valore massimo di f riportato nel modulo è da verificare sulla copia della tabella in uso.

3. Carichi

Concorrono al calcolo il peso proprio della muratura (calcolato sull'area effettiva di ciascun concio), la colonna di riempimento sovrastante l'estradosso, i permanenti portati e il sovraccarico variabile. Permanenti portati e variabile sono riferiti alla proiezione orizzontale.

La quota del riempimento si misura dal piano d'imposta. Se risulta inferiore all'estradosso in chiave il riempimento è parziale e il modulo lo segnala.

4. Spinta orizzontale del rinfianco

Questa è l'opzione che più di ogni altra cambia l'esito della verifica. Il valore di default trascura la spinta del rinfianco: è l'ipotesi cautelativa ed è quella da usare in assenza di elementi certi.

Il materiale di riempimento addossato ai rinfianchi può esercitare una spinta orizzontale che contrasta l'apertura dell'arco e amplia sensibilmente il campo delle configurazioni equilibrate. Attivarla, pero', significa assumere che quel materiale sia:

OpzioneCoefficienteQuando usarla
Trascurata (default)K = 0 Sempre, salvo indagini specifiche. E' l'unica ipotesi pienamente cautelativa.
Spinta attivaKa = tg²(45 - phi/2) Riempimento sciolto di caratteristiche note, quando si accetta di contare su un contributo minimo.
Spinta a riposoK0 = 1 - sen(phi) Riempimento addensato e confinato, con spostamenti dell'arco molto contenuti.
Frazione di passivaKp x frazione Solo con indagini che documentino natura e stato del rinfianco. La spinta passiva piena richiede spostamenti incompatibili con la volta: la frazione va tenuta bassa.
Ogni volta che l'opzione viene attivata, il modulo inserisce un avviso e lo riporta fra i messaggi. Quell'avviso va conservato nella relazione: rende esplicito che il risultato dipende da un'ipotesi sul riempimento e non dalla sola geometria della volta.

5. Modelli di sezione

Il modulo prevede due modelli, calcolabili anche in parallelo per confronto.

I due modelli di sezione a confronto

Con i corpi rigidi la curva delle pressioni può raggiungere il lembo della sezione; con il blocco tensionale deve restare entro una banda più stretta, perché la risultante non può addossarsi al bordo. La banda dipende dallo sforzo normale e varia lungo l'arco: nella figura è rappresentata costante per leggibilità. Figura generata dal motore di calcolo.

Corpi rigidi

Ipotesi di Heyman pura: la resistenza a compressione si assume tanto elevata da consentire alla curva delle pressioni di raggiungere il lembo della sezione. Le cerniere si formano sul contorno. E' il modello classico della letteratura sugli archi ed è quello da usare per confronti con valori noti.

Blocco tensionale

La resistenza a compressione è finita: la risultante deve mantenersi a una distanza dal lembo pari a metà della profondita' del blocco compresso,

a = N / (0,85 x f,d x b)

con f,d = fm / (FC x gamma,M). La sezione utile si riduce e le cerniere si formano al baricentro del blocco compresso anziche' sul contorno, quindi i moltiplicatori risultano inferiori.

La differenza fra i due valori è di per se' un'informazione progettuale: misura quanta parte del margine si perde per effetto della compressione localizzata alle cerniere. Su volte sottili poco caricate i due risultati quasi coincidono; su volte tozze e molto caricate divergono in modo significativo.

6. Risultati

Spinta minima e massima

Curva delle pressioni per spinta minima e massima

Sono gli estremi del campo di spinte orizzontali compatibili con l'equilibrio. H,min corrisponde alla condizione di apertura dei piedritti, H,max a quella di avvicinamento. Sono i valori da usare per il progetto dei piedritti e degli eventuali presidi (catene, contrafforti).

Reazioni all'imposta

Il modulo riporta le azioni che il semiarco trasmette al piedritto, riferite alla larghezza della fascia analizzata:

Nel disegno le due componenti compaiono a entrambe le imposte, con il parallelogramma che le compone: V in blu verso il basso, H in rosso verso l'esterno, R in nero. Le lunghezze sono in scala fra loro ma non in scala con la geometria, quindi il triangolo delle forze è leggibile ma non misurabile sul disegno.

La verifica del piedritto sotto queste azioni non è ancora eseguita dal modulo: al momento vengono fornite le sole azioni. Anche l'eventuale presenza di un vincolo esterno (catena, contrafforte) che assorba parte della spinta non è ancora trattata.

Verifica dei piedritti

La verifica dei piedritti si attiva con una spunta, indipendente dall'altezza: l'altezza si può assegnare anche solo per rappresentare il piedritto nello schema e dare scala al disegno. Un'altezza da sola non chiede la verifica, e chiederla senza altezza è un errore che il programma segnala.

La spunta è spenta per default, e non per compiacenza: la volta che si verifica più spesso è interna a un edificio, con la spinta contrastata dalle campate adiacenti e, all'estremita', da una catena. Verificare un piedritto isolato sarebbe l'ipotesi sbagliata nella maggior parte dei casi. Chi ha una spalla davvero isolata attiva la spunta, e con essa cambia ipotesi: l'esito che ne segue è la conseguenza di quel cambiamento.

Con la verifica attiva si controlla la sezione di base sotto le azioni trasmesse dalla volta, sommate al peso proprio del piedritto:

Sezione reagente del piedritto

La muratura non resiste a trazione, quindi al crescere dell'eccentricità una parte della sezione di base smette di lavorare. Accanto al coefficiente il modulo riporta il rapporto Ac/A fra sezione reagente e sezione totale, che rende immediato il grado di parzializzazione:

Eccentricita'ComportamentoAc/A
e ≤ s/6Sezione interamente reagente (risultante nel nocciolo) 100%
s/6 < e < s/2Sezione parzializzata, lunghezza reagente 3(s/2 - e) secondo la distribuzione triangolarefra 100% e 0%
e ≥ s/2Risultante fuori sezione: non esiste alcuna zona reagente e la sezione non è in equilibrio0%

Sezione del piedritto al crescere dell'eccentricità

Al crescere dell'eccentricità la parte tesa si stacca e resiste la sola porzione compressa: la larghezza utile non è lo spessore, è s - 2e. E' il motivo per cui la resistenza si scrive N,Rd = 0,85 f,d b (s - 2e), e per cui a e = s/2 si annulla. Figura generata dal motore di calcolo.

Quando la sezione è parzializzata viene riportata anche la tensione massima al lembo compresso, confrontabile con fd. Con risultante fuori sezione la tensione non è definita e non viene mostrata: il problema non è di resistenza ma di equilibrio, e l'indicazione utile è il coefficiente di ribaltamento.

I due indicatori a compressione, da non confondere

GrandezzaDefinizioneCon risultante fuori sezione
Coefficiente di sicurezza a compressione NRd/N con NRd = 0,85 fd b (s - 2e). E' un rapporto resistenza/domanda, omogeneo con tutti gli altri coefficienti del modulo. 0, coerentemente con Ac/A = 0: non esiste alcuna zona reagente, quindi non esiste resistenza.
Rapporto fra eccentricità ammissibile ed effettiva (s/2 - a/2)/e. Non è un coefficiente sulle forze: dice di quanto va ridotta l'eccentricità per rientrare in sezione. Resta positivo e informativo (per esempio 0,11 significa che l'eccentricità è circa nove volte quella ammissibile).

I due valori coincidono solo per eccentricità modeste; al crescere di e divergono, e oltre s/2 il primo si annulla mentre il secondo continua a decrescere con continuita'. L'esito della verifica si legge sul primo.

Su piedritti snelli caricati da un arco a tutto sesto è normale trovare Ac/A = 0: l'eccentricità alla base supera abbondantemente metà spessore. Non è un errore del calcolo ma il fatto che quel piedritto, da solo, non regge la spinta. Le strade sono aumentarne lo spessore, introdurre contrafforti oppure assorbire la spinta con catene.
La verifica adotta la configurazione di spinta massima. Entro il campo di equilibrio la spinta realmente presente non è determinabile con l'analisi limite, e per l'appoggio l'estremo sfavorevole è quello superiore: assumerlo è la scelta cautelativa. Il risultato dei piedritti concorre all'esito complessivo, perché una volta equilibrata su un appoggio che non regge la spinta non è una struttura sicura.

Ipotesi di simmetria

Il solutore lavora con tre incognite: spinta orizzontale, reazione verticale e punto di applicazione a una imposta. La reazione verticale non è determinata dalla sola statica: qualunque ripartizione del peso fra le due imposte che mantenga la curva delle pressioni entro il profilo è una configurazione equilibrata.

Quando geometria e carichi sono simmetrici la ripartizione è pero' nota per simmetria, e la casella Geometria e carichi simmetrici (attiva per impostazione predefinita) impone metà del peso per imposta. Va disattivata solo in presenza di carichi realmente asimmetrici.

Disattivarla senza motivo non è solo inutile: le configurazioni asimmetriche equilibrate comportano spinte orizzontali sensibilmente minori di quella reale, e usarle per il progetto dei piedritti porta a sottostimare l'azione che l'appoggio deve effettivamente sopportare.

Estremo di spinta adottato per i piedritti

Entro il campo di equilibrio la spinta realmente presente non è determinabile con l'analisi limite. Il modulo lascia la scelta:

OpzioneQuando usarla
Spinta massima (default)Estremo sfavorevole per l'appoggio. E' la scelta cautelativa e quella da adottare in assenza di elementi che giustifichino diversamente.
Spinta minimaAmmissibile quando l'assetto della struttura rende plausibile la condizione di spinta minima (per esempio piedritti che hanno già subito una modesta apertura). Va motivata in relazione: il modulo inserisce un avviso.
Entrambi gli estremiCalcola le due condizioni e riporta la più gravosa, indicando quale governa.

Parete sovrastante e carichi in testa

Nella maggior parte dei casi reali la volta non poggia su un piedritto isolato ma su una parete che prosegue in alzato, fino al piano superiore e spesso oltre. Il peso di quella parete e i carichi che scendono dai piani superiori aumentano lo sforzo normale alla base e stabilizzano il piedritto rispetto al ribaltamento.

Proprio perché sono stabilizzanti, questi carichi non vanno amplificati. Il modulo li introduce con gammaG,inf (0,90 di norma) nelle verifiche di ribaltamento e scorrimento, e trascura i variabili, che essendo favorevoli potrebbero non essere presenti. Nella sola verifica a compressione, dove gli stessi carichi sono la domanda e non la resistenza, si usano gammaG e gammaQ. Le due combinazioni sono entrambe riportate nei risultati.

Trattarli come gravanti in tutte le verifiche sarebbe un errore non cautelativo: su un caso di prova con 40 kN in testa il coefficiente di ribaltamento passerebbe da 0,342 a 0,384, cioè un 12% di margine che non esiste.

DatoSignificato
Altezza fino al pianoParete compresa fra il piano d'imposta della volta e il piano superiore.
Altezza aggiuntivaQuanto prosegue oltre il piano: sottotetto, timpano, piano superiore.
Spessore oltre il pianoUn eventuale cambio di spessore avviene in corrispondenza del solaio: fino al piano la parete mantiene lo spessore del piedritto, oltre il piano assume quello indicato.
Allineamento della parete superioreFilo esterno (default), centrata, filo interno o disassamento assegnato. Il disassamento è positivo verso l'esterno.
G1, G2, Qk, neveCarichi concentrati in testa al piedritto, riferiti alla larghezza della fascia analizzata.
Eccentricita'Espressa come frazione dello spessore del piedritto, positiva verso l'esterno (sfavorevole). Non può superare 0,50.
Con allineamento al filo esterno, che è il caso corrente perché la facciata si mantiene piana, il rientro avviene tutto verso l'interno: l'asse della parete superiore si sposta verso l'esterno di (sp - spar)/2 e il peso di quel tratto diventa destabilizzante per il ribaltamento, non soltanto stabilizzante. E' un effetto modesto ma di segno opposto a quello che ci si aspetterebbe da un carico verticale in più: su un caso con piedritto da 60 cm e parete superiore da 30 cm il coefficiente di ribaltamento scende da 0,767 a 0,744 rispetto alla parete centrata.

Anche l'eccentricità dei carichi in testa si somma al disassamento della parete, perché quei carichi poggiano sulla parete superiore e non sul piedritto. Resta invece non trattato il meccanismo di flessione fuori piano che l'appoggio della volta può innescare sulla parete: appartiene all'analisi dei meccanismi locali.

Presidi che riducono la spinta sul piedritto

Sono tre meccanismi indipendenti, che possono coesistere. Nessuno di essi richiede di selezionare un'opzione a parte: agiscono per il solo fatto di avere un valore assegnato.

PresidioCome si attivaEffetto
Vincolo esterno bloccato Selettore "Vincolo esterno" su bloccato La spinta orizzontale sul piedritto è assunta nulla. Prevale sugli altri due, che diventano ininfluenti. Va giustificato con un ritegno effettivamente capace di equilibrare l'intera spinta: contrafforte continuo, muro di spina, struttura contigua.
Frazione assorbita Campo maggiore di zero (default 0) Riduce la spinta della quota indicata. Da usare con presidi presenti ed efficaci di cui non si voglia modellare il dettaglio.
Catena Tiro maggiore di zero (default 0) Riduce la spinta del tiro trasmissibile dal sistema catena-capochiave, non di quello assegnato.

La somma degli assorbimenti non può superare la spinta. Quando almeno un presidio è attivo, il calcolo lo riporta esplicitamente fra gli avvisi con il valore della spinta prima e dopo la riduzione: la verifica del piedritto dipende dalla loro effettiva presenza ed efficacia, e in relazione va dichiarato.

Catena e capochiave

La presenza della catena si dichiara con una spunta, non si deduce da altri campi: il tiro può essere lasciato a zero per farlo calcolare, e il diametro può restare scritto in pagina anche dopo aver deciso di togliere la catena.

La catena è indipendente dal piedritto: può esistere anche senza, e la sua quota si assegna liberamente. La spunta "calcola la quota alle reni" la ricava dalla geometria e la ricalcola a ogni modifica di luce o monta, così cambiando l'arco la catena resta alle reni invece di restare ferma a un numero scritto una volta sola. Le reni sono assunte al punto dell'intradosso a 45 gradi dall'imposta: per l'arco a tutto sesto è esatto, per gli altri profili la quota vale 0,707 volte la monta ed è un'assunzione dichiarata.

QuotaEffetto sul calcolo
Al piano d'imposta (zero)Il tiro riduce la spinta trasmessa all'appoggio e al piedritto, ma non altera la curva delle pressioni.
Alle reni (maggiore di zero)Il tiro diventa una coppia di forze orizzontali applicate ai due fianchi dell'arco a quella quota: entra nell'equilibrio e modifica la curva delle pressioni, riducendo la spinta già dentro l'arco. In questo caso il tiro non viene scontato una seconda volta al piedritto.

Su un caso di prova - arco a tutto sesto di luce 5,00 m, spessore 0,40 m, riempimento a 2,60 m, tiro 15 kN - la spinta minima passava da 20,16 kN con la catena all'imposta a 11,35 kN con la catena alle reni. La quota più alta non è la migliore: portandola a 2,00 m la spinta minima risaliva a 12,99 kN, perché il braccio cresce ma ci si avvicina alla chiave, dove la spinta da equilibrare è minore.

Lasciando il tiro a zero si adotta il massimo trasmissibile. E' un'ipotesi non cautelativa: assume la catena impegnata fino alla sua capacità, mentre una catena posata ma non messa in forza non collabora. Chi non ha misurato il tiro dovrebbe assegnarne uno prudente.

Catena al piano d'imposta e catena alle reni

La stessa volta con la catena nelle due posizioni: alle reni il tirante attraversa la muratura e i capochiave contrastano sull'estradosso.

Il tiro effettivamente trasmissibile è il minore fra quattro resistenze, perché la catena vale quanto il suo anello più debole: Il tiro effettivamente trasmissibile è il minore fra quattro resistenze, perché la catena vale quanto il suo anello più debole:

MeccanismoFormulazione
Acciaio della catenaN = A fyk / gammaM0
Flessione del capochiaveSchema a mensola di sbalzo a/2 per la piastra, trave appoggiata di luce a per il paletto, caricati dalla pressione di contatto sulla muratura; sezione resistente con modulo plastico b t²/4.
Compressione locale della muraturaN = Acontatto fd, senza incremento per carico concentrato (scelta cautelativa).
Punzonamento della muraturaN = Arottura fvd, con superficie di rottura assunta come perimetro medio per lo spessore del muro e fvd = tau0 / (FC gammaM).
Se il tiro assegnato supera il valore trasmissibile, il calcolo adotta il valore resistente e non quello assegnato, segnalandolo fra gli avvisi. Assorbire una spinta che l'ancoraggio non è in grado di trasmettere produrrebbe una verifica dei piedritti apparentemente soddisfatta e falsa.

Nella maggior parte dei casi reali il meccanismo debole non è l'acciaio ma il punzonamento della muratura: è il motivo per cui i capochiave si fanno ampi. Con una catena di 20 mm, un capochiave 40x20 cm e una muratura con tau,0 = 0,05 N/mm2, la catena resiste a circa 70 kN ma l'ancoraggio ne trasmette poco più di 13.

La catena si assume agente alla quota d'imposta; a quota diversa il braccio sarebbe diverso e il caso non è ancora trattato. Non sono verificati il collegamento fra catena e capochiave, la stabilità della catena in compressione e la fondazione del piedritto.

Moltiplicatore Zeta,V

E' il moltiplicatore dei carichi verticali che porta la volta alla condizione limite. Sono previste tre modalita':

Modalita'Significato
Solo sovraccarico variabile Definizione delle NTC: si scala il solo variabile, permanenti invariati. E' il default.
Tutti i carichi Moltiplicatore di collasso dell'intera configurazione. Non è lo Zeta,V normativo e va dichiarato come tale in relazione: il modulo lo segnala con un avviso.
Solo carichi di intervento Scala i soli carichi aggiunti (massetto, cappa, nuovo riempimento) a permanenti esistenti invariati. E' la domanda utile quando si sta dimensionando un intervento sulla volta.

Coefficiente geometrico di sicurezza

Rapporto fra lo spessore reale e lo spessore minimo che rende ancora possibile l'equilibrio, a carichi invariati. Misura la robustezza della forma, indipendentemente dall'intensità dei carichi, ed è l'indicatore tradizionale dell'analisi limite degli archi. Un valore prossimo a 1 indica una volta che si regge solo grazie alla propria geometria, senza margine.

Riferimento di controllo: per un arco a tutto sesto soggetto al solo peso proprio, lo spessore minimo di equilibrio corrisponde a un rapporto fra spessore e raggio medio pari a 0,1075. Il modulo riproduce questo valore.

Scorrimento

Verifica a valle dell'ipotesi di scorrimento impedito, confrontando la componente tangente al giunto con l'attrito disponibile. Se non risulta soddisfatta, il meccanismo reale non è quello a sole cerniere e i moltiplicatori calcolati perdono validità: il modulo lo segnala esplicitamente.

Cinematismo di collasso e confronto fra le due vie

Il modulo cerca il meccanismo a quattro cerniere che rende minimo il moltiplicatore di collasso, e ne ricava le grandezze dell'oscillatore equivalente della Circolare 7/2019: alfa,0, la massa partecipante M*, la frazione e* e l'accelerazione di attivazione a,0*. Il meccanismo trovato viene disegnato insieme ai risultati, con i tre corpi ruotati, i conci che restano solidali alle imposte e le quattro cerniere marcate con il numero del giunto e il lembo su cui si formano.

La rotazione disegnata è convenzionale: un cinematismo è infinitesimo e non ha ampiezza propria, quindi l'angolo è scelto perché lo spostamento massimo valga il 7% della luce. La legenda del disegno lo dichiara.

Lo stesso moltiplicatore viene calcolato anche per via statica, come massimo valore per cui esiste ancora una curva delle pressioni ammissibile. Sono due teoremi distinti applicati allo stesso problema: il cinematico da' un limite superiore, lo statico un limite inferiore, e alla soluzione esatta devono coincidere.

Cinematismo di collasso a quattro cerniere

Il meccanismo trovato per l'arco di riferimento: in colore i tre corpi ruotati, i cerchietti sono le cerniere.

Il modulo adotta il minore dei due, che è a favore di sicurezza, e segnala lo scostamento quando supera l'1%. Uno scarto rilevante non è un margine: è un errore in uno dei due metodi. Il residuo fisiologico è la discretizzazione, perché le cerniere possono formarsi solo sui giunti: misurato, vale 0,91% con 40 conci e 0,27% con 120.

Le cerniere estreme non sono obbligate alle imposte. Se l'arco è spesso in quella zona la curva delle pressioni non tocca il bordo, la cerniera si forma più avanti e i conci precedenti restano solidali all'imposta: nel disegno compaiono in grigio.

7. Lettura del disegno

Il disegno riporta intradosso, estradosso, i giunti e le curve delle pressioni corrispondenti alla spinta minima, alla spinta massima e a una condizione intermedia.

Va letto per quello che è: ogni curva interna al profilo dimostra l'equilibrio e quindi la sicurezza. La curva realmente presente nella struttura non è determinabile con l'analisi limite, perché dipende dalla storia di carico e soprattutto dai cedimenti dei piedritti. Curve che sfiorano il contorno indicano i punti dove si formerebbero le cerniere.

8. Limiti di questa versione

11. Inquadramento teorico e storico

La sicurezza di una struttura in muratura è una questione di geometria

E' il punto su cui converge tutta la letteratura sull'analisi limite delle murature. Per una data forma, il parametro che decide la stabilità è lo spessore in rapporto alla luce, non la resistenza del materiale: le tensioni in gioco sono di norma una piccola frazione di quelle di rottura, e quello che manda in crisi un arco è il formarsi di un meccanismo, non lo schiacciamento.

Ne discende una conseguenza che sorprende chi arriva dal cemento armato: la stabilità è indipendente dalla scala. Due archi geometricamente simili, uno di 4 m e uno di 40 m, hanno lo stesso coefficiente geometrico di sicurezza. Huerta ha discusso a fondo questo punto in Galileo was wrong: the geometrical design of masonry arches (2006): la legge quadrato-cubo di Galileo vale per i problemi di resistenza, non per quelli di stabilità.

E' il motivo per cui questo modulo mette il coefficiente geometrico di sicurezza fra i risultati principali, accanto ai coefficienti di verifica: è l'indicatore che descrive la sicurezza di una volta nel modo in cui la volta funziona davvero.

Come si dimensionavano archi e volte prima dell'analisi strutturale

Non si calcolavano: si proporzionavano. Lo spessore dell'arco e la profondita' dei contrafforti si ricavavano come frazione della luce, con regole specifiche per ciascun tipo strutturale. Le regole gotiche danno contrafforti prossimi a 1/4 della luce, quelle rinascimentali fra 1/3 e 1/2 - le volte gotiche sono molto più leggere, ma l'impostazione è la stessa.

La regola più diffusa è quella di Derand (L'architecture des voutes, 1643), ripresa da Blondel nel 1675 e risalente a Martínez de Aranda, intorno al 1590: si divide l'arco di testa in tre parti uguali e da li' si ricava geometricamente la larghezza del contrafforte. Il suo pregio è di dare contrafforti più grandi per archi più ribassati, cioè per spinte maggiori.

Due varianti riguardano da vicino le scelte di questo modulo. Hernández Ruiz el Joven (1560) introdusse nella regola lo spessore dell'arco e sottolineo' l'importanza stabilizzante del riempimento ai rinfianchi fino a metà dell'altezza dell'arco. E Valadier, criticando Derand perché ignorava spessore dell'arco e altezza del piedritto, per le crociere dimensiono' i contrafforti considerando le due botti elementari in modo indipendente.

Il ruolo del riempimento

Il riempimento non è solo un carico. Una volta compattato consente alla spinta di restare entro una geometria ridotta in prossimita' delle imposte, ed è questo che spiega la stabilità di volte molto sottili. Nella letteratura recente il fenomeno si rappresenta con un angolo d'imposta che esclude dalla verifica la porzione di arco prossima alle reni, ed è un parametro di questo modulo. L'effetto è grande: misurato su un arco a tutto sesto di 4,00 m con il solo peso proprio, lo spessore minimo passa dal 5,70% della luce con angolo nullo al 2,08% con 20 gradi e allo 0,55% con 40 gradi.

Il riempimento entra quindi nel calcolo in tre modi distinti: come carico verticale, come spinta orizzontale se dichiarata, e come confinamento attraverso l'angolo d'imposta. I tre effetti sono indipendenti e si attivano separatamente.

L'angolo d'imposta si applica ai soli profili circolari - tutto sesto, ribassato, sesto acuto - dove la quota di taglio si ricava dalla geometria esatta. Su ellisse e catenaria il calcolo si rifiuta con un errore: quei profili non hanno un raggio, il taglio andrebbe approssimato, e su un parametro che sposta lo spessore minimo di un fattore dieci un'approssimazione non dichiarata non è accettabile. Il confinamento del rinfianco è del resto misurato in letteratura sui soli archi circolari.

Dichiarare circolare una volta che non lo è, per ottenere il parametro, falsa il risultato dalla parte pericolosa.

9. Riferimenti

Sono i lavori effettivamente usati nello sviluppo e nella validazione del modulo. I DOI e gli indirizzi riportati sono quelli letti direttamente nei documenti consultati: dove il collegamento manca, il riferimento è completo di autori, titolo, rivista, volume e pagine, che basta a reperirlo. Un DOI ricostruito a memoria porta altrove, ed è peggio di uno assente.

Le voci contrassegnate da [usato] sono quelle da cui provengono valori attesi degli esempi di validazione o scelte di modello. Le altre servono all'inquadramento.

Normativa

Analisi limite delle murature

Geometria, stereotomia e regole storiche

Archi sotto azione orizzontale

Cupole

Gli esempi installati

L'elenco che segue è generato dai file effettivamente presenti nella cartella degli esempi di questa installazione, non trascritto a mano: se un esempio viene aggiunto, tolto o modificato, questa pagina lo riflette. Per ciascuno sono indicati la specie del riferimento e la fonte del valore atteso.

CasoSpecie del riferimentoFonte del valore attesoGrandezze
Arco a sesto acuto nella forma ottimale r/l0 = 0,94, spessore minimo di letteratura
sestoacuto_ottimo.volta.json
LetteraturaSpessore minimo dell arco a sesto acuto sotto il solo peso proprio. In letteratura il minimo rispetto alla forma cade a r/l0 = 0,94 con uno spessore minimo pari al 3,7% della luce (G. Lengyel, Minimum thickness of the gothic arch, Archive of Applied Mechanics 88, 2018; ripreso in Maia Avelino et al., Applied Sciences 11, 2021, 3560).5
Heyman - arco a tutto sesto isolato, luce 5,00 m, spessore 0,30 m, solo peso proprio, 80 conci
heyman_arco_isolato.volta.json
LetteraturaJ. Heyman, The Masonry Arch, 1982: arco a tutto sesto sotto il solo peso proprio, spessore minimo t/R,medio = 0,10756
Moltiplicatore di collasso sotto azione orizzontale - riferimento di letteratura
sisma_alexakis_makris.volta.json
LetteraturaMoltiplicatore di collasso di un arco a tutto sesto sotto peso proprio e accelerazione orizzontale. H. Alexakis, N. Makris, Limit equilibrium analysis and the minimum thickness of circular masonry arches to withstand lateral inertial loading, Archive of Applied Mechanics 84 (2014), Tab. 1, rotture radiali: uno spessore t/R = 0,16897 sostiene un coefficiente sismico eps = 0,20. Le rotture radiali sono la stessa stereotomia dei conci del modulo. Confermato dagli stessi autori nel 2017 per t/R = 0,15.2
Catena - tiro limitato dalla resistenza dell acciaio, tondo 20 mm S450
catena_acciaio.volta.json
Forma chiusaResistenza dell acciaio: N = A x f,yk / gamma,M0, ricontrollabile a mano5
Piedritto - ribaltamento e scorrimento del blocco rigido, combinazione favorevole
piedritto_ribaltamento.volta.json
Forma chiusaEquilibrio alla rotazione di un blocco rigido attorno allo spigolo esterno, combinazione favorevole con gamma,G,inf = 0,907
Piedritto - sezione parzializzata con eccentricita nota, spessore 1,80 m
piedritto_parzializzata.volta.json
Forma chiusaSezione rettangolare parzializzata con eccentricita nota: u = 3(sp/2 - e), sigma,max = 2N/(b u), N,Rd = 0,85 fd b (sp - 2e)8
Parametri sismici - nodo del reticolo INGV a Roma, SLV, suolo C
sisma_reticolo.volta.json
Valore ufficialeNTC 2018, Allegato B: nodo del reticolo di pericolosita' a lat 41,93101 lon 12,54932, periodo di ritorno 475 anni. Parametri di sito secondo le Tab. 3.2.IV e 3.2.V.10
Parametri sismici - Sardegna, Tabella 2 delle isole, SLV, suolo A
sisma_isole.volta.json
Valore ufficialeNTC 2018, Allegato B, Tabella 2 (isole): gruppo "Arcipelago Toscano, Isole Egadi, Pantelleria, Sardegna, Lampedusa, Linosa, Ponza, Palmarola, Zannone", periodo di ritorno 475 anni.9
Analisi limite - confronto fra via cinematica e via statica, arco a tutto sesto
cinematismo_confronto.volta.json
Metodi indipendentiAnalisi limite: il moltiplicatore di collasso calcolato per via cinematica - minimo sui meccanismi a quattro cerniere - e per via statica - massimo moltiplicatore per cui esiste una curva delle pressioni ammissibile - deve coincidere. Sono due teoremi distinti applicati allo stesso problema.6
Angolo d imposta - volta sottile confinata dal rinfianco, 20 gradi
angolo_imposta.volta.json
Risultato registratoEffetto del confinamento del rinfianco: esecuzione esaminata e fissata come termine di paragone. La stessa volta con angolo d imposta nullo NON si equilibra, quindi il caso collauda proprio il ramo introdotto dall angolo d imposta.4
Arco a catenaria, monta 1,60 m su luce 4,00
profilo_catenaria.volta.json
Risultato registratoEsecuzione esaminata e fissata come termine di paragone per il profilo catenaria.6
Arco a sesto acuto, monta 2,60 m su luce 4,00
profilo_sesto_acuto.volta.json
Risultato registratoEsecuzione esaminata e fissata come termine di paragone per il profilo sesto_acuto.6
Arco ellittico, monta 1,40 m su luce 4,00
profilo_ellittico.volta.json
Risultato registratoEsecuzione esaminata e fissata come termine di paragone per il profilo ellittico.6
Arco ribassato, monta 1,20 m su luce 4,00
profilo_ribassato.volta.json
Risultato registratoEsecuzione esaminata e fissata come termine di paragone per il profilo ribassato.7
Heyman - arco a tutto sesto, luce 5,00 m, spessore 0,30 m, solo peso proprio
heyman_tutto_sesto.volta.json
Risultato registratoRiferimento di letteratura: Heyman, The Masonry Arch, 1982 - spessore minimo t/R = 0,1075. Vedere nota.5

15 casi installati.

Un esempio verificato dimostra che quel caso è riprodotto correttamente, non che il programma sia esente da errori. Le specie del riferimento non hanno lo stesso peso: un valore di letteratura o di normativa proviene da una fonte esterna, mentre un risultato registrato è soltanto un'esecuzione precedente giudicata corretta a suo tempo, utile a rilevare le regressioni ma non a dimostrare che il valore sia quello vero. La colonna della specie serve proprio a non confondere le due cose.
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