3 novembre 2026
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Kip Web ToolsAncoraggi nel calcestruzzov1.0.0Verifica di ancoraggi pre e post installati secondo EN 1992-4 e ETAG 001

Verifica di ancoraggi nel calcestruzzo

Questa guida spiega che cosa il tool calcola, quali dati richiede e perché, e soprattutto dove si annidano gli errori più frequenti. Le sezioni sono richiamate direttamente dagli aiuti in linea del modulo: il punto interrogativo accanto a ciascun campo apre una spiegazione breve, e da lì un rimando porta al paragrafo corrispondente di questa pagina.

1. I modi di rottura

Un ancoraggio può cedere in molti modi diversi, e la resistenza di progetto è il minimo fra tutti. Non esiste un modo "principale": quale governi dipende dalla geometria, e cambia continuamente al variare di un solo parametro. Il tool li calcola tutti e riporta in sintesi quello determinante.

TRAZIONE Acciaio rottura del gambo Estrazione / aderenza l'ancorante sfila dal foro Cono di calcestruzzo si stacca un tronco di cono Splitting l'elemento si spacca Blow-out espulsione laterale TAGLIO Acciaio a taglio tranciamento del gambo Pryout il cls cede dal lato opposto Bordo si stacca il bordo verso cui spinge V La resistenza di progetto è il MINIMO fra tutti i modi, non la loro somma né una media. A questi si aggiunge la verifica di interazione fra trazione e taglio, che spesso è quella determinante.
Figura 1. Gli otto modi di rottura trattati dal tool. In alto quelli a trazione, in basso quelli a taglio. In arancio il volume di calcestruzzo che si stacca.

Una conseguenza pratica che vale la pena fissare subito: i valori riportati sui cataloghi commerciali non sono la resistenza dell'acciaio, ma il minimo già governante per la configurazione tabellata. Su un ancorante M12 in classe 8.8 il prodotto As·fuk vale 67,4 kN, mentre la tabella di catalogo riporta 56,8 kN, perché a quella profondità governa il cono. Chi trascrive quel 56,8 nel campo dell'acciaio commette un errore silenzioso e lo conta due volte.

2. Le due normative e le differenze fra loro

Il riferimento attuale è la EN 1992-4:2018, che ha assorbito e sostituito sia l'ETAG 001 Annex C sia la CEN/TS 1992-4. Gli ETA dei prodotti oggi in commercio sono redatti in quel formato. Il tool consente comunque di selezionare ETAG 001, ma solo per un motivo: ricontrollare calcoli preesistenti che vi facevano riferimento.

ETAG 001 è una norma ritirata. Selezionandola il calcolo funziona e la relazione lo segnala in testa, ma non è ammissibile usarla per una nuova progettazione.

La differenza che si nasconde meglio

Le due norme scrivono la resistenza del cono nella stessa forma, ma con una resistenza del calcestruzzo diversa sotto radice:

EN 1992-4 N0_Rk,c = k1 · √f_ck · hef^1,5 f_ck = resistenza CILINDRICA ETAG 001 N0_Rk,c = k1 · √f_ck,cube · hef^1,5 f_ck,cube = resistenza CUBICA

I coefficienti k1 valgono 7,7 e 11,0 nella EN 1992-4 (fessurato e non fessurato) contro 7,2 e 10,1 nell'ETAG 001. A prima vista sembrerebbe che l'ETAG sia più generosa; in realtà riportando l'ETAG su base cilindrica il suo 7,2 diventa 7,2·√1,25 = 8,05, quindi è la EN 1992-4 a essere leggermente più cautelativa. Confrontare i due coefficienti senza convertire la base è un errore di lettura ricorrente.

Per lo stesso motivo l'archivio prodotti registra il campo norma_dati: una scheda compilata con valori ETAG usata in un calcolo EN, o viceversa, produce un risultato sbagliato senza alcun sintomo. Il tool lo segnala.

Riscontro. La formula del cono implementata riproduce i valori tabellati da un produttore (Hilti HIT-HY 200-R V3, taglie da M16 a M30, calcestruzzo fessurato e non) con uno scarto massimo dello 0,07%. Il riscontro conferma anche che va usata la resistenza cilindrica.

3. Profondità efficace, foro e lunghezza

Sono tre grandezze diverse che vengono confuse di continuo. Solo la prima entra nel calcolo delle resistenze.

h,ef h0 h L t,fix gap d resina pezzo fissato calcestruzzo
Figura 2. Le grandezze della geometria di posa. Solo hef entra nel calcolo delle resistenze; h0 e L servono ai controlli di congruenza e allo schema.
GrandezzaChe cos'èDove entra
hefProfondità efficace: la quota da cui si genera il cono di rottura. È un dato d'ETA, non una misura da cantiere. In tutte le resistenze del calcestruzzo, elevata a 1,5 nel cono.
h0Profondità del foro. Sempre maggiore o uguale a hef. Solo controlli e disegno.
LLunghezza totale dell'ancorante, comprensiva della parte fuori dal calcestruzzo. Solo disegno.
hSpessore dell'elemento di calcestruzzo. Splitting, bordo a taglio, controllo hmin.
tfix, gapSpessore del pezzo fissato e dello strato interposto. Braccio di leva: vedi §7.

Per gli ancoranti a espansione conformata come i tasselli HIT-Z la norma usa hnom al posto di hef: sono definiti diversamente ma occupano lo stesso posto nelle formule.

4. Quando si può assumere non fessurato

La differenza fra le due ipotesi è grande: il coefficiente del cono passa da 7,7 a 11,0, cioè il 43% di resistenza in più, e le tensioni di aderenza dei chimici crescono in proporzione simile. È la scelta più redditizia e insieme la più rischiosa dell'intero calcolo.

Il calcestruzzo va considerato fessurato salvo dimostrazione contraria, e la dimostrazione deve valere per tutta la vita utile e per tutte le combinazioni, non solo per quella che governa la verifica dell'ancoraggio. Nella zona di ancoraggio, non genericamente nell'elemento.

In pratica, la condizione di non fessurazione è verificabile solo se si dimostra che le tensioni nel calcestruzzo nella zona interessata dall'ancoraggio restano di compressione, tenendo conto anche di ritiro, effetti termici e azioni indirette. Una soletta inflessa nella zona tesa è fessurata; l'intradosso di una trave in campata è fessurato; il nodo di un pilastro è quasi sempre fessurato sotto sisma.

Il tool imposta fessurato come valore di default e lo lascia così finché non si interviene esplicitamente. La scelta viene stampata in relazione.

5. Effetto dell'armatura sui modi di rottura

L'armatura dell'elemento interviene in tre punti diversi, e in due di questi il suo effetto è controintuitivo.

ψre,N — armatura fitta: riduce

psi_re,N = 0,5 + hef/200 <= 1

Un'armatura molto fitta favorisce lo spalling del copriferro, cioè il distacco dello strato superficiale, e per questo riduce la resistenza del cono. Il fattore si applica solo se hef < 100 mm, e può essere assunto pari a 1,0 se l'armatura ha interasse almeno 150 mm, oppure almeno 100 mm con barre di diametro non superiore a 10 mm. In presenza di armatura in due direzioni la condizione deve valere per entrambe.

ψre,V — armatura di bordo: aumenta, ma a condizioni severe

Qui la norma prevede due soli valori, e questo è un punto su cui si sbaglia spesso interpolando:

Situazioneψre,V
Calcestruzzo non fessurato1,0
Calcestruzzo fessurato senza armatura di bordo1,0
Calcestruzzo fessurato con armatura di bordo e staffe o rete a interasse a ≤ 100 mm e a ≤ 2c11,4

La sola armatura di bordo, senza staffe fitte, non dà diritto ad alcun incremento. Inoltre un valore maggiore di 1 è ammesso solo se hef è almeno 2,5 volte il copriferro dell'armatura di bordo: un ancoraggio poco profondo si stacca insieme al copriferro e l'armatura non fa in tempo a intervenire.

Armatura di ancoraggio: non trattata

La norma prevede anche il caso in cui un'apposita armatura supplementare venga dimensionata per assorbire l'intera forza dell'ancoraggio, sostituendo la resistenza del calcestruzzo. Il tool non tratta questo caso: quando il cono o il bordo non sono verificati, la strada dell'armatura di ancoraggio resta praticabile ma va percorsa a parte.

6. I due modelli di ripartizione nel gruppo

Quando la piastra è caricata da un momento, la trazione non si distribuisce equamente. Come si distribuisca dipende da una domanda semplice: la piastra appoggia sul calcestruzzo oppure no?

Senza contatto gli ancoranti reagiscono anche a compressione ++ − L'ancorante compresso "tira all'indietro": il braccio interno è corto e la trazione massima risulta più alta. Cautelativo. Con contatto la compressione è portata dal calcestruzzo appoggio compresso La risultante compressa si sposta verso il bordo della piastra: braccio interno più lungo, trazione massima minore. Più realistico.
Figura 3. I due modelli. Nel tool il modello con contatto risolve un piano delle deformazioni a tre incognite, con gli ancoranti reagenti alla sola trazione e la compressione integrata sull'area di piastra.

Il modello con contatto richiede le dimensioni in pianta della piastra. Se non sono assegnate il tool ricade automaticamente su quello senza contatto e lo segnala. Sul caso di prova a quattro ancoranti la differenza sulla trazione massima è risultata di circa il 40%.

Attenzione allo strato interposto. Se fra piastra e calcestruzzo c'è un gap non in grado di trasmettere il contatto, la piastra non appoggia e il modello con contatto non è applicabile. Il tool se ne accorge da solo e riporta la ripartizione a quella senza contatto.

Il taglio si ripartisce con regole diverse

Per le verifiche dell'acciaio e del pryout tutti gli ancoranti sono considerati efficaci. Per la verifica del bordo, invece, se il fissaggio è vicino al bordo — cioè c1 < max{10·hef; 60·dnom} — reagiscono solo gli ancoranti della fila più vicina, e il taglio degli altri viene riversato su di essi. Un ancorante il cui foro sia sovradimensionato nella direzione del taglio non è considerato reagente.

7. Braccio di leva e ancoraggio distanziato

È il punto in cui il tool ha trovato più spesso una verifica non soddisfatta che l'utente non si aspettava, ed è anche quello in cui una svista costa di più.

a) contatto diretto V nessun braccio: il taglio agisce sulla superficie b) con strato interposto V a3 e1 l,a l'ancorante lavora a flessione: la resistenza a taglio crolla l,a = a3 + e1 a3 = 0,5 d,nom (o 0) M,Rk,s = M0,Rk,s (1 - N/N,Rd,s) V,Rk,s,M = alfa,M M,Rk,s / l,a alfa,M = 1,0 se la piastra può ruotare alfa,M = 2,0 solo con ritegno completo Con il braccio, l'interazione N-V dell'acciaio non va rifatta.
Figura 4. Il braccio di leva nasce dalla distanza fra il punto di applicazione del taglio e la superficie del calcestruzzo. a3 vale 0,5·dnom, ma si annulla se rondella e dado appoggiano direttamente sulla superficie.

Quando il braccio si può ignorare

Il taglio si può assumere senza braccio di leva solo se sono soddisfatte tutte le condizioni seguenti:

Se assegni un gap, il braccio esiste. Il tool lo attiva d'ufficio: calcolare senza non sarebbe cautelativo. Per riportare il calcolo al contatto diretto occorre spuntare esplicitamente l'opzione "lo strato interposto trasmette il contatto", e la scelta va motivata in relazione.

L'effetto è molto forte. Su un M12 con hef 90 mm e un gap di 20 mm, la resistenza di progetto dell'acciaio a taglio passa da 32,4 kN a 1,2 kN: quasi trenta volte. Non è un errore del tool, è la fisica di una barra da 12 mm che lavora a flessione su un braccio di 33 mm.

8. Il modo di rottura per aderenza

Riguarda i soli ancoranti chimici. La resistenza nasce dal legame fra resina e calcestruzzo lungo tutta la superficie del foro, e la grandezza che la governa è la tensione di aderenza τRk, che è un dato d'ETA e non è calcolabile.

N0_Rk,p = pi · d · hef · tau_Rk N_Rk,p = N0_Rk,p · (A_p,N/A0_p,N) · psi_g,Np · psi_s,Np · psi_re,Np · psi_ec,Np

Il raggio di influenza

s_cr,Np = 7,3 · d · (psi_sus · tau_Rk)^0,5 <= 3 hef c_cr,Np = s_cr,Np / 2

C'è una sottigliezza che sfugge quasi sempre: la τRk che entra in questa formula è sempre quella per calcestruzzo non fessurato in C20/25, anche quando il calcolo è su calcestruzzo fessurato o di classe diversa. Il motivo è che il raggio di influenza dell'incollaggio è una proprietà del prodotto, non della situazione in opera. Per questo il tool ha un campo dedicato, distinto dalla τRk di calcolo.

ψg,Np: un fattore che aumenta la resistenza

psi_g,Np = psi0_g,Np - (s/s_cr,Np)^0,5 · (psi0_g,Np - 1) >= 1 psi0_g,Np = sqrt(n) - (sqrt(n)-1) · (tau_Rk/tau_Rk,c)^1,5 >= 1 tau_Rk,c = k3/(pi·d) · sqrt(hef · f_ck) k3 = 7,7 fessurato, 11,0 non fessurato

È l'unico coefficiente del calcolo maggiore di 1. Corregge verso l'alto la resistenza di un gruppo fitto, perché il modello ad aree sovrapposte lo penalizza troppo quando l'aderenza è debole rispetto al cono. Quando invece l'aderenza è forte — cioè τRk supera τRk,c — l'aderenza smette di essere il meccanismo debole e il fattore si spegne da solo tornando a 1.

Con interassi disuguali la norma prescrive di usare il valore medio dell'interasse, non il minimo: poiché ψg,Np cresce al ridursi di s, adottare il minimo darebbe una resistenza più alta di quella dovuta.

Limite noto. Le schede tecniche commerciali quasi mai riportano le τRk nel formato richiesto da EN 1992-4: spesso contengono solo le tensioni per barre d'armatura post-installate secondo EOTA TR 069, che seguono un'altra procedura e non sono intercambiabili. Senza τRk il tool non esegue la verifica di aderenza e lo segnala: serve l'ETA.

9. Limiti di posa: perché non sono calcolabili

cmin, smin e hmin non sono grandezze meccaniche. La norma li definisce come i valori minimi per non danneggiare il calcestruzzo durante l'installazione e li rimanda alla specifica tecnica di prodotto. Nascono da prove di posa eseguite con la coppia massima di serraggio: non esiste formula, né in EN 1992-4 né in ETAG 001.

Vanno tenuti distinti dalle distanze critiche, che sono tutt'altra cosa:

c,min c,cr,N = 1,5 hef posa vietata resistenza ridotta cono pienamente sviluppato Due mondi diversi c,min dipende dalla spinta di posa: quindi dal DIAMETRO e dalla coppia di serraggio. c,cr dipende dalla forma del cono: quindi dalla PROFONDITÀ. c,min < c,cr sempre.
Figura 5. Sotto la distanza critica la posa è possibile ma la resistenza si riduce; sotto la distanza minima la posa non si fa. Sono grandezze che si somigliano solo perché entrambe sono distanze dal bordo.

La stima adottata dal tool

Se il campo è lasciato a zero il tool adotta una stima, la mostra a lato del campo e marca come stimata ogni verifica che vi si appoggia. I rapporti sono ricavati dai prodotti presenti in archivio:

intervallo osservatovalore adottato
cmin/d2,50 ÷ 5,005,0·d, minimo 40 mm
smin/d4,44 ÷ 7,507,5·d, minimo 40 mm
hminmax{hef+30; 1,40·hef; 100} per i chimici, max{2·hef; 100} per i meccanici

La stima viene inoltre troncata alla distanza critica, perché con hef piccolo e diametro grande 5·d potrebbe superarla, il che sarebbe privo di senso.

La stima serve al predimensionamento. Prima di chiudere un calcolo i valori vanno sostituiti con quelli dell'ETA del prodotto effettivamente prescritto.

10. Prescrivere un ancorante a prestazione

La modalità calcolo delle prestazioni minime ribalta il problema: invece di verificare un prodotto scelto, restituisce le resistenze caratteristiche che il prodotto deve possedere. Serve quando il progettista non vuole — o non può — vincolare il capitolato a una marca.

I valori restituiti sono non disturbati e riferiti al singolo ancorante: sono cioè depurati dai fattori di interasse, distanza dal bordo, eccentricità e spessore. Questo li rende direttamente confrontabili con i cataloghi e con gli ETA, che riportano grandezze della stessa natura.

RESISTENZE CARATTERISTICHE MINIME DEL SINGOLO ANCORANTE N_Rk,s >= ... acciaio a trazione V_Rk,s >= ... acciaio a taglio tau_Rk >= ... aderenza (oppure N_Rk,p per i meccanici) N0_Rk,c >= ... cono di calcestruzzo FATTORI GEOMETRICI APPLICATI DAL TOOL cono: A_c,N/A0_c,N x psi_s,N x psi_re,N x psi_ec,N -> ...

Il secondo blocco è il ponte fra i due mondi: resistenza del gruppo = resistenza non disturbata del singolo × fattore. Il rapporto di aree comprende anche la molteplicità degli ancoranti, quindi senza sovrapposizioni né bordi varrebbe esattamente il numero di ancoranti tesi.

Se il tool segnala che il kcr,N richiesto supera il valore di norma, nessun prodotto commerciale risolve il problema: il modo di cono non dipende dalla marca ma dalla geometria, e occorre aumentare hef, allargare gli interassi o allontanarsi dai bordi.

La prescrizione comprende anche i limiti geometrici che il prodotto deve rispettare (cmin, smin e hmin non superiori a quelli della configurazione) e il γinst assunto: se il prodotto scelto in cantiere ha un γinst maggiore, la prescrizione va rifatta.

11. L'archivio prodotti

L'archivio raccoglie le schede dei prodotti in formato JSON. Ne esistono due sorgenti:

ArchivioChi lo vedeCome ci arriva una scheda
GeneraleTutti gli utenti del tool. Solo schede verificate da noi sul documento del produttore.
PersonaleSolo chi le ha create. Compilate a mano dalla pagina dell'archivio. Non verificate.

A parità di identificativo la scheda generale ha la precedenza; per questo il salvataggio di una scheda personale con un identificativo già presente in archivio generale viene rifiutato, altrimenti si continuerebbe a modificarla senza che il calcolo cambi mai.

Da dove trascrivere i valori

I valori vanno letti sull'ETA del prodotto, non sul catalogo commerciale. Le tabelle di catalogo riportano quasi sempre la resistenza già governante — il minimo fra acciaio, aderenza e cono per la configurazione tabellata — e non i singoli parametri che il calcolo richiede.

Le schede prevedono due schemi. Lo schema 1 (taglie → profondità) rispecchia il modo in cui i dati stanno sulle tabelle ed è quello generato dal form di creazione manuale. Lo schema 2 aggiunge sopra un livello di elementi, necessario quando un solo sistema comprende famiglie diverse — barre filettate, bussole, barre conformate — con acciai e geometrie proprie; si scrive direttamente in JSON.

Elementi composti. In una bussola filettata la scelta dell'acciaio individua anche quale parte si sta verificando. Vanno verificate entrambe: quale governa cambia con la taglia. Su una serie reale la bussola M20 resiste 116,6 kN e la vite 196,0 kN, ma sulla M12 il rapporto si inverte.

Ogni scheda passa un controllo di congruenza che segnala i campi mancanti. Le segnalazioni non impediscono l'uso: indicano quali verifiche non verranno eseguite, e la relazione lo ripete.

12. Riferimenti e documentazione

I documenti stanno nella cartella comune alla suite, tools/docs, divisa per ARGOMENTO. Ogni tool dichiara di quali argomenti ha bisogno e vede quelli: lo stesso estratto serve a più tool, e una copia sola in un posto solo è l'unico modo perché non divergano. A parità di nome vince la copia più condivisa.

DocumentoCartellaContenuto
NTC 2018 — par. 4.1.2.1.1.4 e 4.1.6.1.4, aderenza e ancoraggi
NTC_2018_4_1_6.pdf — 293 kB
ancoraggiResistenza tangenziale di aderenza di progetto fbd [4.1.6]-[4.1.7] con η1 e η2; ancoraggio delle barre e loro giunzione: interferro nella sovrapposizione non maggiore di 4 diametri, cautele per φ > 32 mm, rimando alla sezione 8 di UNI EN 1992-1-1.
NTC 2018 — par. 7.4.6, dettagli costruttivi delle strutture dissipative in c.a.
NTC_2018_DM_17_01_2018_7_4_6.pdf — 461 kB
ancoraggiLimitazioni geometriche e di armatura di travi, pilastri, nodi e pareti; ancoraggio delle barre delle travi nei nodi (1,25 fyk, 6 diametri dalla faccia, [7.4.27]); ancoraggi dei pilastri con N di trazione incrementati del 50%. Comprende la parte finale del 7.4.5 sulle connessioni prefabbricate.

Le approssimazioni ancora presenti nel motore di calcolo, i punti implementati solo in parte e quelli da confermare sono elencati nella pagina delle annotazioni.

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