Questa guida spiega che cosa il tool calcola, quali dati richiede e perché, e soprattutto dove si annidano gli errori più frequenti. Le sezioni sono richiamate direttamente dagli aiuti in linea del modulo: il punto interrogativo accanto a ciascun campo apre una spiegazione breve, e da lì un rimando porta al paragrafo corrispondente di questa pagina.
Un ancoraggio può cedere in molti modi diversi, e la resistenza di progetto è il minimo fra tutti. Non esiste un modo "principale": quale governi dipende dalla geometria, e cambia continuamente al variare di un solo parametro. Il tool li calcola tutti e riporta in sintesi quello determinante.
Una conseguenza pratica che vale la pena fissare subito: i valori riportati sui cataloghi commerciali non sono la resistenza dell'acciaio, ma il minimo già governante per la configurazione tabellata. Su un ancorante M12 in classe 8.8 il prodotto As·fuk vale 67,4 kN, mentre la tabella di catalogo riporta 56,8 kN, perché a quella profondità governa il cono. Chi trascrive quel 56,8 nel campo dell'acciaio commette un errore silenzioso e lo conta due volte.
Il riferimento attuale è la EN 1992-4:2018, che ha assorbito e sostituito sia l'ETAG 001 Annex C sia la CEN/TS 1992-4. Gli ETA dei prodotti oggi in commercio sono redatti in quel formato. Il tool consente comunque di selezionare ETAG 001, ma solo per un motivo: ricontrollare calcoli preesistenti che vi facevano riferimento.
Le due norme scrivono la resistenza del cono nella stessa forma, ma con una resistenza del calcestruzzo diversa sotto radice:
I coefficienti k1 valgono 7,7 e 11,0 nella EN 1992-4 (fessurato e non fessurato) contro 7,2 e 10,1 nell'ETAG 001. A prima vista sembrerebbe che l'ETAG sia più generosa; in realtà riportando l'ETAG su base cilindrica il suo 7,2 diventa 7,2·√1,25 = 8,05, quindi è la EN 1992-4 a essere leggermente più cautelativa. Confrontare i due coefficienti senza convertire la base è un errore di lettura ricorrente.
Per lo stesso motivo l'archivio prodotti registra il campo norma_dati: una scheda
compilata con valori ETAG usata in un calcolo EN, o viceversa, produce un risultato sbagliato senza
alcun sintomo. Il tool lo segnala.
Sono tre grandezze diverse che vengono confuse di continuo. Solo la prima entra nel calcolo delle resistenze.
| Grandezza | Che cos'è | Dove entra |
|---|---|---|
| hef | Profondità efficace: la quota da cui si genera il cono di rottura. È un dato d'ETA, non una misura da cantiere. | In tutte le resistenze del calcestruzzo, elevata a 1,5 nel cono. |
| h0 | Profondità del foro. Sempre maggiore o uguale a hef. | Solo controlli e disegno. |
| L | Lunghezza totale dell'ancorante, comprensiva della parte fuori dal calcestruzzo. | Solo disegno. |
| h | Spessore dell'elemento di calcestruzzo. | Splitting, bordo a taglio, controllo hmin. |
| tfix, gap | Spessore del pezzo fissato e dello strato interposto. | Braccio di leva: vedi §7. |
Per gli ancoranti a espansione conformata come i tasselli HIT-Z la norma usa hnom al posto di hef: sono definiti diversamente ma occupano lo stesso posto nelle formule.
La differenza fra le due ipotesi è grande: il coefficiente del cono passa da 7,7 a 11,0, cioè il 43% di resistenza in più, e le tensioni di aderenza dei chimici crescono in proporzione simile. È la scelta più redditizia e insieme la più rischiosa dell'intero calcolo.
In pratica, la condizione di non fessurazione è verificabile solo se si dimostra che le tensioni nel calcestruzzo nella zona interessata dall'ancoraggio restano di compressione, tenendo conto anche di ritiro, effetti termici e azioni indirette. Una soletta inflessa nella zona tesa è fessurata; l'intradosso di una trave in campata è fessurato; il nodo di un pilastro è quasi sempre fessurato sotto sisma.
Il tool imposta fessurato come valore di default e lo lascia così finché
non si interviene esplicitamente. La scelta viene stampata in relazione.
L'armatura dell'elemento interviene in tre punti diversi, e in due di questi il suo effetto è controintuitivo.
Un'armatura molto fitta favorisce lo spalling del copriferro, cioè il distacco dello strato superficiale, e per questo riduce la resistenza del cono. Il fattore si applica solo se hef < 100 mm, e può essere assunto pari a 1,0 se l'armatura ha interasse almeno 150 mm, oppure almeno 100 mm con barre di diametro non superiore a 10 mm. In presenza di armatura in due direzioni la condizione deve valere per entrambe.
Qui la norma prevede due soli valori, e questo è un punto su cui si sbaglia spesso interpolando:
| Situazione | ψre,V |
|---|---|
| Calcestruzzo non fessurato | 1,0 |
| Calcestruzzo fessurato senza armatura di bordo | 1,0 |
| Calcestruzzo fessurato con armatura di bordo e staffe o rete a interasse a ≤ 100 mm e a ≤ 2c1 | 1,4 |
La sola armatura di bordo, senza staffe fitte, non dà diritto ad alcun incremento. Inoltre un valore maggiore di 1 è ammesso solo se hef è almeno 2,5 volte il copriferro dell'armatura di bordo: un ancoraggio poco profondo si stacca insieme al copriferro e l'armatura non fa in tempo a intervenire.
La norma prevede anche il caso in cui un'apposita armatura supplementare venga dimensionata per assorbire l'intera forza dell'ancoraggio, sostituendo la resistenza del calcestruzzo. Il tool non tratta questo caso: quando il cono o il bordo non sono verificati, la strada dell'armatura di ancoraggio resta praticabile ma va percorsa a parte.
Quando la piastra è caricata da un momento, la trazione non si distribuisce equamente. Come si distribuisca dipende da una domanda semplice: la piastra appoggia sul calcestruzzo oppure no?
Il modello con contatto richiede le dimensioni in pianta della piastra. Se non sono assegnate il tool ricade automaticamente su quello senza contatto e lo segnala. Sul caso di prova a quattro ancoranti la differenza sulla trazione massima è risultata di circa il 40%.
Per le verifiche dell'acciaio e del pryout tutti gli ancoranti sono considerati efficaci. Per la verifica del bordo, invece, se il fissaggio è vicino al bordo — cioè c1 < max{10·hef; 60·dnom} — reagiscono solo gli ancoranti della fila più vicina, e il taglio degli altri viene riversato su di essi. Un ancorante il cui foro sia sovradimensionato nella direzione del taglio non è considerato reagente.
È il punto in cui il tool ha trovato più spesso una verifica non soddisfatta che l'utente non si aspettava, ed è anche quello in cui una svista costa di più.
Il taglio si può assumere senza braccio di leva solo se sono soddisfatte tutte le condizioni seguenti:
L'effetto è molto forte. Su un M12 con hef 90 mm e un gap di 20 mm, la resistenza di progetto dell'acciaio a taglio passa da 32,4 kN a 1,2 kN: quasi trenta volte. Non è un errore del tool, è la fisica di una barra da 12 mm che lavora a flessione su un braccio di 33 mm.
Riguarda i soli ancoranti chimici. La resistenza nasce dal legame fra resina e calcestruzzo lungo tutta la superficie del foro, e la grandezza che la governa è la tensione di aderenza τRk, che è un dato d'ETA e non è calcolabile.
C'è una sottigliezza che sfugge quasi sempre: la τRk che entra in questa formula è sempre quella per calcestruzzo non fessurato in C20/25, anche quando il calcolo è su calcestruzzo fessurato o di classe diversa. Il motivo è che il raggio di influenza dell'incollaggio è una proprietà del prodotto, non della situazione in opera. Per questo il tool ha un campo dedicato, distinto dalla τRk di calcolo.
È l'unico coefficiente del calcolo maggiore di 1. Corregge verso l'alto la resistenza di un gruppo fitto, perché il modello ad aree sovrapposte lo penalizza troppo quando l'aderenza è debole rispetto al cono. Quando invece l'aderenza è forte — cioè τRk supera τRk,c — l'aderenza smette di essere il meccanismo debole e il fattore si spegne da solo tornando a 1.
Con interassi disuguali la norma prescrive di usare il valore medio dell'interasse, non il minimo: poiché ψg,Np cresce al ridursi di s, adottare il minimo darebbe una resistenza più alta di quella dovuta.
cmin, smin e hmin non sono grandezze meccaniche. La norma li definisce come i valori minimi per non danneggiare il calcestruzzo durante l'installazione e li rimanda alla specifica tecnica di prodotto. Nascono da prove di posa eseguite con la coppia massima di serraggio: non esiste formula, né in EN 1992-4 né in ETAG 001.
Vanno tenuti distinti dalle distanze critiche, che sono tutt'altra cosa:
Se il campo è lasciato a zero il tool adotta una stima, la mostra a lato del campo e marca come stimata ogni verifica che vi si appoggia. I rapporti sono ricavati dai prodotti presenti in archivio:
| intervallo osservato | valore adottato | |
|---|---|---|
| cmin/d | 2,50 ÷ 5,00 | 5,0·d, minimo 40 mm |
| smin/d | 4,44 ÷ 7,50 | 7,5·d, minimo 40 mm |
| hmin | max{hef+30; 1,40·hef; 100} per i chimici, max{2·hef; 100} per i meccanici | |
La stima viene inoltre troncata alla distanza critica, perché con hef piccolo e diametro grande 5·d potrebbe superarla, il che sarebbe privo di senso.
La modalità calcolo delle prestazioni minime ribalta il problema: invece di verificare un prodotto scelto, restituisce le resistenze caratteristiche che il prodotto deve possedere. Serve quando il progettista non vuole — o non può — vincolare il capitolato a una marca.
I valori restituiti sono non disturbati e riferiti al singolo ancorante: sono cioè depurati dai fattori di interasse, distanza dal bordo, eccentricità e spessore. Questo li rende direttamente confrontabili con i cataloghi e con gli ETA, che riportano grandezze della stessa natura.
Il secondo blocco è il ponte fra i due mondi: resistenza del gruppo = resistenza non
disturbata del singolo × fattore. Il rapporto di aree comprende anche la molteplicità
degli ancoranti, quindi senza sovrapposizioni né bordi varrebbe esattamente il numero di
ancoranti tesi.
La prescrizione comprende anche i limiti geometrici che il prodotto deve rispettare (cmin, smin e hmin non superiori a quelli della configurazione) e il γinst assunto: se il prodotto scelto in cantiere ha un γinst maggiore, la prescrizione va rifatta.
L'archivio raccoglie le schede dei prodotti in formato JSON. Ne esistono due sorgenti:
| Archivio | Chi lo vede | Come ci arriva una scheda |
|---|---|---|
| Generale | Tutti gli utenti del tool. | Solo schede verificate da noi sul documento del produttore. |
| Personale | Solo chi le ha create. | Compilate a mano dalla pagina dell'archivio. Non verificate. |
A parità di identificativo la scheda generale ha la precedenza; per questo il salvataggio di una scheda personale con un identificativo già presente in archivio generale viene rifiutato, altrimenti si continuerebbe a modificarla senza che il calcolo cambi mai.
Le schede prevedono due schemi. Lo schema 1 (taglie → profondità) rispecchia il modo in cui i dati stanno sulle tabelle ed è quello generato dal form di creazione manuale. Lo schema 2 aggiunge sopra un livello di elementi, necessario quando un solo sistema comprende famiglie diverse — barre filettate, bussole, barre conformate — con acciai e geometrie proprie; si scrive direttamente in JSON.
Ogni scheda passa un controllo di congruenza che segnala i campi mancanti. Le segnalazioni non impediscono l'uso: indicano quali verifiche non verranno eseguite, e la relazione lo ripete.
I documenti stanno nella cartella comune alla suite, tools/docs, divisa per ARGOMENTO. Ogni tool dichiara di quali argomenti ha bisogno e vede quelli: lo stesso estratto serve a più tool, e una copia sola in un posto solo è l'unico modo perché non divergano. A parità di nome vince la copia più condivisa.
| Documento | Cartella | Contenuto |
|---|---|---|
| NTC 2018 — par. 4.1.2.1.1.4 e 4.1.6.1.4, aderenza e ancoraggi NTC_2018_4_1_6.pdf — 293 kB | ancoraggi | Resistenza tangenziale di aderenza di progetto fbd [4.1.6]-[4.1.7] con η1 e η2; ancoraggio delle barre e loro giunzione: interferro nella sovrapposizione non maggiore di 4 diametri, cautele per φ > 32 mm, rimando alla sezione 8 di UNI EN 1992-1-1. |
| NTC 2018 — par. 7.4.6, dettagli costruttivi delle strutture dissipative in c.a. NTC_2018_DM_17_01_2018_7_4_6.pdf — 461 kB | ancoraggi | Limitazioni geometriche e di armatura di travi, pilastri, nodi e pareti; ancoraggio delle barre delle travi nei nodi (1,25 fyk, 6 diametri dalla faccia, [7.4.27]); ancoraggi dei pilastri con N di trazione incrementati del 50%. Comprende la parte finale del 7.4.5 sulle connessioni prefabbricate. |
Le approssimazioni ancora presenti nel motore di calcolo, i punti implementati solo in parte e quelli da confermare sono elencati nella pagina delle annotazioni.