Il modulo calcola la forza sismica su un impalcato, una copertura o un elemento posto a una certa quota di una costruzione esistente, senza rifare il modello dell'edificio. È pensato per gli interventi locali: il caso tipico è il rifacimento di una copertura in legno, dove servono la forza sull'impalcato e quella sui singoli appoggi per dimensionare collegamenti e ancoraggi. Il punto interrogativo accanto a ogni campo apre una spiegazione breve; qui sta il ragionamento completo.
La forza è quella del par. 7.2.3 delle NTC 2018:
Dalla forza sull'impalcato il modulo ricava la forza per appoggio e, se richiesto, quella sul singolo elemento e la componente verticale.
I risultati si aggiornano da soli a ogni modifica di un campo: non c'è un comando di calcolo. Le etichette dei campi che impediscono il calcolo diventano rosse, e il motivo è scritto nel riquadro in cima alla pagina.
Il sito si individua con le coordinate, dalla mappa o a mano, oppure con il gruppo di isole per le località fuori dal reticolo. I parametri di pericolosità ag, F0 e TC* sono interpolati sui quattro nodi più vicini del reticolo di riferimento, per il periodo di ritorno dello stato limite scelto; la tabella sotto i campi riporta i quattro stati limite e i parametri di sito derivati dalle categorie di sottosuolo e topografica.
Lo stato limite di riferimento per la forza sui collegamenti è normalmente lo SLV. Il comando Mostra gli spettri disegna gli spettri elastici al suolo dei quattro stati limite, con quello di progetto evidenziato.
H è l'altezza della costruzione dal piano di fondazione al colmo. n è il numero di piani, sottotetto compreso se la copertura vi appoggia: entra nel coefficiente di partecipazione del primo modo γ1 = 3n/(2n+1) [C7.2.10] e divide H nell'altezza di interpiano h = H/n.
Con z = −1 la quota si calcola da sé:
La quota calcolata presuppone una copertura a due falde; per geometrie diverse (padiglione, falda unica) la quota si assegna. Nella pianta dello schema il colmo è disegnato in rosso, con il verso delle falde. Con l'impalcato inclinato una quota assegnata deve stare nell'ultimo interpiano, sopra H − h: più in basso è un impalcato intermedio, per il quale l'inclinazione va posta a zero. La quota adottata compare sotto i campi, con la sua provenienza.
Stimato con T1 = C1·H3/4 [C7.3.2]: C1 vale 0,050 per la muratura o qualsiasi altra struttura, 0,075 per i telai in calcestruzzo armato, 0,085 per i telai in acciaio o in legno. La Circolare indica come più affidabile la [7.3.6] delle NTC, che richiede un modello: in quel caso si toglie la spunta e si assegna il valore.
La costruzione filtra e amplifica il moto del suolo salendo di quota: un elemento in sommità subisce un'accelerazione diversa da quella del terreno, e molto maggiore se il suo periodo proprio Ta è vicino a quello della costruzione T1. Lo spettro di piano dà questa accelerazione in funzione di Ta.
Vale per qualunque tipologia di costruzione ed è l'unica ammessa per la muratura. Il modulo la usa limitata al primo modo, come la Circolare ammette per i meccanismi locali in edifici multipiano, con prima forma modale lineare:
È quella che la Circolare dedica espressamente ai telai, con accelerazioni linearmente crescenti con l'altezza e i parametri a, b, ap della Tab. C7.2.II in funzione di T1. Il modulo la ammette solo per le tipologie a telaio.
| Scelta | Quando | Effetto |
|---|---|---|
| Rigido, collegato alle strutture di appoggio (default, consigliato) | impalcato efficacemente collegato: è il caso normale di un intervento locale | Sa = aZ, l'accelerazione di piano |
| Deformabile, periodo noto | periodo proprio da un calcolo | lettura sullo spettro |
| Deformabile, periodo non noto | nessuna informazione | Ta = T1: il massimo, che può valere circa cinque volte il caso rigido |
I campi compaiono solo quando servono: il periodo Ta con «periodo noto», la scelta della formulazione con una tipologia a telaio, gli smorzamenti con i parametri avanzati.
Il grafico Spettro di piano alla quota z mostra Sa(Ta), Sa/qa e lo spettro al suolo, con T1 e il punto di lavoro.
Negli interventi locali più frequenti l'elemento si considera rigido: capriate, orditure di copertura, solai e impalcati collegati alle murature o al telaio seguono il moto del piano senza oscillazioni proprie significative. È il default del modulo, e in questi casi la risonanza non entra: Sa = aZ.
Diverso è il caso di una sottostruttura aggiunta con una propria deformabilità: una struttura leggera a telaio in legno realizzata sulla copertura, per esempio una tettoia, una pensilina a sbalzo, una torretta, un impianto su un telaio di supporto. Questi elementi possono avere un periodo proprio vicino a quello della costruzione, e allora ricevono la seconda amplificazione descritta qui sotto, che può valere circa cinque volte il caso rigido.
Il plateau TB–TC dello spettro al suolo non taglia la risonanza: è esso stesso l'amplificazione massima di un oscillatore posto sul terreno, e nel calcolo entra tramite Se(T1), dentro aZ. L'impalcato però non è eccitato dal terreno ma dal piano, che vibra filtrato attorno a T1: un elemento con Ta vicino a T1 riceve una seconda amplificazione, che si somma alla prima. È il fattore di picco della [C7.2.6]:
La Circolare avverte che questo picco si riduce molto quando la struttura entra in campo non lineare, e lo fa pesare con lo smorzamento viscoso equivalente ξk e l'allungamento del periodo Tk:
| ξk della struttura | A (con ξa = 5%) | Lettura |
|---|---|---|
| 5% (default) | 4,92 | struttura elastica: amplificazione piena, cautelativo |
| 10% | 3,48 | danneggiamento moderato |
| 20% | 2,46 | danneggiamento marcato |
Lo smorzamento equivalente riduce anche l'accelerazione di piano, tramite η(ξk) su Se(T1), quindi agisce anche sull'elemento rigido. Per questo sta fra i parametri avanzati: spenti, il calcolo usa il 5% per struttura ed elemento, qualunque valore sia rimasto nei campi. Uno smorzamento maggiore va giustificato; la Circolare non ne indica valori. La formulazione per telai [C7.2.11] ha invece a, b e ap già tarati sull'allungamento del periodo e sui modi superiori.
La Tab. C7.2.I della Circolare assegna qa = 1,0 o 2,0 alle tipologie ricorrenti di elementi non strutturali, e chiede al progettista di indicare il gruppo attribuito.
| qa | Che cosa dichiara | Conseguenza |
|---|---|---|
| 1,0 | tutti gli elementi, collegamenti compresi, restano in campo elastico | la dimostrazione del comportamento elastico viene di norma richiesta in sede di deposito, anche per le connessioni delle travi in legno |
| 1,5 (default) | comportamento non dissipativo: non si richiede il campo elastico per tutti gli elementi. È il limite superiore del fattore delle strutture a comportamento non dissipativo, NTC 2018 [7.3.2]: 1 ≤ qND = 2/3 q0,CD"B" ≤ 1,5 | forza ridotta di un terzo rispetto a 1,0: i collegamenti non devono essere governati da modi di rottura fragili |
| 2,0 | secondo gruppo della Tab. C7.2.I | l'attribuzione al gruppo va motivata |
I carichi si assegnano per metro quadrato di impalcato, cioè misurati sulla falda, come li si conosce dai pacchetti di copertura. Il riporto alla pianta lo fa il modulo con il rapporto fra superficie dell'impalcato e proiezione in pianta:
Vale il campo modificato per ultimo; una riga sotto dice quale è in uso.
La categoria del variabile dà ψ2 dalla Tab. 2.5.I e propone qk dalla Tab. 3.1.II. Per una copertura accessibile per sola manutenzione (categoria H) ψ2 = 0: il variabile non entra nella massa. Per le categorie I e K la tabella chiede di valutare ψ2 caso per caso e il campo va compilato. La neve entra con ψ2 = 0 fino a 1000 m di quota e 0,2 oltre.
In fondo alla sezione, per unità di superficie in pianta: il peso in combinazione sismica w, la massa sismica m = w/g e il carico SLU nella combinazione fondamentale. Il carico SLU è informativo, per chi dimensiona l'impalcato con gli stessi dati, e non entra nella forza sismica.
La sezione è facoltativa e serve quando la massa grava su un numero discreto di elementi, per esempio le travi in legno lamellare di una copertura.
Si attiva nella sezione del singolo elemento. Il par. 7.2.2 delle NTC 2018 richiede la componente verticale per un gruppo ristretto di casi, legati al tipo di elemento e alla sua geometria. Stabilire se il caso rientra spetta al progettista: il modulo non lo segnala, perché dovrebbe conoscere il tipo e la luce del singolo elemento, che non chiede. L'opzione calcola la componente quando viene attivata.
I parametri dello spettro verticale sono quelli della Tab. 3.2.VI, uguali per tutte le categorie di sottosuolo: SS = 1,0, TB = 0,05 s, TC = 0,15 s, TD = 1,0 s; le condizioni topografiche entrano con ST. Per la componente verticale allo SLV il par. 7.3.1 fissa q = 1,5, salvo analisi giustificative: il modulo usa qa se minore.
Sve è lo spettro elastico verticale al suolo (par. 3.2.3.2.2), senza amplificazione con la quota: la Circolare C7.2.3 dà spettri di piano per la sola componente orizzontale, e le pareti portanti sono molto rigide in verticale. Per una struttura deformabile in verticale va valutato a parte. Il periodo verticale dell'elemento si assegna, oppure si assume il plateau dello spettro (valore massimo) o l'elemento rigido.
Le componenti si combinano con la [7.3.10] del par. 7.3.5: una al 100%, le altre due al 30%, permutando circolarmente i coefficienti. Con la componente verticale attivata la relazione riporta le tre combinazioni, per l'impalcato e per il singolo elemento:
La norma combina gli effetti; con risposta lineare sono proporzionali alle forze, e le forze di ciascuna combinazione si applicano insieme. Il caso più gravoso si ricava dal confronto delle tre. Senza la componente verticale restano le due combinazioni orizzontali, 1,00 Fa in una direzione con 0,30 Fa nell'altra.
| Livello | Risultati | Dati | Relazione Word |
|---|---|---|---|
| free, dati propri | non disponibili: valori calcolati e azioni su elemento e appoggio in xxx | modificabili; il calcolo gira e segnala gli errori | no |
| free, esempio di riferimento | completi | non modificabili | sì, dell'esempio |
| demo | completi | modificabili | solo per gli esempi non modificati |
| licenza | completi | modificabili | sì |
In versione free, per passare da un esempio a dati propri si sceglie la voce vuota «-- esempi di riferimento --» nella riga degli esempi: i campi si sbloccano.
Le approssimazioni e le interpretazioni adottate, con la direzione dell'effetto, sono nella pagina delle annotazioni.
I riferimenti normativi usati dal modulo, e sotto i testi completi.
| Riferimento | Contenuto | Dove interviene |
|---|---|---|
| NTC 2018 par. 7.2.3, [7.2.1] | elementi non strutturali: Fa = Sa Wa / qa | forza sull'impalcato |
| Circolare C7.2.3, [C7.2.3]-[C7.2.11] | spettri di piano; formulazione generale e per telai | accelerazione in quota Sa |
| Circolare Tab. C7.2.I | valori di qa per elementi non strutturali | fattore di comportamento |
| Circolare Tab. C7.2.II | a, b, ap in funzione di T1 | formulazione per telai |
| Circolare [C7.3.2] | T1 = C1 H3/4 | periodo della costruzione |
| NTC 2018 par. 3.2.3.2.1, Tab. 3.2.IV e 3.2.V | spettro elastico orizzontale, SS, CC, ST | parametri di sito |
| NTC 2018 par. 3.2.3.2.2, Tab. 3.2.VI | spettro elastico verticale | componente verticale |
| NTC 2018 par. 7.3.1, [7.3.2] | q della componente verticale; limite qND ≤ 1,5 | qa = 1,5, qv |
| NTC 2018 par. 7.2.2, 7.3.5 | casi con componente verticale; combinazione delle componenti | componente verticale |
| NTC 2018 par. 7.2.6 | eccentricità accidentale | coefficiente c,amp |
| NTC 2018 par. 2.5.3, Tab. 2.5.I | combinazione sismica, coefficienti ψ | peso sismico Wa |
| NTC 2018 Tab. 2.6.I | coefficienti parziali SLU | carico SLU informativo |
| NTC 2018 Tab. 3.1.II | sovraccarichi per categoria d'uso | qk proposto |
Le approssimazioni ancora presenti, i punti da confermare e la direzione del loro effetto sono elencati nelle annotazioni.