3 novembre 2026
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Kip Web ToolsRinforzo dei nodi trave-colonna in c.a.v1.0.0Verifica e rinforzo dei nodi trave-pilastro nelle strutture esistenti in calcestruzzo armato
Progetto: non definito i file salvati finiranno fuori da ogni progetto
File: non definito
Progetto ? | File Nome ? ?
Esempi ?
Se la casella è spuntata, questo file entra nella stampa di gruppo: il documento unico che raccoglie le relazioni di tutti i lavori del progetto. Toglierla lascia il file nell'archivio ma lo esclude dal fascicolo — utile per le prove e le varianti scartate, che si vogliono conservare ma non consegnare. L'impostazione si applica subito al file già salvato e non tocca i dati del calcolo; su un file non ancora salvato viene scritta al primo salvataggio. Un file nuovo entra sempre in stampa, finché non si dice il contrario.
Gli esempi di riferimento sono casi già impostati, utili per vedere come si compila il modulo e che aspetto ha la relazione. Aprirne uno sostituisce i dati a video: salvare prima il proprio lavoro, se serve. L'esempio non porta con sé il nome del file, così un salvataggio distratto non può sovrascrivere un lavoro con un caso di scuola.
Il progetto raccoglie i file di lavoro di tutti i tool della suite: scegliendone uno, i file salvati qui sotto sono quelli di quel progetto. Per crearne uno nuovo si scrive il nome nella casella accanto e si preme Nuovo progetto. Cambiando progetto la pagina si ricarica per rileggere l'elenco dei file: i dati inseriti restano, il calcolo va rifatto.
Il nome con cui questo calcolo viene salvato dentro il progetto. Scegliere un file dall'elenco lo apre subito e sostituisce i dati a video; se qualcosa è stato modificato viene chiesta conferma. Il pulsante Apri serve a rileggere il file che si sta già guardando, che riscegliendolo nell'elenco non verrebbe riaperto. Scrivendo un nome che non esiste, Salva crea un file nuovo; scrivendone uno che esiste già, lo sovrascrive senza chiedere conferma. Scarica salva sul proprio computer i dati a video (anche non salvati), in un file da conservare o da inviare; Carica rilegge un file così scaricato (anche ricevuto da altri) e ne mette i dati a video, senza nome: per tenerlo nell'archivio va salvato.
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Esegui:  

Dati generali

 ?
Descrizione libera del calcolo: compare in testa alla relazione e accompagna il file salvato. Non entra in nessun conto, ma è quello che distingue un nodo dall'altro nell'elenco dei lavori: "nodo 4" non dice niente fra sei mesi.
 ?
Identificativo del nodo nel modello di calcolo. Non entra nel conto: serve a ritrovare il nodo quando la relazione verrà riletta.
 ?
Quota del piano. Come sopra, solo tracciabilità.
 ?
Numero del nodo nel modello tridimensionale.
 ?
FACOLTATIVO. Tipo di analisi e combinazione da cui vengono le sollecitazioni: statica o dinamica lineare con la combinazione di calcolo, oppure pushover con il numero dell'analisi. Molti programmi stampano un inviluppo, senza dire quale combinazione lo abbia prodotto: in quel caso il campo resta vuoto o si scrive "inviluppo".

Tipo di rinforzo

 ?   scegli il tipo di rinforzo
Sistema di rinforzo. Due sono calcolabili: le BARRE PRETESE con piastra di contrasto, che spostano la domanda applicando una precompressione orizzontale, e l'FRP secondo CNR-DT 200 R2/2026 par. 4.8.2.1.4, che alza la CAPACITÀ a trazione diagonale. La differenza non è di dettaglio: la precompressione abbassa sigma_t ma ALZA sigma_c, quindi ha una finestra utile fra un minimo e un massimo; l'FRP lascia sigma_c dov'è, quindi non ha nessuna finestra ma non dà neppure aiuto se è la compressione a non passare. L'incamiciatura resta elencata e produce un errore esplicito invece di un ripiego silenzioso. L'FRCM non compare: non per una funzione mancante, ma perché non esiste un modello di norma del pannello di nodo — la CNR-DT 215/2018 non dà criteri per i nodi e la Linea Guida CSLP non li nomina. La voce tornerà quando una norma darà quel modello, com'è successo all'FRP con la CNR-DT 200 R2.

Opzioni di calcolo

Comuni a tutti i sistemi
 ?
Nodo di copertura: sopra non c'è pilastro, quindi lo sforzo normale è nullo. È il caso più severo, perché senza compressione verticale trazione e compressione principali risultano uguali in modulo. È l'unico dato di tipologia che le travi non possono dire: tutto il resto — d'angolo, di bordo, interno — il programma lo deduce da quali travi sono presenti.
 ?
Verifica in condizioni sismiche. Attiva il cap. 5 del TR 069 e la Tab. 3.6.1 per l'ampiezza di fessura da assumere.
 ?
Fattore di comportamento q usato nell'analisi. Serve solo a scegliere la riga della Tab. 3.6.1: con q oltre 3,0 e l_b/h sotto 0,8 il caso è dichiarato NON COPERTO dal TR 069.
 ?
Toglie del tutto la voce Ricaduta sulle membrature convergenti: non compare fra le verifiche e non finisce in relazione. Serve perché quella verifica richiede i momenti resistenti di travi e pilastri, che questo strumento non ha e non chiede: lasciarla come "non eseguita" su ogni calcolo la trasforma in rumore che chi legge impara a ignorare — e un avviso che si impara a ignorare è peggio di un avviso assente. La scelta resta registrata nei dati del lavoro, quindi riaprendolo si ritrova la casella spuntata: un'esclusione consapevole resta distinguibile da una dimenticanza, ma solo nei dati — nella relazione non ne resta traccia, ed è una responsabilità di chi firma.
Solo per le barre pretese
 ?
Metodo per la capacità di ancoraggio delle barre. Il TR 069 è il metodo proprio delle barre post-installate e copre splitting e fessurazione; l'EC2 par. 8.4 è un ripiego cautelativo che NON li copre. Se il TR non è applicabile il programma passa all'EC2 e lo dichiara.
 ?
Condizioni di aderenza secondo l'EN 1992-1-1, Fig. 8.2: η_1 = 1,00 se buone, 0,70 in tutti gli altri casi. Il TR 069 lo definisce così anche per le barre POST-INSTALLATE, e lo riferisce alla posizione della barra nel getto dell'esistente, non alla resina: una barra nella parte alta di un getto profondo resta in condizioni scadenti. Il valore predefinito è 0,70, il verso prudente. Fino al 27/10/2026 il programma assumeva 1,00 senza chiederlo, e sopravvalutava l'aderenza fino al 43%.
Scegliere il tipo di rinforzo qui sopra: le opzioni che dipendono dal sistema compaiono in un blocco proprio, quando le riguarda.

Pilastro

 ?mm
Larghezza della sezione del pilastro, in mm. Insieme a h_c definisce l'area lorda A_g del pannello, che sta al denominatore sia della tensione verticale sia del taglio medio.
 ?mm
Altezza della sezione del pilastro, in mm. ATTENZIONE: A_g è assunta UGUALE nelle due direzioni, come fa CDS. Su pilastri rettangolari non è indifferente, ed è una convenzione dichiarata, non una prescrizione di norma.

Travi convergenti

Travi in direzione Y
Trave sulla faccia +Y
 ?
Presenza della trave sulla faccia +Y.
 ?mm
Larghezza della trave sulla faccia +Y, in mm.
 ?mm
Altezza della trave sulla faccia +Y, in mm.
 ?mm
Eccentricità trasversale della trave sulla faccia +Y, in mm.
 ?mm
Scostamento dall'estradosso della trave sulla faccia +Y, in mm.
 ?mm
Spessore del solaio a SINISTRA della trave +Y, cioè verso -X, percorrendola dal nodo. In mm. Su un nodo d'angolo con travi +X e +Y il solaio del quadrante comune sta a SINISTRA della +X e a DESTRA della +Y: è lo stesso solaio, e i due lati sono opposti. Zero: nessun solaio. In bianco: eredita il valore unico del gruppo Rinforzo.
 ?mm
Spessore del solaio a DESTRA della trave +Y, cioè verso +X, percorrendola dal nodo. In mm. Zero: nessun solaio su quel lato. In bianco: eredita il valore unico del gruppo Rinforzo.
Trave sulla faccia -Y
 ?
Presenza della trave sulla faccia -Y.
 ?mm
Larghezza della trave sulla faccia -Y, in mm.
 ?mm
Altezza della trave sulla faccia -Y, in mm.
 ?mm
Eccentricità trasversale della trave sulla faccia -Y, in mm.
 ?mm
Scostamento dall'estradosso della trave sulla faccia -Y, in mm.
 ?mm
Spessore del solaio a SINISTRA della trave -Y, cioè verso +X, percorrendola dal nodo. In mm. Zero: nessun solaio su quel lato. In bianco: eredita il valore unico del gruppo Rinforzo.
 ?mm
Spessore del solaio a DESTRA della trave -Y, cioè verso -X, percorrendola dal nodo. In mm. Zero: nessun solaio su quel lato. In bianco: eredita il valore unico del gruppo Rinforzo.
Travi in direzione X
Trave sulla faccia +X
 ?
Presenza della trave sulla faccia +X. Da qui il programma deduce quali facce siano libere: non serve dichiararle.
 ?mm
Larghezza della trave in mm. Può essere MAGGIORE della dimensione del pilastro: è il caso normale delle travi a spessore, che sono larghe e basse. Entra nelle distanze dal bordo dell'ancoraggio quando la barra è incollata in questa trave.
 ?mm
Altezza della trave in mm. La più alta fra le travi convergenti definisce l'altezza del pannello di nodo, cioè l'area su cui agisce la precompressione orizzontale.
 ?mm
Scostamento dell'asse della trave rispetto a quello del pilastro, in mm, misurato in direzione trasversale alla trave. Positivo verso +Y per le travi in direzione X, verso +X per quelle in direzione Y. Serve a sapere DOVE ci si può ancorare davvero: le barre restano centrate sul pilastro, la trave no, quindi le due distanze laterali non sono uguali e con una trave spostata le barre esterne possono cadere fuori dal calcestruzzo.
 ?mm
Abbassamento dell'estradosso di questa trave rispetto all'estradosso comune, in mm. Nelle strutture in c.a. le travi di altezza diversa sono allineate all'ESTRADOSSO, non centrate: lasciare 0 è il caso normale. Conta perché una trave più bassa occupa la parte ALTA del nodo e lascia scoperta quella bassa, dove cadrebbe la fila inferiore di barre: misurando da metà nodo si sovrastimerebbe la distanza dall'intradosso, che è quella che governa.
 ?mm
Spessore del solaio a SINISTRA della trave +X, cioè verso +Y, percorrendola dal nodo verso l'esterno. In mm. Decide fin dove arriva quella gamba della U: la fasciatura si ferma all'intradosso del solaio. Scrivere 0 se da quel lato solaio non ce n'è: la faccia resta libera per tutta l'altezza. Lasciando il campo in bianco si eredita il valore unico del gruppo Rinforzo.
 ?mm
Spessore del solaio a DESTRA della trave +X, cioè verso -Y, percorrendola dal nodo. In mm. Zero: nessun solaio su quel lato. In bianco: eredita il valore unico del gruppo Rinforzo.
Trave sulla faccia -X
 ?
Presenza della trave sulla faccia -X.
 ?mm
Larghezza della trave sulla faccia -X, in mm.
 ?mm
Altezza della trave sulla faccia -X, in mm.
 ?mm
Eccentricità trasversale della trave sulla faccia -X, in mm.
 ?mm
Scostamento dall'estradosso della trave sulla faccia -X, in mm.
 ?mm
Spessore del solaio a SINISTRA della trave -X, cioè verso -Y, percorrendola dal nodo. In mm. Zero: nessun solaio su quel lato. In bianco: eredita il valore unico del gruppo Rinforzo.
 ?mm
Spessore del solaio a DESTRA della trave -X, cioè verso +Y, percorrendola dal nodo. In mm. Zero: nessun solaio su quel lato. In bianco: eredita il valore unico del gruppo Rinforzo.

Materiali e conoscenza

 ?N/mm²
Resistenza MEDIA a compressione del calcestruzzo esistente, in N/mm², da prove su carote o prove indirette. NON la caratteristica di una classe: sugli edifici esistenti si parte dalla media e la si riduce con il fattore di confidenza.
 ?
Livello di conoscenza raggiunto, da cui discende il fattore di confidenza FC. Passando da LC2 a LC1 la resistenza scende del 12% e i limiti del pannello di circa il 6%: non è un dettaglio formale.
 ?
Applica anche gamma_c = 1,50 oltre a FC. Va tenuta ATTIVA: la Circolare prescrive che «per il calcolo della capacità di elementi/meccanismi fragili, le resistenze dei materiali si dividono per i corrispondenti coefficienti parziali e per i fattori di confidenza corrispondenti al livello di conoscenza raggiunto», e la rottura per trazione diagonale del pannello è fragile per definizione. È anche la lettura che riproduce il tabulato CDS di riferimento. Disattivandola i limiti salgono di una volta e mezza e il calcolo non segue quella prescrizione: la spunta esiste per riprodurre un tabulato che non la applichi, o per misurare quanto pesa, e il programma avvisa. Non raggiunge i moduli di ancoraggio, che applicano gamma_Mc = gamma_c · gamma_inst per conto loro: là riapplicarla conterebbe gamma_c una volta e mezza.
Solo per le barre pretese
 ?
Calcestruzzo fessurato nella zona di ancoraggio. Un nodo esistente sotto sisma lo è, ed è la ragione per cui lo si sta rinforzando. Disattivarlo va giustificato: il TR 069 par. 3.6 prescrive di assumere il calcestruzzo fessurato salvo garanzia contraria.
 ?
Strato superficiale carbonatato. Il TR 069 copre solo calcestruzzo non carbonato: dichiarandolo, il metodo si blocca e lo dice. Lo strato va rimosso attorno alle barre su un'area di diametro più 60 mm prima dell'iniezione.
Fessurazione e carbonatazione compaiono solo con il rinforzo a barre pretese: sono porte del TR 069 — Omega_p,tr nella (4.11a) e il par. 1.2.2 — cioè del metodo con cui si ancorano le barre post-installate. Non entrano in nessuna formula dell'FRP né nella verifica del pannello allo stato di fatto.

Sollecitazioni

 ?kN
Sforzo normale del pilastro SUPERIORE al nodo, in kN, positivo di compressione. Si legge dal tabulato di verifica dei nodi del programma di calcolo. In tonnellate va moltiplicato per 10.
 ?kN
Taglio del pilastro superiore in direzione X, in kN. Entra nel taglio di pannello con il segno MENO: V_n = T_af - V_sup.
 ?kN
Trazione nelle barre superiori delle travi ancorate nel nodo in direzione X, dovuta al momento negativo AGENTE, in kN. È il termine dominante del taglio di pannello. Nei tabulati compare come sforzo di trazione delle armature ancorate: non è il taglio della trave, e confonderli sottostima gravemente la domanda.
 ?kN
Taglio del pilastro superiore in direzione Y, in kN.
 ?kN
Trazione nelle barre superiori delle travi in direzione Y, in kN.
Le sollecitazioni si leggono dal tabulato di verifica dei nodi del programma di calcolo. Se il tabulato è in tonnellate e kg/cm²: 1 t = 10 kN, 1 kg/cm² = 0,1 N/mm².
Dove agiscono

Rinforzo

Sistema e posa
 ?
Come il rinforzo si attesta sul lato opposto alla piastra. L'ordine è una scala di ripiego: la prima non tocca il solaio, la terza non fora il nodo ma richiede di rompere il massetto.
 ?
Dove le barre trovano contrasto. Le barre NON si ancorano nel nodo: lo attraversano e si ancorano OLTRE — se la piastra sta su una faccia è perché quella faccia non è confinata, e sulla faccia opposta o c'è una trave in c.a. (lì si ancorano) o si mette una controplacca in acciaio (e allora l'ancoraggio è meccanico, per contatto). Il tratto che attraversa il pannello deve restare LIBERO, con riempitivo non ancorante. Oltre il nodo: resina nella trave opposta, elemento staffato e compresso. Nella sporgenza: poco spessore e bordo libero vicino, il caso più sfavorevole. Su profili: contrasto meccanico, nessun ancoraggio chimico da verificare.
 ?
Sequenza di posa. Con la resina il tiro deve arrivare entro la lavorabilità, che sono minuti: arrivando dopo la presa il serraggio non allunga più la barra e la precompressione non si genera, senza che sia possibile accorgersene in seguito.
Acciaio, perdite e sporgenza
 ?N/mm²
Tensione caratteristica di snervamento dell'acciaio, in N/mm². Una barra pretesa deve restare elastica con margine.
 ?N/mm²
Tensione caratteristica di rottura, in N/mm².
 ?%
Perdita di pretensione a tempo infinito, in percento. Su barre corte l'allungamento totale è minuscolo: quattro barre Ph16 a 139 N/mm² su 400 mm si allungano 0,28 mm in tutto, e un assestamento di dado di 0,1 mm vale il 36%. Il valore NON è trasferibile da una configurazione all'altra.
 ?N/mm²
Tensione di snervamento dell'acciaio del PROFILO, non delle barre: sono due materiali diversi, un laminato S235 o S275 contro un acciaio da armatura. Governa la larghezza di diffusione, e quindi quanta parte del profilo lavora davvero al contatto.
 ?
Come viene eseguito il foro. Sceglie la riga delle Tab. 1.1 e 1.2 del TR 069 per il copriferro minimo: a martello o diamante la base è 30/40 mm con coefficiente 0,06; ad aria compressa 50/60 mm con 0,08, cioè circa un terzo in più. Con la dima di foratura il coefficiente scende a 0,02 in entrambi i casi.
 ?
Uso di una dima di foratura. Riduce la tolleranza e con essa il copriferro minimo richiesto dal TR 069, dove il coefficiente passa da 0,06 a 0,02 volte la lunghezza di ancoraggio.
 ?
Il progetto si affida ad armatura supplementare secondo EN 1992-4 par. 7.2.1.2 e 7.2.1.9. In quel caso il par. 4.1.1(3) del TR 069 dispensa dalla verifica del cono. Le staffe della trave valgono SOLO se soddisfano quelle prescrizioni: è una dichiarazione di chi progetta, non un'assunzione del programma.
 ?mm
Larghezza utile della sporgenza della trave a spessore oltre il filo del pilastro, in mm. Serve solo con l'ancoraggio nella sporgenza. La geometria è SUA: una trave a spessore è larga e bassa, il contrario di una trave emergente.
 ?mm
Spessore della trave a spessore, in mm.
FRP: composito e schema
 ?
Schema di applicazione del tessuto, che decide la formula dell'area equivalente A_f: quadriassiale (4.113), bidirezionale (4.112), uniassiale (4.111) e strisce discontinue (4.114)-(4.115). beta è l'inclinazione delle fibre rispetto all'asse della trave.
 ?
Numero di facce del pannello di nodo effettivamente rinforzate, n_s della norma: 1 o 2. Entra linearmente in A_f, quindi raddoppiarlo raddoppia l'area — ma NON raddoppia il contributo, perché A_f sta anche al denominatore della deformazione di progetto (4.116).
 ?
Numero di strati di tessuto sovrapposti. Insieme allo spessore del singolo strato dà lo spessore equivalente t_f che entra nelle (4.111)-(4.113): l'esempio svolto della norma scrive proprio 2 × 0,053. Non è un moltiplicatore della resistenza. Finché a governare è la delaminazione — cioè quasi sempre — la (4.116) fa decrescere eps_fd al crescere di A_f, e il contributo del composito cresce come la potenza 0,4 del numero di strati: raddoppiarli lo aumenta del 32%, triplicarli del 55%, sestuplicarli appena del 105%. La pratica di posa consiglia di non superare i tre strati, e le due cose si tengono. Lasciandolo a zero vale il t_f assegnato a mano e il calcolo non cambia, ma il dato di posa manca in relazione.
 ?mm
Spessore del singolo strato di tessuto, in mm, dalla scheda tecnica del Fabbricante. È lo spessore EQUIVALENTE di fibra secca di un solo strato, non lo spessore del telo impregnato. Moltiplicato per il numero di strati dà il t_f delle formule.
 ?mm
Spessore equivalente del tessuto, in mm, per singolo strato per il numero di strati. È il dato della scheda tecnica del sistema, non lo spessore misurato dopo l'impregnazione.
 ?N/mm²
Modulo di elasticità normale del composito, in N/mm², nella direzione delle fibre.
 ?
Deformazione caratteristica a rottura del composito, come numero puro (0,015 = 15‰). Entra nel primo termine della (4.116), quello di rottura.
FRP: coefficienti e strisce
 ?
Fattore di conversione ambientale eta_a, Tabella 3-3 della CNR-DT 200 R2/2026, per sistemi con matrice in resina epossidica. Dipende dalla fibra E dall'esposizione, e la seconda pesa quanto la prima: lo stesso vetro vale 0,75 all'interno e 0,50 in ambiente aggressivo.
Interna — vetro 0,75; arammidica 0,85; carbonio preformati 0,95; carbonio prepreg e impregnati in sito 0,95; acciaio 0,95.
Esterna — vetro 0,65; arammidica 0,75; carbonio preformati 0,95; carbonio prepreg e impregnati in sito 0,80; acciaio 0,80.
Ambiente aggressivo — vetro 0,50; arammidica 0,70; carbonio preformati 0,90; carbonio prepreg e impregnati in sito 0,75; acciaio 0,75.
Il caso corrente del rinforzo di nodo è quasi sempre un tessuto di carbonio impregnato in sito: 0,95 se il nodo resta dentro l'edificio, 0,80 se è su facciata. L'esempio svolto della norma (par. 14.1.4), che è un nodo perimetrale d'angolo, usa appunto 0,80. Il campo non sceglie da sé perché l'esposizione la conosce solo chi ha visto il nodo.
 ?
Coefficiente parziale gamma_f1, Tabella 3-1 della norma. Riguarda la ROTTURA A TRAZIONE, che è il primo termine della (4.116): 1,25 per i laminati, 1,30 per i tessuti impregnati in situ. Gli altri della tabella — gamma_f2 per il distacco, gamma_f3 per i sistemi NSM — riguardano altri stati limite e non entrano qui. Al secondo termine della (4.116), che è un limite empirico di delaminazione, la norma non applica nessun coefficiente. E la Tabella 3-2 dei gamma_Rd dei modelli di resistenza elenca flessione, taglio/torsione e confinamento, NON il pannello di nodo: alla (4.108) non si applica alcun gamma_Rd.
 ?mm
Larghezza della singola striscia, in mm. Solo per gli schemi a strisce discontinue.
 ?
Numero di strisce applicate sul pannello. Solo per gli schemi discontinui. Attenzione: nella (4.114) e (4.115) il prodotto (w_f · n_str) compare al QUADRATO.
 ?N/mm²
Resistenza caratteristica a trazione delle FIBRE del tessuto, dalla scheda tecnica. Serve solo al secondo termine della (4.15), che è il TETTO oltre il quale nessun numero di connettori può portare il rinforzo: i fiocchi ancorano il tessuto, non lo rendono più forte di quanto è. Se il campo resta a zero il tetto non viene calcolato e la cosa è dichiarata nella verifica come APPROSSIMAZIONE NON CAUTELATIVA.
 ?
Le estremità del rinforzo sono adeguatamente ancorate con opportuni particolari costruttivi. È una DICHIARAZIONE di chi progetta, non un'assunzione del programma: il par. 4.8.2.1.4(1) dice che in caso contrario il rinforzo NON può essere ritenuto efficace, e senza la spunta il contributo dell'FRP non viene conteggiato.
 ?
Il pannello era danneggiato ed è stato riparato prima dell'applicazione. In quel caso la norma consiglia di assumere 0,8 volte la deformazione di progetto.
 ?mm
Spessore del solaio presente in corrispondenza delle travi, in mm. NON entra in nessuna formula del pannello: decide la ZONA FASCIABILE della trave. La fascia di ancoraggio si posa a staffa aperta ad U e arriva fino all'intradosso del solaio, quindi è profonda h_trave − spessore del solaio. Se il solaio copre tutta l'altezza della trave — trave a spessore — non resta faccia verticale da fasciare, e il programma lo dice invece di disegnare una U che non si può posare. Lasciandolo a zero NON si assume l'assenza del solaio: la U viene presa sull'intera altezza e la cosa è dichiarata, perché vale solo per una trave emergente. È il valore di ripiego: vale per ogni trave che nella sezione Travi abbia i due campi «Solaio a sinistra» e «Solaio a destra» lasciati in bianco. Quando il solaio sta da un lato solo — trave di bordo, o nodo d'angolo — il valore giusto si scrive lì, non qui.
 ?
Nome del tessuto o del sistema FRP, testo libero: compare nelle scritte del disegno e nell'abaco delle fasciature, dove chi va in cantiere si aspetta di leggere che cosa deve comprare. NON entra in nessuna formula: le proprietà meccaniche restano quelle dichiarate nei campi qui sopra, e scrivere qui il nome di un prodotto non ne importa le caratteristiche. Lasciandolo vuoto il disegno scrive soltanto il numero di strati.
 ?mm
Raggio di arrotondamento degli spigoli vivi, in mm. Il par. 4.9.2.2(1) della CNR-DT 200 R2 ne chiede almeno 20 su pilastri e travi convergenti nel nodo: serve a evitare le concentrazioni di tensione sullo spigolo, che rompono il composito prima del tempo. Con i connettori sfioccati il par. 4.1.5 punto (2) ne chiede 25, e dove le due prescrizioni coesistono prevale la maggiore. È una lavorazione preliminare, da fare prima di qualunque applicazione.
 ?mm
Lunghezza delle fasce sulle porzioni terminali di travi e pilastro, misurata lungo l'asse della membratura, in mm. Non è prescritta: né la norma né i manuali di posa la danno — dicono «porzioni terminali» — quindi resta un dato di progetto. Lasciandola a zero il disegno adotta una lunghezza convenzionale (l'altezza della trave, la dimensione del pilastro) e la dichiara come tale: una misura convenzionale dichiarata è un dato in meno da indovinare, una taciuta sarebbe una misura inventata.
Connettori sfioccati: il prodotto
 ?
Attiva la verifica dell'ancoraggio secondo il par. 4.1.5. Senza, il tool si limita alla DICHIARAZIONE "estremità ancorate", che è una porta e non una verifica: il par. 4.8.2.1.4(1) subordina a questo ancoraggio l'efficacia dell'intero rinforzo, e l'esempio svolto della norma lo verifica contando i fiocchi. Lasciarla spenta è lecito — gli avvolgimenti a U con tessuto uniassiale sono un'alternativa che la norma stessa indica — ma allora la dimostrazione la fornisce chi progetta.
 ?mm
Diametro nominale del fiocco IMPREGNATO, resina compresa, dichiarato dal Fabbricante. Il punto (2) lo vuole fra 6 e 20 mm. Non confonderlo con A_fc, che è l'area al netto della resina: sono due dati distinti e la norma li usa in formule diverse.
 ?mm²
Area effettiva del fiocco NON impregnato, al netto della resina e di eventuali trattamenti superficiali. Il Fabbricante la ricava per pesatura e deve riportarla in scheda. Entra nella (4.24), che nel caso corrente è la modalità di crisi che governa.
 ?N/mm²
Resistenza caratteristica a trazione del FIOCCO, riferita ad A_fc. Se si dispone solo di quella del fiocco non impregnato, il punto (8) consente di usarla avvertendo che sottostima la resistenza reale e porta quindi a un numero di fiocchi maggiore del necessario: approssimazione CAUTELATIVA.
 ?N/mm²
Resistenza caratteristica a compressione della resina di incollaggio. Il punto (3) la vuole almeno del 20% maggiore di quella del calcestruzzo, altrimenti la crisi per scorrimento avviene NELLA RESINA, caso che le formule del par. 4.1.5 non coprono: il tool lo segnala e non calcola.
 ?N/mm²
Resistenza caratteristica a trazione della resina. Con la precedente dà la coesione tau_Rb,k = 0,5 radice(f_Rck f_Rtk) della (4.23), da cui il debonding del ventaglio.
Connettori sfioccati: la posa
 ?
Numero di connettori applicati sulla striscia di tessuto lungo la TRAVE. Sul pilastro ne va applicato un numero pari alla metà: lo prescrive il punto (9), e il tool lo riporta senza verificarlo, perché non conosce la geometria dell'applicazione sul pilastro. Se i fiocchi non bastano il calcolo non si ferma: la (4.17) dà la deformazione effettivamente attingibile e la capacità del pannello viene ricalcolata su quella.
 ?
Angolo di piegatura della parte infissa. Decide quali modalità di crisi si calcolano: a 90 gradi i punti (5) e (6) dicono di NON calcolare pull-out e scorrimento, perché il gambo è sollecitato a taglio; restano debonding e rottura delle fibre. A 180 gradi (fiocco in linea, ancorato nell'elemento ortogonale) si calcolano tutte e quattro.
 ?mm
Profondità di ancoraggio del gambo nel foro. Il minimo dipende dall'angolo: per i fiocchi inclinati 2 psi_a/180 per il maggiore fra 80 mm e 8 d_a; per quelli in linea il maggiore fra 120 mm e 12 d_a. Il foro va però eseguito 10 mm più profondo, per far penetrare la resina.
 ?mm
Diametro del foro, almeno il maggiore fra 1,20 d_a e d_a + 3 mm.
 ?
Semi-apertura del ventaglio, fra 22,5 e 30 gradi. Il ventaglio deve coprire almeno l'80% della larghezza della striscia se il tessuto è unidirezionale, il 50% se è quadriassiale, e i ventagli di fiocchi vicini non si devono sovrapporre.
 ?mm
Lunghezza del tratto aperto a ventaglio sopra il rinforzo, non inferiore a 15 d_a. ATTENZIONE: l'esempio svolto della norma dichiara L_s = 150 mm ma stampa un F_DB,k che corrisponde a 100 mm. Il tool applica la (4.22) come è scritta; nel caso dell'esempio la differenza non cambia il risultato, perché governa comunque la rottura delle fibre del fiocco.
 ?mm
Distanza minima del gambo dal bordo dell'elemento. Per i fiocchi a 90 gradi il punto (5) la impone come CONDIZIONE: c ≥ 0,7 h_e, altrimenti le formule non si applicano. Per gli altri diventa un coefficiente riduttore di N_PO, perché il cono di calcestruzzo non riesce a svilupparsi.
Barre, piastra e profili per faccia
 ?
Le due facce libere hanno rinforzi DIVERSI. Su un nodo d'angolo le domande nelle due direzioni sono diverse, quindi obbligare lo stesso rinforzo su entrambe ne sovradimensiona una. Lasciandolo spento la faccia Y ripete la X, che è il caso più comune e il più semplice da realizzare in cantiere.
Faccia X
 ?
Numero di barre pretese PER FACCIA, non in totale. Su un nodo d'angolo le facce libere sono due e il rinforzo viene applicato a entrambe con gli stessi dati: in opera le barre sono il doppio, e il programma lo dice fra gli avvisi. Con quattro o più il programma le dispone su due file, sopra e sotto il cuore del nodo: è la disposizione che sfalsa i fori in altezza invece di allinearli sullo stesso piano.
 ?mm
Diametro nominale delle barre, in mm.
 ?kN
Forza di tiro per barra, in kN, MISURATA con cella o chiave tarata. Non stimarla dalla coppia di serraggio: il fattore della relazione coppia-forza varia troppo per fidarsene.
 ?mm
Tratto di barra libero di allungarsi sotto tiro, in mm. Governa le PERDITE e la rigidezza del vincolo passivo. Da non confondere con la lunghezza di ancoraggio.
 ?mm
Tratto incollato dentro la trave opposta, in mm. Governa la capacità di ancoraggio. Confonderla con la lunghezza libera produce un errore non cautelativo su entrambi i fronti.
 ?mm
Interasse orizzontale fra le barre, in mm. Entra nel copriferro c_d e nel controllo di interasse netto minimo.
 ?mm
Interasse verticale fra le due file, in mm.
 ?mm
Diametro del foro, in mm. L'area lorda non viene ridotta: il foro è un'inclusione locale in un pannello alto quanto la trave, non un piano indebolito. La riduzione torna reale se più fori stanno alla stessa quota, quindi vanno sfalsati in altezza.
 ?mm
Spessore della piastra, in mm. Il criterio non è la resistenza ma la RIGIDEZZA: una piastra flessibile concentra la pressione sotto le linee delle barre e lascia scarico il centro del pannello, che è dove la trazione principale è massima.
 ?mm
Sporgenza della piastra oltre la faccia del pilastro, in mm. Quanto conti dipende dalla disposizione.
Con le barre che ATTRAVERSANO il nodo (disposizioni 1 e 2) è un dato costruttivo e non entra in nessuna verifica: oltre il filo del pilastro la piastra non ha su che cosa premere, quindi la sporgenza non aumenta l'area di contatto — quella la dà il profilo, per la sua lunghezza — e la flessione del profilo si calcola sulla luce fra le barre (i_y), non su questo braccio. Lì lo determinano officina e montaggio: il taglio da lamiera, lo spazio per la saldatura o per il serraggio.
Con il contrasto esterno (disposizione 3) diventa invece geometria portante: le barre corrono FUORI dal pilastro e appoggiano sulla sporgenza, che deve contenerle con il dado, e la piastra lavora a mensola sul braccio dato dalla distanza barra-spigolo. DA COMPLETARE: quella flessione a mensola non è ancora conteggiata, e il programma lo dichiara fra gli avvisi.
Su un nodo d'angolo la sporgenza c'è da una parte sola: dall'altra la piastra piega e prosegue nell'altra gamba.
 ?mm
Distanza fra l'asse della barra e lo spigolo della faccia, in mm. Conta con il contrasto esterno, dove le barre corrono fuori dal pilastro: è il braccio della mensola su cui la piastra flette, e deve stare dentro la sporgenza insieme all'ingombro del dado. Con le barre che attraversano il nodo serve al solo disegno.
 ?
Tipologia del profilo di contrasto. Dal SAGOMARIO della suite geometria e modulo di resistenza arrivano già compilati, quindi non si possono sbagliare, e la verifica di flessione si esegue. Con PIATTO si danno spessore e altezza e W si calcola. Con ALTRO restano tre numeri liberi e la flessione NON viene eseguita, perché senza W non c'è. Gli angolari non compaiono: il sagomario non li contiene, e offrirli darebbe un elenco vuoto.
 ?
Sezione UPN scelta dal sagomario condiviso della suite. L'elenco contiene i soli UPN: il sagomario ha anche HEA, IPE, tubi e scatolari, ma nessuno di questi si usa come chiusura all'intradosso di una trave, e un menu di 145 voci renderebbe difficile trovare quella giusta. Per una sezione diversa si sceglie la tipologia L o piatto.
 ?mm
Larghezza del profilo di contrasto, in mm.
 ?mm
Altezza del profilo di contrasto, in mm. È la grandezza che si sceglierebbe a occhio e che invece comanda: sotto i profili la stessa forza si scarica su un'area molto minore che sotto la piastra, e vicino a uno spigolo libero.
 ?mm
Spessore del profilo di contrasto, in mm.
 ?
Come il profilo appoggia sul calcestruzzo. NON è deducibile dalla sezione e cambia molto: lo stesso UPN 140 posato sul dorso dell'anima appoggia 140 mm di altezza, posato sulle ali appoggia due strisce larghe quanto lo spessore dell'ala. Sull'area di contatto il rapporto è di circa sette a uno, e assumerne una sarebbe un'ipotesi nascosta dentro un numero.
 ?mm
Lunghezza del profilo misurata lungo la trave, in mm. È il fattore che moltiplica l'area di contatto, e quindi la grandezza che decide se la pressione sul calcestruzzo passa.
 ?mm
Diametro su cui il dado, o la rondella, appoggia sul profilo, in mm. È il perimetro caricato da cui parte la diffusione: attorno a esso il profilo attiva una zona larga c, oltre la quale si plasticizza a flessione prima di riuscire a trasmettere. È il meccanismo della rondella, e su un profilo sottile limita l'area di contatto molto prima della sua geometria.
Faccia Y
Ripete la faccia X: per differenziarla, spuntare la casella qui sopra.
 ?
Numero di barre pretese PER FACCIA, non in totale. Su un nodo d'angolo le facce libere sono due e il rinforzo viene applicato a entrambe con gli stessi dati: in opera le barre sono il doppio, e il programma lo dice fra gli avvisi. Con quattro o più il programma le dispone su due file, sopra e sotto il cuore del nodo: è la disposizione che sfalsa i fori in altezza invece di allinearli sullo stesso piano.
 ?mm
Diametro nominale delle barre, in mm.
 ?kN
Forza di tiro per barra, in kN, MISURATA con cella o chiave tarata. Non stimarla dalla coppia di serraggio: il fattore della relazione coppia-forza varia troppo per fidarsene.
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Tratto di barra libero di allungarsi sotto tiro, in mm. Governa le PERDITE e la rigidezza del vincolo passivo. Da non confondere con la lunghezza di ancoraggio.
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Tratto incollato dentro la trave opposta, in mm. Governa la capacità di ancoraggio. Confonderla con la lunghezza libera produce un errore non cautelativo su entrambi i fronti.
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Interasse orizzontale fra le barre, in mm. Entra nel copriferro c_d e nel controllo di interasse netto minimo.
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Interasse verticale fra le due file, in mm.
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Diametro del foro, in mm. L'area lorda non viene ridotta: il foro è un'inclusione locale in un pannello alto quanto la trave, non un piano indebolito. La riduzione torna reale se più fori stanno alla stessa quota, quindi vanno sfalsati in altezza.
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Spessore della piastra, in mm. Il criterio non è la resistenza ma la RIGIDEZZA: una piastra flessibile concentra la pressione sotto le linee delle barre e lascia scarico il centro del pannello, che è dove la trazione principale è massima.
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Sporgenza della piastra oltre la faccia del pilastro, in mm. Quanto conti dipende dalla disposizione.
Con le barre che ATTRAVERSANO il nodo (disposizioni 1 e 2) è un dato costruttivo e non entra in nessuna verifica: oltre il filo del pilastro la piastra non ha su che cosa premere, quindi la sporgenza non aumenta l'area di contatto — quella la dà il profilo, per la sua lunghezza — e la flessione del profilo si calcola sulla luce fra le barre (i_y), non su questo braccio. Lì lo determinano officina e montaggio: il taglio da lamiera, lo spazio per la saldatura o per il serraggio.
Con il contrasto esterno (disposizione 3) diventa invece geometria portante: le barre corrono FUORI dal pilastro e appoggiano sulla sporgenza, che deve contenerle con il dado, e la piastra lavora a mensola sul braccio dato dalla distanza barra-spigolo. DA COMPLETARE: quella flessione a mensola non è ancora conteggiata, e il programma lo dichiara fra gli avvisi.
Su un nodo d'angolo la sporgenza c'è da una parte sola: dall'altra la piastra piega e prosegue nell'altra gamba.
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Distanza fra l'asse della barra e lo spigolo della faccia, in mm. Conta con il contrasto esterno, dove le barre corrono fuori dal pilastro: è il braccio della mensola su cui la piastra flette, e deve stare dentro la sporgenza insieme all'ingombro del dado. Con le barre che attraversano il nodo serve al solo disegno.
 ?
Tipologia del profilo di contrasto. Dal SAGOMARIO della suite geometria e modulo di resistenza arrivano già compilati, quindi non si possono sbagliare, e la verifica di flessione si esegue. Con PIATTO si danno spessore e altezza e W si calcola. Con ALTRO restano tre numeri liberi e la flessione NON viene eseguita, perché senza W non c'è. Gli angolari non compaiono: il sagomario non li contiene, e offrirli darebbe un elenco vuoto.
 ?
Sezione UPN scelta dal sagomario condiviso della suite. L'elenco contiene i soli UPN: il sagomario ha anche HEA, IPE, tubi e scatolari, ma nessuno di questi si usa come chiusura all'intradosso di una trave, e un menu di 145 voci renderebbe difficile trovare quella giusta. Per una sezione diversa si sceglie la tipologia L o piatto.
 ?mm
Larghezza del profilo di contrasto, in mm.
 ?mm
Altezza del profilo di contrasto, in mm. È la grandezza che si sceglierebbe a occhio e che invece comanda: sotto i profili la stessa forza si scarica su un'area molto minore che sotto la piastra, e vicino a uno spigolo libero.
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Spessore del profilo di contrasto, in mm.
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Come il profilo appoggia sul calcestruzzo. NON è deducibile dalla sezione e cambia molto: lo stesso UPN 140 posato sul dorso dell'anima appoggia 140 mm di altezza, posato sulle ali appoggia due strisce larghe quanto lo spessore dell'ala. Sull'area di contatto il rapporto è di circa sette a uno, e assumerne una sarebbe un'ipotesi nascosta dentro un numero.
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Lunghezza del profilo misurata lungo la trave, in mm. È il fattore che moltiplica l'area di contatto, e quindi la grandezza che decide se la pressione sul calcestruzzo passa.
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Diametro su cui il dado, o la rondella, appoggia sul profilo, in mm. È il perimetro caricato da cui parte la diffusione: attorno a esso il profilo attiva una zona larga c, oltre la quale si plasticizza a flessione prima di riuscire a trasmettere. È il meccanismo della rondella, e su un profilo sottile limita l'area di contatto molto prima della sua geometria.
Scegliere il tipo di rinforzo in Dati generali per vedere i campi del sistema scelto. Finché non è scelto il tool calcola il solo stato di fatto.

Armatura esistente

Dati del rilievo sulla struttura esistente. Le staffe nel nodo entrano nel termine k_m · K_tr del TR 069; barre lisce e uncini riguardano l'ancoraggio delle armature di trave, che il rinforzo del pannello NON risolve.
Staffe nel nodo
 ?
Presenza di staffe DENTRO il pannello di nodo. Nel costruito ante-norma sismica di solito non ce ne sono, ed è proprio questo che rende il nodo l'anello debole: il taglio lo porta il solo calcestruzzo.
 ?mm
Diametro delle staffe rilevate nel nodo, in mm.
 ?mm
Passo delle staffe nel nodo, in mm.
 ?
Numero di bracci che attraversano il piano di splitting.
 ?
Efficacia dell'armatura trasversale secondo il TR 069 par. 4.4. NON si calcola, si dichiara guardando il disegno: dipende da dove passa la barra rispetto alle staffe. Il valore 0 non conteggia il contributo ed è CAUTELATIVO.
Armature di trave
 ?
Armature esistenti in barre LISCE. È la regola nel costruito fino agli anni Settanta e cambia radicalmente l'aderenza: una barra liscia trasferisce per attrito e uncino, non per ingranamento delle nervature.
 ?
Ancoraggio delle armature di trave realizzato a uncino dentro il nodo. Insieme alle barre lisce è la combinazione più sfavorevole: nei nodi esterni e d'angolo esistenti è spesso il meccanismo che cede per primo, e il rinforzo del pannello NON interviene su di esso.
 ?mm²
Area dell'armatura superiore della trave ancorata nel nodo, in mm². Con il diametro, la f_yk e il copriferro abilita la verifica di ancoraggio delle armature di trave nel nodo.
 ?mm
Diametro delle barre superiori della trave, in mm. Governa la lunghezza di ancoraggio richiesta, che cresce col diametro: l_b,rqd = (Ø/4)(f_yd/f_bd). Senza questo dato la verifica di ancoraggio delle armature di trave resta NON ESEGUITA.
 ?mm²
Area dell'armatura inferiore della trave, in mm².
 ?mm
Diametro delle barre inferiori della trave, in mm.
 ?N/mm²
Tensione caratteristica di snervamento dell'acciaio ESISTENTE, in N/mm²: non quella delle barre di rinforzo. Valori di riferimento: 215 per Aq42, 270 per Aq50 (barre lisce), 375 per FeB38k, 430 per FeB44k. Da prove o, in mancanza, dai valori di norma dell'epoca con il fattore di confidenza. La verifica chiede se l'ancoraggio arriva allo SNERVAMENTO: se non ci arriva il cedimento è fragile, qualunque sia la sollecitazione di oggi.
 ?mm
Copriferro del nodo, in mm, sulla faccia opposta a quella da cui entrano le armature di trave. Sottratto alla dimensione del pilastro, dà la lunghezza rettilinea disponibile per l'ancoraggio. Il contributo dell'uncino NON viene conteggiato: cautelativo.
 ?mm
Diametro delle barre longitudinali del pilastro, in mm. Serve, insieme al copriferro e alle staffe, a ricavare h_jc — la distanza fra le giaciture più esterne delle armature — che entra nell'area del nodo A_j = b_j · h_jc richiesta dalla Circolare. Senza, il programma ripiega sull'area LORDA e lo dichiara: è un'approssimazione NON cautelativa.
 ?mm
Distanza delle giaciture più esterne delle armature dal filo del pilastro, in mm. Si può assegnare direttamente, invece di farla ricavare da copriferro + staffe + Ø/2. È il dato da cui dipende h_jc, e quindi tutta la domanda sul pannello: sul pilastro degli esempi, passando da 30 a 40 mm, la verifica a trazione cambia esito.

Dati d'ETA del prodotto

Vengono dalla qualificazione EAD 332402 del prodotto e NON hanno un valore generico: A_k e sp1..sp4 escono dai beam-end test della singola malta. Senza, il TR 069 non è applicabile e il programma passa all'EC2 dichiarandolo.
 ?
Fattore di taratura A_k dalla scheda ETA secondo EAD 332402. NON ha un valore generico: esce dai beam-end test della singola malta, e una malta diversa dà una resistenza e una lunghezza di ancoraggio diverse. Senza, il TR 069 non è applicabile.
 ?
Esponente sp1 dalla scheda ETA: influenza della resistenza del calcestruzzo sulla resistenza a bond-splitting.
 ?
Esponente sp2 dalla scheda ETA: effetto scala legato al diametro della barra.
 ?
Esponente sp3 dalla scheda ETA: influenza del copriferro minimo.
 ?
Esponente sp4 dalla scheda ETA: influenza del rapporto fra copriferro massimo e minimo, limitato a 3,5 dalla norma.
 ?
Esponente lb1 dalla scheda ETA: decadimento della resistenza di aderenza al crescere della lunghezza di ancoraggio.
 ?
Resistenza di aderenza caratteristica del prodotto, in N/mm². Usata dal metodo EC2 come secondo limite; se manca, il conto si basa sulla sola aderenza sul calcestruzzo e resta cautelativo.
 ?
Resistenza di aderenza caratteristica in calcestruzzo NON fessurato, in N/mm². Nel TR 069 è il limite superiore della resistenza a bond-splitting.
 ?
Fattore Omega_cr per ampiezza di fessura 0,3 mm, dalla scheda ETA.
 ?
Fattore Omega_cr per ampiezza di fessura 0,5 mm.
 ?
Fattore Omega_cr per ampiezza di fessura 0,8 mm.
 ?
Fattore di carico permanente del prodotto. In assenza si assume 0,60 secondo EN 1992-4. Con una barra PRETESA il carico permanente è il 100% dell'azione, non una quota.
 ?
Fattore di riduzione sismico per lo splitting, dalla scheda ETA.
 ?
Fattore di riduzione sismico per l'estrazione, dalla scheda ETA.
 ?
Fattore k per il cono in calcestruzzo fessurato. Il TR 069 suggerisce 7,7 in assenza di dato d'ETA.
 ?
Fattore k per il cono in calcestruzzo non fessurato. Suggerito 11,0.
 ?
Fattore di sensibilità all'installazione, dalla scheda ETA. Entra in gamma_Mc = gamma_inst x 1,50.
 ?
Resistenza caratteristica a estrazione pura, in kN, se dichiarata dall'ETA.
 ?
Classe di calcestruzzo di riferimento dell'ETA, in N/mm².

Schema dei dati di ingresso

Disegno dei DATI DI INGRESSO, quotato con le sigle e non con le misure: serve a controllare che cosa si è scritto, non a rappresentare i risultati. Si ridisegna a ogni modifica.
Roma
Via P. Sommariva, 50 (00169)
P.IVA 02357990718
tel. 06 9784 2638
fax & segret. 178 600 3950 / 06 9725 4767
http://www.pisante.com
e-mail: info@pisante.com
pec: kipendoff.engineering@pec.it