3 novembre 2026
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Kip Web ToolsInterferenza tra fondazioniv0.9.0Interazione tra fondazioni di strutture adiacenti ma separate
Progetto: non definito i file salvati finiranno fuori da ogni progetto
File: non definito
Progetto ? | File Nome ? ?
Esempi ?
Se la casella è spuntata, questo file entra nella stampa di gruppo: il documento unico che raccoglie le relazioni di tutti i lavori del progetto. Toglierla lascia il file nell'archivio ma lo esclude dal fascicolo — utile per le prove e le varianti scartate, che si vogliono conservare ma non consegnare. L'impostazione si applica subito al file già salvato e non tocca i dati del calcolo; su un file non ancora salvato viene scritta al primo salvataggio. Un file nuovo entra sempre in stampa, finché non si dice il contrario.
Gli esempi di riferimento sono casi già impostati, utili per vedere come si compila il modulo e che aspetto ha la relazione. Aprirne uno sostituisce i dati a video: salvare prima il proprio lavoro, se serve. L'esempio non porta con sé il nome del file, così un salvataggio distratto non può sovrascrivere un lavoro con un caso di scuola.
Il progetto raccoglie i file di lavoro di tutti i tool della suite: scegliendone uno, i file salvati qui sotto sono quelli di quel progetto. Per crearne uno nuovo si scrive il nome nella casella accanto e si preme Nuovo progetto. Cambiando progetto la pagina si ricarica per rileggere l'elenco dei file: i dati inseriti restano, il calcolo va rifatto.
Il nome con cui questo calcolo viene salvato dentro il progetto. Scegliere un file dall'elenco lo apre subito e sostituisce i dati a video; se qualcosa è stato modificato viene chiesta conferma. Il pulsante Apri serve a rileggere il file che si sta già guardando, che riscegliendolo nell'elenco non verrebbe riaperto. Scrivendo un nome che non esiste, Salva crea un file nuovo; scrivendone uno che esiste già, lo sovrascrive senza chiedere conferma. Scarica salva sul proprio computer i dati a video (anche non salvati), in un file da conservare o da inviare; Carica rilegge un file così scaricato (anche ricevuto da altri) e ne mette i dati a video, senza nome: per tenerlo nell'archivio va salvato.
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Simulazione degli scarichi in fondazione

Serve soprattutto alla struttura esistente, che quasi mai dispone di un modello di calcolo: di un fabbricato degli anni Sessanta non c'è il tabulato delle reazioni vincolari, e il carico si stima per aree di influenza. Vale anche per la struttura nuova in fase preliminare, quando il modello non c'è ancora ma le fondazioni vanno predimensionate.

È una stima, non un calcolo. Dove esiste un modello strutturale, i suoi scarichi sono sempre da preferire.

Riporto in relazione
Riporta la simulazione in relazione

Da mettere su sì quando i carichi di una struttura vengono davvero da qui: la relazione riporta allora i dati assunti e la composizione del carico, senza i quali quei carichi non sono verificabili da chi legge. Da lasciare su no se la simulazione serve solo a un controllo di ordine di grandezza.

Numero di piani fuori terra
Altezza di interpianom
Larghezza di influenza dei solai ?
Striscia di solaio che scarica su questo allineamento: metà delle due campate adiacenti per una parete interna, metà della sola campata interna per una parete di confine, che è il caso più frequente qui. È il dato che si sbaglia più spesso: il disegno a fianco lo mostra in pianta.
m
Lunghezza della fondazione lungo il confine ?
Sviluppo della fondazione lungo il confine. Serve al disegno e a calcolare la risultante sull'intero allineamento, che è il numero con cui si controlla l'ordine di grandezza della stima. Non interviene nel riporto sulle tabelle, dove conta la lunghezza di ciascun elemento.
m
Numero di campate ?
Numero di campate lungo il confine, cioè di maglie fra pareti trasversali o fra pilastri. Serve al disegno e a mostrare il passo; non entra nel calcolo del carico.
Larghezza della fondazione B ?
Larghezza della fondazione, usata dal riporto per scrivere la colonna B della geometria. Lasciandola vuota la colonna non viene toccata.
m
Distanza dal confine ?
Distanza dal confine del filo più vicino, sempre positiva: il lato lo assegna il programma secondo la tabella. Lasciandola vuota la colonna non viene toccata.
m
Quota di posa, positiva verso il basso ?
Quota dell'intradosso della fondazione, positiva verso il basso. Lasciandola vuota la colonna non viene toccata: attenzione, uno zero significa fondazione in superficie ed è un dato, non un'assenza.
m
Struttura verticale portante
Peso della parete, se notokN/m²
Tipo di solaio
Permanenti del solaio, se notikN/m²
Categoria d'uso
Variabile d'uso, se diversokN/m²
Piano di copertura
Tipo di copertura
Permanenti della copertura, se notikN/m²
Carico neve al suolokN/m²
Quota del sito

I campi numerici affiancati a una scelta a discesa servono a chi conosce il valore: lasciandoli vuoti vale la tipologia, compilandoli vale il numero scritto. La tipologia non sovrascrive mai un valore inserito a mano.

Il risultato si aggiorna mentre si scrive: non c'è un comando di calcolo da premere, e la pagina non si ricarica.

Combinazioni secondo NTC 2018: quasi permanente con ψ2 sul variabile d'uso secondo la categoria e sulla neve secondo la quota; fondamentale con il variabile d'uso dominante e la neve accompagnatrice. Ai permanenti si applica 1,5, che alle NTC è il coefficiente dei non strutturali: applicarlo anche agli strutturali, che avrebbero 1,3, è cautelativo.

scrive geometria e carichi: un elemento per campata, lungo il passo, con le ascisse progressive, e i carichi ottenuti moltiplicando il carico lineare per la lunghezza di ciascuno. Sovrascrive i valori presenti nelle prime righe; quelle oltre il numero di campate restano com'erano.
Schema della simulazione

Lo schema ha due viste: la sezione trasversale mostra i piani e il percorso del carico, la pianta la striscia di influenza accanto alle campate da cui deriva. Hanno scale diverse e vanno lette separatamente.

La larghezza di influenza è la striscia di solaio che scarica su questo allineamento: metà delle due campate adiacenti per una parete interna, metà della sola campata interna per una parete di confine, che è il caso più frequente qui.

Impostazioni del calcolo

Nome della struttura che scava ?
Come si chiama, nella relazione, la struttura che realizza lo scavo. Non deve essere per forza nuova: il programma la tratta come quella il cui scavo può sottrarre confinamento all'altra.
Nome della struttura adiacente ?
Come si chiama, nella relazione, la struttura adiacente che subisce l'intervento. Possono essere due corpi di fabbrica nuovi separati da un giunto.
Origine dei dati ?
Preimposta i selettori sottostanti in base al programma di provenienza del tabulato; restano tutti modificabili. L'origine viene comunque riconosciuta dalle intestazioni incollate, anche se il profilo selezionato è un altro.
Carico espresso come ?
La risultante N è l'unica grandezza invariante: la pressione dipende dall'area a cui è riferita, e chi verifica con Brinch Hansen la riferisce alla sezione ridotta. Inserendo quella σ sull'impronta reale si sovrastima il carico anche del 50%.
Unità delle forze ?
Molti programmi italiani stampano le risultanti in tonnellate. 1 t = 9,807 kN.
Se σ, riferita a ?
Serve solo se il carico è espresso come σ. Con la sezione ridotta va indicata anche Bx'.
qlim espressa come ?
Se la portanza è data come risultante limite, la conversione in pressione avviene sull'area ridotta, perché è su quella che il programma di origine l'ha calcolata.
Approccio progettuale ?
L'Approccio 2 è quello prescritto dalle NTC per capacità portante e scorrimento delle fondazioni superficiali. Non essendo compresa la stabilità globale, si ricade nel gruppo M1 e i parametri di progetto coincidono con quelli caratteristici.
Nγ secondo ?
Tre formulazioni, e fra la più alta e la più bassa corre un terzo del valore: a φ' = 34° l'Annesso D dà 38,4 contro i 28,8 di Brinch Hansen. È la prima causa da guardare quando due calcoli di portanza non tornano. Il predefinito è quello dell'Eurocodice, perché da lì vengono anche i fattori di forma e di inclinazione; Brinch Hansen resta la più cautelativa delle tre.
Fattori di profondità ?
Sono favorevoli e l'Eurocodice 7 non li prevede: trascurarli è cautelativo. Restano attivabili perché sono causa frequente di scostamento con i programmi che li applicano.
Beneficio da interferenza ?
L'interferenza accresce la capacità portante. Il modello adottato è un'interpolazione cautelativa non ancora confrontata con le tabelle originali, quindi il beneficio è disattivato in via predefinita: ξ = 1 è sempre a favore di sicurezza.
Sovraccarico laterale q' ?
Il termine q' Nq è quasi sempre quello che domina la portanza: per una trave posata a 4 m vale dieci volte il termine gravitazionale. Conta la condizione a FINE LAVORI, non quella durante lo scavo: se il perimetro viene rinterrato vale il piano campagna, se lo scavo resta aperto su un lato la portanza reale è minore. La verifica in fase provvisionale non rientra in questo modulo.
Quota di rimozione del terreno ?
Solo con la convenzione a quota dichiarata: profondità fino alla quale il terreno viene rimosso e non ripristinato.
m
θ cono di influenza ?
30 gradi è cautelativo e adatto a terreni sciolti, 45 gradi è ammissibile in terreni addensati o coesivi consistenti.
gradi
Presidio dello scavo ?
Una paratia realizzata prima dello scavo sostiene il terreno al posto del cuneo rimosso, e la condizione geometrica sulla distanza non viene imposta. Il dimensionamento della paratia non rientra nel modulo.
Quota di base della paratia ?
Il presidio è considerato efficace solo se si spinge almeno fino alla quota di posa della fondazione più profonda: se si arresta prima lascia scoperto proprio il tratto che conta, e la verifica geometrica resta applicata.
m
Superficie coperta – Struttura nuova ?
Facoltativa: abilita il controllo di congruenza del carico totale, che intercetta unità di misura errate e casi di carico omessi.
m²
N. piani – Struttura nuova ?
Numero di piani fuori terra, per il controllo di congruenza.
Superficie coperta – Struttura esistente ?
Facoltativa: abilita il controllo di congruenza del carico totale della struttura esistente.
m²
N. piani – Struttura esistente ?
Numero di piani fuori terra della struttura esistente.

Il riferimento è legato al confine: asse X sul fronte affacciato, asse Y ortogonale, asse Z positivo verso il basso. La distanza dal confine si inserisce sempre positiva: il lato lo assegna il programma in base alla tabella che si sta compilando.

Fondazioni – Struttura nuova

Geometria

ElementoOrient.x0 [m]d confine [m] B [m]L [m]quota posa [m]

Carichi e dati di portanza

Elemento SLE SLU H SLU Bx' [m]By' [m]Coeff. sic. qlimEd/Rd

La quota di posa è il piano di appoggio, cioè l'intradosso della fondazione, ed è positiva verso il basso, misurata dal piano di riferimento assunto a confine: una fondazione che appoggia a un metro e mezzo sotto il piano si scrive 1,50 e non −1,50. È l'opposto della convenzione corrente in progettazione, ed è il motivo per cui il programma segnala le quote negative.
B ed L sono precompilate con i valori tipici di una trave rovescia. Di ogni fila si quotano solo x0 e d del primo tratto: nei successivi entrambi i campi possono restare vuoti e il programma li deduce per continuità. Le righe lasciate vuote vengono ignorate.

Importazione da tabulato

Incollare la tabella copiata dal proprio software di calcolo strutturale, relativa alla verifica di portanza delle fondazioni, compresa la riga delle intestazioni. I dati importati completano le righe qui sopra senza sovrascrivere nulla di quanto inserito a mano: il tabulato contiene carichi e portanze, non la posizione rispetto al confine. Nel campo Elemento va scritto il numero della trave del proprio modello: è su quello che avviene l'abbinamento, e un solo numero può comparire su più tratti.

Riconosciuti automaticamente: CDS (carico limite travi Winkler) e tabelle generiche in kN e kPa. Se il vostro programma non è fra questi, inviate un tabulato di esempio ad assistenza@pisante.com indicando il programma di origine: il profilo viene aggiunto e il riconoscimento diventa automatico per tutti. Nel frattempo i dati si inseriscono a mano. Che cosa serve.

Combinazioni da usare allo SLU: le fondamentali statiche, senza vento. I fattori di capacità portante di questo modulo sono statici: una combinazione sismica darebbe un numero che sembra una verifica sismica e non lo è. Con le sole fondamentali, inoltre, l'inviluppo risulta pressoché lo stesso per tutte le travi.

Combinazione da importare: lasciare vuoto per prendere, di ogni elemento, la sua combinazione più gravosa. Per i cedimenti va indicata: elementi diversi possono avere il massimo in combinazioni diverse, e sommare massimi che non si verificano mai insieme falsa il profilo.

Il tabulato incollato contiene i carichi allo:

Fondazioni – Struttura esistente

Geometria

ElementoOrient.x0 [m]d confine [m] B [m]L [m]quota posa [m]

Carichi e dati di portanza

Elemento SLE SLU H SLU Bx' [m]By' [m]Coeff. sic. qlimEd/Rd

La quota di posa è il piano di appoggio, cioè l'intradosso della fondazione, ed è positiva verso il basso, misurata dal piano di riferimento assunto a confine: una fondazione che appoggia a un metro e mezzo sotto il piano si scrive 1,50 e non −1,50. È l'opposto della convenzione corrente in progettazione, ed è il motivo per cui il programma segnala le quote negative.
B ed L sono precompilate con i valori tipici di una trave rovescia. Di ogni fila si quotano solo x0 e d del primo tratto: nei successivi entrambi i campi possono restare vuoti e il programma li deduce per continuità. Le righe lasciate vuote vengono ignorate.

Importazione da tabulato

Incollare la tabella copiata dal proprio software di calcolo strutturale, relativa alla verifica di portanza delle fondazioni, compresa la riga delle intestazioni. I dati importati completano le righe qui sopra senza sovrascrivere nulla di quanto inserito a mano: il tabulato contiene carichi e portanze, non la posizione rispetto al confine. Nel campo Elemento va scritto il numero della trave del proprio modello: è su quello che avviene l'abbinamento, e un solo numero può comparire su più tratti.

Riconosciuti automaticamente: CDS (carico limite travi Winkler) e tabelle generiche in kN e kPa. Se il vostro programma non è fra questi, inviate un tabulato di esempio ad assistenza@pisante.com indicando il programma di origine: il profilo viene aggiunto e il riconoscimento diventa automatico per tutti. Nel frattempo i dati si inseriscono a mano. Che cosa serve.

Combinazioni da usare allo SLU: le fondamentali statiche, senza vento. I fattori di capacità portante di questo modulo sono statici: una combinazione sismica darebbe un numero che sembra una verifica sismica e non lo è. Con le sole fondamentali, inoltre, l'inviluppo risulta pressoché lo stesso per tutte le travi.

Combinazione da importare: lasciare vuoto per prendere, di ogni elemento, la sua combinazione più gravosa. Per i cedimenti va indicata: elementi diversi possono avere il massimo in combinazioni diverse, e sommare massimi che non si verificano mai insieme falsa il profilo.

Il tabulato incollato contiene i carichi allo:

Stratigrafia

Profondità della falda ?
Lasciare vuoto se assente. Sotto falda il peso efficace si dimezza quasi, e con esso il termine Nγ della portanza.
m
DescrizioneSpessore [m]γγsat Tipoφ' [°]c' [kPa]cu [kPa] Eed [kPa]Eur [kPa]OCR cv [m²/anno]

Gli strati si succedono dal piano di riferimento verso il basso: si indica lo spessore, non la quota. I parametri si inseriscono con i valori caratteristici: la riduzione secondo il gruppo M la applica il programma. Attenzione all'unità dei moduli: il tool lavora in kPa, non in MPa. La stratigrafia deve spingersi tanto in profondità da comprendere l'intero volume significativo: il programma lo verifica e segnala se è insufficiente.

Schema

Pianta
Sezione ortogonale al confine

Il disegno segue i dati mentre si digita. Controllare che ogni elemento cada dal lato corretto del confine e alla quota giusta: è il controllo che intercetta più errori di inserimento.

Roma
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