Per ogni impostazione: cosa fa, qual è il default, in che direzione sposta il risultato e quando ha senso modificarla. Convenzione dei colori: ↑ = la scelta allunga la barra o rende la verifica più severa, ↓ = la accorcia o la rende meno severa. Le scelte del metodo ancora da verificare e i limiti noti sono nelle note di calcolo.
Il modulo calcola la lunghezza delle barre post installate in un elemento esistente in c.a. con due modelli, scelti in automatico dal nodo (nei nodi TR 069 il progettista può scegliere il metodo EN 1992-1-1, vedi sotto):
Ancoraggio d'estremità, EOTA TR 069:2025-08, con le prestazioni di un'ETA secondo EAD 332402. Le forze nelle barre vengono dalla sezione dell'elemento nuovo all'interfaccia (sezione a fibre, presso-flessione anche deviata); il gruppo delle barre tese si verifica a cono di calcestruzzo (TR 069 par. 4.3, da EN 1992-4) e a splitting barra per barra e di gruppo (par. 4.4), oltre allo snervamento delle barre. La lb è la più corta che soddisfa tutte le verifiche, cercata per scansione a passi di 5 mm (il margine non è monotono: ψM,N del cono può ricadere allungando la barra), arrotondata ai 10 mm e riverificata.
Sovrapposizione, EN 1992-1-1 par. 8.7 con la fbd,PIR di un'ETA secondo EAD 330087: per pilastro su pilastro (e setto su setto), dove le barre nuove si sovrappongono a quelle esistenti invece di ancorarsi nel calcestruzzo. lv = l0 + copriferro sopra le teste delle barre esistenti.
(1.1) Metodo di calcolo nei nodi TR 069 (sezione Prodotto e posa). Predefinito EOTA TR 069, come sopra. In alternativa EN 1992-1-1 + EAD 330087: lo schema del nodo resta lo stesso (sezione, forze nelle barre, ΔFtd, cucitura, barre inclinate, ancoraggio nel getto nuovo), ma la lunghezza nell'esistente è un ancoraggio rettilineo come per una barra gettata in opera, con la tensione di aderenza fbd,PIR del prodotto: lb,rqd = (φ/4) σsd / fbd,PIR (8.3); barre tese lbd = α2 lb,rqd ≥ lb,min (8.4), (8.6), con α2 dal cd della barra e α1 = α3 = α4 = α5 = 1; barre compresse lbd = lb,rqd ≥ lb,min (8.7). I minimi si moltiplicano per αlb dell'ETA. Con il livello di conoscenza si usa la fbd,PIR della classe della scheda con fck ≤ fck/FC. In sisma fbd,PIR,seis, barre tese a γRd fyd (stessa gerarchia della TR 069, scelta del tool DA VERIFICARE), compresse a fyd; trave in pilastro 1,25 fyk e 6 φ non efficaci. Limiti: lb,max della scheda, spessore dell'esistente, copriferro minimo dell'ETA. Non si calcolano cono e splitting. Per questo il metodo vale per l'ancoraggio d'estremità in appoggio (momento nullo), per le barre compresse, o quando l'equilibrio del nodo nel calcestruzzo esistente (puntoni e tiranti, armature esistenti che riprendono la trazione) è verificato a parte. In un nodo a momento (incastro di un balcone, trave continua nel pilastro) senza quella verifica va usata la TR 069, che esiste proprio per questi nodi. Serve il prodotto secondo EAD 330087; il confronto fra i prodotti resta della sola TR 069.
In entrambi i casi si verifica il taglio sul giunto (EN 1992-1-1 par. 6.2.5, vedi il punto 8) e si calcola l'ancoraggio delle barre nel getto nuovo (par. 8.4).
Interfaccia tutta compressa. Se con le azioni assegnate nessuna barra è tesa, le verifiche della TR 069 (che riguardano la trazione) non si applicano: le barre si ancorano con la regola delle barre compresse, EN 1992-1-1 (8.3) e (8.7), nell'esistente con la fbd del calcestruzzo esistente e nel getto nuovo. Il calcolo lo dice con un avviso.
Lunghezze minime (sezione Barre). La lb,min della EN 1992-1-1 è max(0,3 lb,rqd; 10 φ; 100 mm) per le barre tese (8.6) e max(0,6 lb,rqd; 10 φ; 100 mm) per le compresse (8.7). L'opzione «lb,rqd nella lb,min» sceglie con quale tensione si calcola quella lb,rqd: a piena resistenza fyd (predefinita), così il minimo non dipende da quanto sono sollecitate le barre, ed è la scelta dei programmi dei produttori (con φ 10, C25/30 e B500: 121 mm per le tese, 242 mm per le compresse); oppure alla tensione di calcolo σsd, lettura letterale della norma, con minimi più corti.
Splitting con più strati (sezione Barre). La TR 069 (Fig. 4.4.1) definisce cd = min(cs/2; cx; cy) e cmax = max(cs/2; cx) per una fila di barre; cx conta solo per le barre d'estremità. La fila è lo strato (l'allineamento con più barre), quindi le barre interne hanno cmax = cs/2. Con due strati vicini, come le due facce di un setto, la figura non dice come misurare cs. L'opzione «Splitting: distanza cs fra le barre» offre due letture: dalla barra tesa più vicina (predefinita), anche se è nell'altro strato, a favore di sicurezza perché una fessura fra due strati tesi è possibile (le barre compresse non contano: non aprono la fessura); oppure solo fra le barre dello stesso strato, come i programmi dei produttori, con resistenza a splitting maggiore. Esempio (setto 25 cm, φ 10 a 227,5 mm, strati a 160 mm, lb 181 mm): cd 75 mm e τRk,sp 10,4 N/mm² con la prima lettura, 109 mm e 13,0 N/mm² con la seconda, che coincide con il programma fischer.
Il tipo di progetto si sceglie per immagini e restringe l'elemento aggiunto e quello esistente. Il nodo e il modello risultanti sono scritti sopra lo schema.
| Aggiunto \ esistente | Fondazione | Setto | Pilastro | Trave |
|---|---|---|---|---|
| Pilastro | TR 069 (CFJ) | TR 069 (*) | sovrapposizione | — |
| Setto | TR 069 (WFJ) | sovrapposizione (**) | — | — |
| Trave | — | TR 069 (BWJ) | TR 069 (BCJ) | TR 069 (*) |
| Solaio o balcone | — | TR 069 (SWJ) | TR 069 (*) | TR 069 (*) |
(*) nodo non compreso fra i cinque della TR 069 Fig. 1.2.1: il calcolo si fa con la stessa geometria e la relazione lo dichiara. (**) da confermare. — = combinazione non prevista.
Ogni tipo di progetto ricorda, finché la pagina è aperta,
l'ultimo elemento aggiunto ed esistente scelti; ogni famiglia (pilastro, trave,
soletta piena, solaio a travetti) ricorda le proprie dimensioni b, h e i copriferri c, cl.
L'ammorsamento del solaio nella muratura e i tirafondi in sovrapposizione sono in
sviluppo: l'icona c'è, il calcolo si ferma dichiarandolo.
(1.1) Tirafondi in sovrapposizione (HZA / HZA-R). Piastra fissata al bordo di un solaio o di una trave esistente con tirafondi incollati che si sovrappongono alle armature esistenti (ETA del prodotto, Figure A6-A8). I dati stanno in "Tirafondi e piastra"; dell'esistente restano classe, η1 e livello di conoscenza. I tirafondi portano solo la trazione T = (M + N eN) / z: il taglio va a un dente o ad ancoranti (tool ancoraggi) e non è verificato qui, come la compressione sotto la piastra. Il risultato è la lunghezza totale le,ges del tirafondo (parte ad aderenza lv più gambo liscio le), governata dalla sovrapposizione dal lato del tirafondo o della barra esistente e limitata dalle tabelle dell'ETA. Solo situazione statica; HZA zincato solo in ambiente interno asciutto.
(1.1) Ammorsamento nella muratura. Barre φ 8 o φ 12 incollate nella parete in mattoni pieni, con l'altra estremità nella soletta nuova: EOTA TR 054 con l'ETA del prodotto per muratura (oggi HIT-HY 270, mattone A6R55). Dati in "Muratura e connettori", azioni per metro di parete. Verifiche: acciaio, estrazione, mattone intero, bordo, interazione (1,2 in statica, 1,0 in sisma), ancoraggio nella soletta. Con interasse minore di 200 mm le resistenze della muratura si dimezzano. I giunti di malta devono essere pieni; le tabelle partono da fm = 5 N/mm².
Per entrambi lo schema (sezione e pianta) e il disegno DXF vengono dalla stessa geometria; la vista 3D non è disponibile.
Statica (TR 069 cap. 4): la domanda è la trazione delle barre tese data dalle azioni, più l'eventuale cucitura del taglio.
Sismica (TR 069 cap. 5): la domanda è lo snervamento di tutte le barre tese moltiplicato per γRd (gerarchia delle resistenze, eq. 5.1), indipendentemente dalle azioni; le azioni servono solo a stabilire quali barre sono tese. Il prodotto deve avere prestazioni sismiche nell'ETA (EAD 332402 -v02): con un prodotto senza, il calcolo si ferma. ↑ In sisma più acciaio posato significa barre più lunghe: armare "abbondante" peggiora la verifica.
| Impostazione | Effetto | Note |
|---|---|---|
| Classe di duttilità DCM / DCH, fattore q | ↑ con q | fissano l'apertura di fessura di progetto wk (TR 069 Tab. 3.6.1), quindi Ωcr e la riduzione αeq = 0,85 del cono oltre 0,3 mm |
| γRd | ↑ | sovraresistenza: NRd,y,eq = γRd NRd,y (eq. 5.2) |
Prescrizioni NTC 2018 par. 7.4.6 applicate in sisma (dettaglio e direzione nelle note di calcolo):
| Caso | Effetto | Da dove viene |
|---|---|---|
| Pilastro con N di trazione | ↑ | 7.4.6.2.2: lunghezze di ancoraggio +50%, su entrambi i lati (lb nell'esistente, lbd nel getto); nella sovrapposizione sulla l0 |
| Trave nuova in pilastro esistente | ↑ | 7.4.6.2.1, "Travi - Armature longitudinali": le barre che non attraversano il nodo si ancorano per sviluppare 1,25 fyk, con la lunghezza misurata da 6 diametri dentro la faccia del pilastro (zona che il sisma danneggia); in più il diametro è limitato dalla [7.4.27], φ ≤ αbL hc (nodo esterno, νd = 0). La norma chiede di regola l'ancoraggio oltre la faccia opposta: con barre post installate servono fori passanti (avviso) |
| Trave in setto, di accoppiamento | ↑ | 7.4.6.2.5: ancoraggi nelle pareti +50% rispetto al dimensionamento non sismico. Casella "Trave di accoppiamento" (sezione Barre): lb nel setto almeno 1,5 volte la lb statica con le stesse azioni. Non spuntata: avviso |
Le schede dei prodotti stanno nell'archivio comune con il tool ancoraggi; ogni scheda è la trascrizione di un'ETA, con stato dichiarato (finché non è riscontrata casella per casella compare l'avviso "da verificare").
| Impostazione | Effetto | Cosa cambia |
|---|---|---|
| Prodotto | — | tensioni di aderenza e parametri di splitting, Ωcr, diametri e forature ammessi, lb,max dei dispenser, prestazioni sismiche. Il cono non dipende dal prodotto: dove governa il cono la lb è la stessa per tutti |
| Foratura (HD, HDB, CA, DD/RT) | ↑/↓ | γinst (e quindi γMc), copriferro minimo (con aria compressa CA il minimo cresce), parametri propri di alcune ETA |
| Dima di foratura | ↓ | copriferro minimo cmin = 30 mm + 0,02 lb invece di 0,06 lb (TR 069 Tab. 1.2.1, φ < 25): con copriferri piccoli è spesso la differenza fra verificare e non verificare |
| Dispenser | — | lunghezza massima iniettabile lb,max secondo l'ETA; vuoto = quello predefinito della scheda |
| Campo di temperatura, vita 50 / 100 anni | ↑ | tensione di aderenza caratteristica τRk,ucr e ψ0sus |
| αsus | ↑ | quota dei carichi permanenti: riduce il tetto di aderenza con ψsus (TR 069 eq. 4.13). In mancanza 0,6 |
| Impostazione | Effetto | Note |
|---|---|---|
| Classe | ↓ se cresce | da indagini. (8/10) Il fattore di confidenza NON va più applicato a monte: lo applica il calcolo dal livello di conoscenza (riga seguente) |
| Livello di conoscenza | ↑ con LC1 | nella sezione Elemento esistente: FC calcolato (LC1 1,35, LC2 1,20, LC3 1,00) e fck / FC mostrato accanto; il calcolo usa fck / FC nelle formule TR 069 di cono e splitting |
| Fessurato | ↑ | è la condizione normale; non fessurato solo se lo si dimostra |
| η1 | ↑ con 0,7 | condizioni di aderenza mediocri (EN 1992-1-1 par. 8.4.2) |
| Copriferro di durabilità | — | se il copriferro delle barre è minore, il calcolo si ferma (TR 069 par. 8) |
| Spessore residuo dietro il foro | ↑ | la lb non può superare h − spessore residuo. Proposto 5 mm; un minimo di norma non è fissato (controllare l'ETA). Con 0 il foro arriva fino alla faccia opposta, e la relazione lo segnala |
La sezione dell'elemento nuovo all'interfaccia è calcolata a fibre (parabola-rettangolo, acciaio elastico-perfettamente plastico) con le azioni assegnate: ne vengono le forze nelle singole barre, la compressione C e il braccio z, che entrano nel cono (ψM,N) e nel taglio sul giunto. Se la sezione non porta le azioni, il calcolo si ferma.
Pilastri: barre per lato in x e in y, angoli compresi. Setti: barre sulle due facce, a passo uguale con le estreme a cl + φ/2 dalle estremità. Travi: numero di barre superiori e inferiori. Solai: passo, sulla fascia di calcolo (soletta piena) o sull'interasse (travetti, con soletta e travetto).
Numero di barre: assegnato o dal calcolo. Con il numero assegnato il tool fa la sola verifica delle barre scritte. Dal calcolo: per i setti si parte dal numero di barre per faccia che rispetta il passo massimo, per pilastri e travi dai numeri scritti, che valgono come minimo; se le verifiche non sono soddisfatte si aggiunge una barra per faccia (setti), per lato in x e in y (pilastri) o per strato, superiore e inferiore (travi), finché lo sono. La ricerca si ferma quando l'interasse netto scenderebbe sotto max(40 mm; 4 φ) (soglia DA VERIFICARE per la posa secondo la TR 069): in quel caso i risultati sono quelli della disposizione di partenza, con un avviso. Il numero trovato è il minimo che verifica, quindi di solito dà la barra più lunga: per accorciare l'ancoraggio si assegnano più barre. In sisma aggiungere barre aumenta anche la domanda (snervamento con sovraresistenza): non sempre aiuta. Il numero usato compare nel riquadro dei risultati, nella relazione e nello schema. Il numero assegnato serve anche a riprodurre una disposizione data, per esempio per confrontarsi con un altro programma.
Ferri a U: le due gambe sono barre post installate del gruppo, la piega sta nel getto nuovo; si controlla il mandrino della piega. Barre inclinate a taglio (doppia piega): vedi il punto 8. Staffe: solo rappresentative, non entrano nella verifica (si assumono chiuse).
Nel getto nuovo e nella sovrapposizione vale anche il minimo di NTC 2018 par. 4.1.2.3.10: 20 diametri e 150 mm per le barre senza uncini. Sulla lb nell'esistente lo stesso minimo è un'opzione ("Minimo NTC", sezione Barre): la TR 069 non lo prevede e con l'ETA ammette barre più corte ↑.
(8/10) I dati delle barre stanno nella sezione Barre post installate: fyk, copriferri, diametri, numero o passo, forma, barre inclinate, e le voci del giunto (distanze dalle barre esistenti, superficie di ripresa). L'altezza h dell'esistente lungo le barre sta in "Elemento esistente". In "Elemento nuovo" restano geometria, calcestruzzo e staffe. Le barre a passo sono centrate nella fascia. Lo schema di travi e solai ha anche la sezione longitudinale: barre dritte, a U e inclinate con le pieghe, quote dei centri barra da estradosso e intradosso, h, a, lb e lbd.
(1.1) Copriferri. Due copriferri netti: c verso le facce (estradosso e intradosso di travi e solai, facce lungo y del pilastro, facce del setto) e cl laterale (fianchi di trave e travetto, lati in x del pilastro, estremità del setto; non serve nella soletta piena). Il centro di ogni barra sta a c + φ/2 con il suo diametro. Entrambi entrano nelle distanze dal bordo del cono e nel cd della splitting: in una trave stretta o in un setto corto il copriferro laterale può governare. I file salvati prima della 1.1 avevano la sola distanza d1 del centro barra: si aprono con c = cl = d1 − φ/2.
Le barre tese si ancorano nel getto per lbd (EN 1992-1-1 par. 8.4, con α1 = 0,7 per le U se cd > 3φ); anche per le compresse si calcola la lbd nel getto, con α = 1.
(8/10) Distanze dalle barre esistenti e superficie di ripresa si assegnano nella sezione Barre post installate. L'altezza h lungo le barre resta qui, con il nome del tipo di esistente: altezza della fondazione, spessore del setto, lato del pilastro, larghezza della trave.
La faccia dell'esistente in cui entrano le barre è un rettangolo con i lati liberi o continui: un lato libero taglia il cono e riduce la distanza dal bordo nello splitting. Dimensioni a 0 = faccia illimitata in quella direzione.
| Campo | Uso |
|---|---|
| Bx, By, ox, oy | dimensioni della faccia e posizione dell'elemento nuovo su di essa |
| He, asup | travi e solai: altezza della faccia e distanza del bordo superiore dell'esistente sopra l'estradosso del nuovo. Con asup < h il nodo è d'angolo (giunto a L), fuori dalla TR 069: avviso |
| h lungo le barre | spessore del setto, lato del pilastro, altezza della fondazione: limita la lb ↑ (se la lb necessaria non ci sta, il risultato è "non verificato") |
| Distanza netta dalle barre esistenti, copriferro sopra le teste | solo sovrapposizione: la distanza oltre min(4φ; 50 mm) si aggiunge a l0; il copriferro sopra le teste si aggiunge a l0 per dare lv |
| Livello di conoscenza (Elemento esistente, calcestruzzo) | LC1, LC2, LC3: FC = 1,35, 1,20, 1,00. Il calcolo divide fck per FC nelle formule TR 069 di cono e splitting ↑; la classe va intesa come quella caratteristica dedotta dalle indagini. Non indicato: FC = 1 |
| Superficie di ripresa | molto liscia, liscia, scabra (irruvidita), dentellata: c e μ del taglio sul giunto (EN 1992-1-1 par. 6.2.5(2)). La TR 069 chiede comunque l'irruvidimento e la rimozione dello strato carbonatato intorno ai fori |
Azioni di progetto allo SLU sull'interfaccia: N positivo di trazione (convenzione degli ancoraggi), Mx tende le barre a y maggiore (travi e solai: le superiori), My le barre a x maggiore (solo pilastri e setti). Nei solai le azioni sono per la fascia di calcolo.
Trazione aggiuntiva da taglio ΔFtd (travi e solai, opzione spenta di partenza): l'effetto delle fessure inclinate sulle barre tese, EN 1992-1-1 par. 6.2.3(7) e 9.2.1.3. Senza armatura a taglio il diagramma si trasla di al = d, quindi ΔFtd = VEd d / z; con armatura a taglio ΔFtd = 0,5 VEd (cot θ − cot α), (6.18). Si somma alle barre tese in proporzione alla loro forza e conta nella verifica TR 069 e nell'ancoraggio nel getto nuovo ↑. Vale il limite (MEd/z) + ΔFtd ≤ MEd,max/z: dove l'interfaccia è la sezione di momento massimo (mensole, incastri, e sempre con il calcolo da carico solaio) ΔFtd si annulla. Serve soprattutto agli appoggi di estremità, con M piccolo e V grande (9.2.1.4). In sisma non ha effetto. È l'opzione «effetto di ΔFtd» di PROFIS.
Il taglio passa il giunto in tre modi, in quest'ordine:
1. Zona compressa: c·fctd·Acompr + μ·C, senza trazione nelle barre. È quasi sempre il contributo maggiore. 2. Barre inclinate a doppia piega, un gruppo separato da quelle di flessione: foro orizzontale nell'esistente, pieghe nel getto, contributo T·sinα; il tratto orizzontale entra nel gruppo TR 069 con la sua trazione T. 3. Cucitura delle barre ortogonali per il resto: la trazione di cucitura si somma a quella di flessione nelle barre non compresse, entro A·fyd ↑ (la domanda TR 069 cresce).
Si controlla anche il limite delle bielle, vEdi ≤ 0,5·ν·fcd. In sisma c = 0, l'attrito si conta sulla sola compressione di flessione (si toglie lo N esterno di compressione) e le barre tese non hanno capacità residua per la cucitura. Un taglio non portato dà "non verificato" con il suo csic.
Calcolo automatico da carico solaio (travi e solai, sotto le azioni): luce di calcolo, schema (mensola o trave incastrata-incastrata) e carichi al metro quadrato come in "Impalcato e carichi" del tool delle forze sismiche (G1, G2, categoria e qk, neve), più il peso proprio dell'elemento nuovo e un carico lineare sul bordo (parapetto). Combinazioni SLU fondamentali senza sisma, γG1 = 1,3, γG2 = 1,5, γQ = 1,5, una per ogni variabile principale; vale la peggiore. Mensola: M = qL²/2 + PL, V = qL + P; incastro-incastro: M = qL²/12 + PL/8, V = qL/2 + P/2. Il carico si applica alla fascia di calcolo della sezione (soletta: b; travetti: interasse; trave: la larghezza di influenza da assegnare). Il pulsante Utilizza carichi calcolati scrive Mx e Vy; N resta quello assegnato. La relazione riporta il calcolo e segnala se Mx o Vy sono stati poi cambiati a mano.
Il riquadro dei risultati riporta nodo, lb di cantiere (o lv), csic minimo, esito e motivi. La relazione segue: sintesi, quadro delle verifiche, dettaglio (sezione, taglio, faccia, lunghezze, verifiche alla lb di cantiere, splitting barra per barra, ancoraggio nel getto), avvisi.
Il csic non serve a confrontare due calcoli. Il calcolo cerca la lb minima con csic ≥ 1, la arrotonda ai 10 mm e ricalcola il csic su quella: il csic finale è sempre poco sopra 1, e quanto sopra dipende dall'arrotondamento. Fra due varianti si confronta la lb: per esempio, passando a calcestruzzo fessurato la lb cresce (più severo) anche se il csic può uscire maggiore.
Sisma: il calcestruzzo esistente si considera sempre fessurato. In Elemento esistente si possono assegnare l'apertura di fessura wk (0 = dalla TR 069 Tab. 3.6.1) e si leggono, come riferimento, la wk della tabella (con la lb dell'ultimo calcolo) e quella usata nell'ultimo calcolo.
Il confronto fra i prodotti ripete lo stesso calcolo con tutte le schede TR 069 dell'archivio, stessa geometria e stessa posa: serve per i capitolati senza marca e per le varianti proposte dall'impresa. Dove governa il cono le lb coincidono; il prodotto conta dove governa lo splitting e nell'ammissibilità (diametri, forature, lb,max, sisma sì o no).
Lo schema si ridisegna a ogni modifica. Travi e solai: sezione sulla faccia dell'esistente e pianta. Pilastri e setti: pianta all'interfaccia e sezione verticale. Le lunghezze quotate sono quelle dell'ultimo calcolo; prima del calcolo, o dopo una modifica, sono indicative e le barre sono a tratti.
In fondo allo schema: descrizione delle barre (prodotto, foratura, per
gruppo diametro e numero o passo, lunghezza totale = lato esistente + lato nuovo) e il
campo Note e prescrizioni dei dati generali, per le indicazioni di cantiere.
Lo schema completo entra nella relazione Word. Il disegno DXF è previsto.
(1.1) Disegno DXF. Dopo il calcolo il pulsante Disegno DXF scarica lo schema come disegno CAD (DXF 2000), in mm, pensato per la stampa a 1:10. Le viste sono le stesse dello schema, ma in vera grandezza e affiancate: faccia dell'esistente (o pianta all'interfaccia), sezione longitudinale e pianta per travi e solai, sezione verticale per pilastri e setti; sotto, descrizione delle barre e note. Le quote sono quote vere del CAD, modificabili; le etichette lb e lbd sono testi accanto. Layer: KIP-ESISTENTE con il retino KIP-RETINO, KIP-NUOVO, KIP-ARMATURE, KIP-ARMATURE-INCL (barre inclinate), KIP-QUOTE, KIP-TESTI, KIP-ASSI (linee di interruzione). Nella sezione longitudinale la barra inclinata sta alla sua quota vera (lo schema a video la abbassa di poco per renderla visibile). Come la relazione, il pulsante si spegne quando si modifica un dato e, nella versione free, il disegno è disponibile per gli esempi non modificati.
Da tenere presente nel giudizio finale (TR 069 cap. 9): il trasferimento delle forze dalle barre post installate all'armatura dell'elemento esistente, la verifica a taglio dell'esistente e del pannello di nodo, la torsione della trave esistente quando il solaio o la trave nuova vi si innestano lateralmente, il nodo d'angolo (giunto a L), il comportamento al fuoco (TR 069 cap. 6, da completare), la fatica, i fori pieni d'acqua e la pulizia dei fori diversa da quella dell'ETA, l'equivalenza fra prodotti diversi da quelli in archivio.
Norme e documenti citati (non depositabili, si citano soltanto): EOTA TR 069:2025-08 Design of bonded post-installed rebars; EAD 332402 (ancoraggio, TR 069) e EAD 330087 (sovrapposizione); EN 1992-1-1:2004 par. 6.2.5, 8.4 e 8.7; EN 1992-4:2018 per il cono; le ETA dei singoli prodotti, citate nella relazione con numero e data.
I documenti stanno nella cartella comune alla suite, tools/docs, divisa per ARGOMENTO. Ogni tool dichiara di quali argomenti ha bisogno e vede quelli: lo stesso estratto serve a più tool, e una copia sola in un posto solo è l'unico modo perché non divergano. A parità di nome vince la copia più condivisa.
| Documento | Cartella | Contenuto |
|---|---|---|
| NTC 2018 — par. 4.1.2.1.1.4 e 4.1.6.1.4, aderenza e ancoraggi NTC_2018_4_1_6.pdf — 293 kB | ancoraggi | Resistenza tangenziale di aderenza di progetto fbd [4.1.6]-[4.1.7] con η1 e η2; ancoraggio delle barre e loro giunzione: interferro nella sovrapposizione non maggiore di 4 diametri, cautele per φ > 32 mm, rimando alla sezione 8 di UNI EN 1992-1-1. |
| NTC 2018 — par. 7.4.6, dettagli costruttivi delle strutture dissipative in c.a. NTC_2018_DM_17_01_2018_7_4_6.pdf — 461 kB | ancoraggi | Limitazioni geometriche e di armatura di travi, pilastri, nodi e pareti; ancoraggio delle barre delle travi nei nodi (1,25 fyk, 6 diametri dalla faccia, [7.4.27]); ancoraggi dei pilastri con N di trazione incrementati del 50%. Comprende la parte finale del 7.4.5 sulle connessioni prefabbricate. |
Modulo rebar — guida alle impostazioni. V. anche le note di calcolo.