
html,body{
	margin:0;
	padding:0;
	background:#ffffff;
	font-family:Verdana,Arial,sans-serif;
	font-size:11px;
	color:#222222;
}

.pagina{
	max-width:1320px;
	margin:0 auto;                   /* centrato sui monitor larghi */
	padding:12px 18px;
	border-left:1px solid #dfe5ec;
	border-right:1px solid #dfe5ec;
	background:#ffffff;
}

@media (max-width:780px){
	.pagina{ border-left:none; border-right:none; padding:12px; }
}

a{ color:#1b3f5c; }

/* CORPO DEGLI ELEMENTI SENZA CLASSE.

   Stessa causa dei riquadri di messaggio piu' sotto: le pagine dei tool non
   hanno DOCTYPE, il browser sta in quirks mode, e li' una tabella NON eredita
   font-size dal body -- riparte dal medium del browser, 16px. La relazione
   esce dentro la cella della colonna dei risultati ed emette paragrafi ed
   elenchi SENZA classe -- il testo degli avvisi, i valori, le didascalie --
   che quindi uscivano a 16px accanto a tabelle a 11px.

   Si dichiara qui, una volta, invece di rincorrere ogni singolo blocco: chi
   vuole un corpo diverso lo dice con una classe, che ha specificita' maggiore
   e vince comunque (.nota e .avviso restano a 10px, .demodescr a 12px).
   DA VERIFICARE il DOCTYPE: sarebbe la cura vera e toglierebbe di mezzo anche
   le altre venti ripetizioni di 11px in questo foglio, ma va deciso per tutta
   la suite perche' muove l'impaginazione di ogni pagina. */
p, ul, ol, li, dl, dt, dd{ font-size:11px; }


/* ==================================================================
   TITOLI
   ================================================================== */

h1{ font-size:16px; margin:0 0 2px 0; }

h2{ font-size:12px; margin:14px 0 4px 0; padding:3px 6px;
    background:#e8eef5; border-left:4px solid #4B6C87; }

h2.titprog{ font-size:13px; margin:8px 0 2px 0; padding:5px 8px; }

.titprog .tpet{ font-size:10px; font-weight:normal; color:#5a6a70;
                text-transform:uppercase; letter-spacing:0.5px; }

.titsott{ font-weight:bold; font-size:11px; color:#39506d; margin:8px 0 2px 0; }

/* h3 -- emesso da RelTitolo($doc, $testo, 3). MANCAVA: senza regola il
   browser lo rendeva al valore predefinito, circa 18px, cioe' piu' grande
   di h1. Era il salto di dimensione piu' vistoso della pagina, e per
   omissione: nel foglio del documento Word h3 c'era, qui no.
   Si distingue da h2 per colore e filetto, non per taglia. */
h3{ font-size:12px; color:#39506d; margin:10px 0 3px 0; padding:2px 0 2px 6px;
    border-left:3px solid #b8c6cc; }


/* ==================================================================
   TABELLE DEI DATI DI INGRESSO
   ================================================================== */

table.dati{ border-collapse:collapse; }
table.dati td{ padding:1px 6px 1px 0; font-size:11px; vertical-align:middle; }

/* th MANCAVA, ed e' la stessa omissione di h3 piu' sopra. Senza DOCTYPE il
   browser sta in quirks mode e una tabella non eredita il corpo dal body:
   td se lo ridichiara qui sopra, th no, quindi ogni <th> di una table.dati
   ripartiva dal medium del browser -- 16px, grassetto, centrato -- contro
   gli 11px della cella accanto. Nel dettaglio di una scheda d'archivio la
   prima colonna gridava piu' del valore, ed era il difetto segnalato il
   12/10 ("testo colonna 1 da formattare").
   Si allinea a sinistra perche' in queste tabelle il th e' un'ETICHETTA di
   riga, non un'intestazione di colonna: centrata si stacca dal suo valore.
   Il colore e' quello degli altri titoletti del foglio (.titsott, h3). */
table.dati th{ padding:1px 10px 1px 0; font-size:11px; vertical-align:middle;
               text-align:left; font-weight:bold; color:#39506d; }

/* --- descrizione a parole di una grandezza (archivio ancoraggi, 12/10) ---
   Il simbolo dice COME si chiama, non CHE COS'E'. "k8" o "psi,c,uno" non si
   capiscono da soli, e il nome della chiave da solo e' un nome di variabile
   finito in una pagina per progettisti.

   Due collocazioni, perche' i dati hanno due forme.
   .desdato  e' la terza colonna, per i dati che stanno in una cella.
   .desprima e' la riga sopra le tabelle, per i dati articolati: li' una
             terza colonna sarebbe schiacciata contro il bordo, perche' una
             tabella di diametri e' larga quanto i diametri che contiene.
   .valcompl da' la distanza fissa fra il simbolo a sinistra e le tabelle a
             destra: prima ogni blocco partiva da dove capitava, secondo la
             lunghezza dell'etichetta della riga precedente.
   Il simbolo va in alto, non a meta': accanto a tre tabelle, centrato,
   finiva all'altezza della seconda e sembrava riferirsi a quella. */
table.dati td.desdato{ color:#666666; padding-left:14px; max-width:280px; }
.valdato{ max-width:540px; }

/* --- righe separate, solo nel dettaglio della scheda (12/10) ------------
   Con tre colonne e righe alte una riga sola, simbolo, valore e descrizione
   di righe diverse si toccavano e si leggevano come un blocco unico: la
   descrizione sembrava riferirsi alla riga sopra. Una riga di separazione
   grigio chiaro basta a dire dove finisce un dato.
   La regola e' chiusa dentro #dettaglio e NON tocca table.dati nel resto
   della suite, dove le tabelle fitte senza righe sono volute. */
#dettaglio table.dati{ width:auto; }
#dettaglio table.dati td, #dettaglio table.dati th{
    border-bottom:1px solid #e4e8ec; padding-top:3px; padding-bottom:3px; }
#dettaglio table.parsis td, #dettaglio table.parsis th{ border-bottom:0; }
#dettaglio table.dati td.valcompl{ padding-bottom:12px; }
table.dati td.valcompl{ padding:2px 6px 10px 18px; }
table.dati tr.rigacompl th.et{ vertical-align:top; padding-top:4px; }
.desprima{ font-size:11px; color:#666666; margin:0 0 4px 0; }

td.et{ width:230px; }                 /* etichetta del campo   */
td.un{ color:#777777; }               /* unita' di misura      */
td.ets{ padding:2px 14px 2px 0; font-size:11px; white-space:nowrap; }

input[type=text], select{ font-family:Verdana,Arial,sans-serif; font-size:11px; }

input.campoerr, input.voltacampoerr{ background:#ffff88; border:2px solid #cc7a00; }

.rosso{ background:#ffecec; }


/* ==================================================================
   IMPAGINAZIONE A COLONNE
   ================================================================== */

/* Le tre colonne sommano ESATTAMENTE la larghezza di #tabinput, spaziature
   comprese: 445 + 445 + 340 di contenuto piu' 24 + 24 di stacco fanno 1278.
   Con table-layout:fixed una somma sbagliata non da' errore -- il browser
   ridistribuisce in silenzio -- quindi toccandone una vanno rifatti i conti.

   La colonna dello SCHEMA e' scesa da 430 a 340 e i 90 px sono andati ai
   campi, 45 per colonna. Il disegno e' largo 306 px piu' due di cornice: i
   430 di prima erano la misura di quando il riquadro ne occupava 360, e da
   allora si e' ristretto due volte senza che la colonna lo seguisse. I 32 px
   che restano liberi sono lo stacco fra disegno e bordo, non spazio sprecato.
   I campi invece la larghezza la usano tutta: le etichette lunghe andavano a
   capo dentro td.et, e ogni riga in piu' allontana il campo dal suo nome. */
#tabinput{ table-layout:fixed; width:1278px; max-width:100%; }
.col{ vertical-align:top; width:445px; padding-right:24px; }
.colschema{ vertical-align:top; width:340px; }

/* SEZIONE LARGA. Su una sagoma piu' larga che alta -- tegolo, doppio T -- il
   disegno esce a 426 px invece di 306, perche' quella e' l'unica dimensione
   da cui puo' guadagnare: l'altezza, su quelle sezioni, avanza. La colonna lo
   segue, e i 90 px se li riprende dai campi.
   Somma invariata: 400 + 400 + 430 di contenuto piu' 24 + 24 fanno 1278, come
   nel caso normale. Con table-layout:fixed una somma diversa non da' errore,
   il browser ridistribuisce in silenzio. */
#tabinput.sezlarga .col{ width:400px; }
#tabinput.sezlarga .colschema{ width:430px; }

#boxschema{ position:sticky; top:8px; border:1px solid #4B6C87; background:#fff;
            max-width:100%; box-sizing:border-box;
            -moz-box-sizing:border-box; -webkit-box-sizing:border-box; }
#schema svg{ max-width:100%; height:auto; }
.titschema{ background:#4B6C87; color:#fff; padding:4px 8px; font-weight:bold; }
#schema{ padding:4px 4px 14px 4px; }

/* --- figura dentro una relazione (12/10/2026) ---------------------------
   La emette RelDisegno() di inc/relazione_inc.php nella resa a video. Prima
   quel blocco usciva con id="boxschema": su una relazione con un disegno
   solo funzionava, con piu' disegni emetteva lo stesso identificativo molte
   volte e dava a ogni figura il position:sticky della regola qui sopra --
   riquadri che si accavallano scorrendo. Si e' separata la classe perche'
   sono due cose diverse: #boxschema e' il riquadro dello schema nella
   colonna a lato della pagina di calcolo, che DEVE seguire lo scorrimento
   mentre si compilano i campi; .reldis e' una figura dentro un documento,
   che deve stare dov'e'.
   Il bordo e' quello tenue dei riquadri di contenuto e non il blu della
   struttura: in una relazione di venti pagine la figura e' il contenuto, non
   una scatola dell'impaginazione. */
.reldis{ border:1px solid #c9d4da; background:#ffffff; padding:4px;
         margin:6px 0; max-width:100%; box-sizing:border-box;
         -moz-box-sizing:border-box; -webkit-box-sizing:border-box;
         text-align:center; }
.reldis svg{ max-width:100%; height:auto; }

/* FIGURA COMPLETA: titolo, disegno, didascalia, dentro UN riquadro.

   Prima il disegno aveva il suo riquadro e la didascalia stava fuori, sotto,
   come un paragrafo qualunque. Con una figura sola si capiva; con cinque o
   sei di fila -- e travecontinua ne produce una per combinazione -- non si
   capiva piu' se una didascalia appartenesse alla figura sopra o a quella
   sotto. Chiuderle insieme toglie la domanda invece di rispondervi.

   Il titolo e' centrato e in grassetto, la didascalia prende l'intera
   larghezza della figura: e' quello che serve per leggerla come un blocco
   solo. */
.relfig{ border:1px solid #c9d4da; background:#ffffff; padding:6px 8px 4px 8px;
         margin:10px 0; max-width:100%; box-sizing:border-box;
         -moz-box-sizing:border-box; -webkit-box-sizing:border-box; }
.relfigtit{ font-weight:bold; font-size:12px; text-align:center;
            color:#2d4a63; margin:0 0 4px 0; }
.relfig .reldis{ border:0; padding:0; margin:0; }
.relfigdid{ font-size:11px; color:#556; line-height:1.5; margin:4px 0 0 0;
            text-align:left; }

/* LA BARRA DEI SELETTORI DI UNA VISTA (il visore dei diagrammi delle travi
   continue). Non e' una barra di comandi -- non esegue niente -- e non e' una
   riga di dati: sceglie che cosa si guarda. Si distingue dai dati con il
   fondo, perche' un selettore identico a quelli dell'ingresso fa credere di
   aver cambiato un dato. */
/* LE NOTE DI UNA SEZIONE, in fondo e per esteso.
   Non e' la .notaL stretta sotto una tabella: e' il testo che spiega la
   sezione, e sta in fondo perche' chi lavora non lo deve attraversare per
   arrivare al risultato. Paragrafi separati, interlinea larga, tutta la
   larghezza disponibile: un blocco fitto si legge una volta sola. */
.tc_notesez{ margin-top:14px; padding-top:8px; border-top:1px solid #dfe5ea;
             font-size:11px; color:#4a5560; max-width:none; }
.tc_notesez p{ margin:0 0 7px 0; line-height:1.65; }
.tc_notesez p:last-child{ margin-bottom:0; }
.tc_notesez b{ color:#2d4a63; }

/* IL RIQUADRO IN TESTA ALLA SINTESI: numeri a sinistra, trave a destra.
   Due blocchi in linea e non una tabella: sotto una certa larghezza la
   figura va a capo da se' invece di comprimere le due colonne fino a
   mandare a capo ogni valore. */
.tc_sintbox{ border:1px solid #c9d3dc; background:#f7f9fb; border-radius:3px;
             padding:10px 12px; margin:0 0 12px 0; overflow:hidden; }
.tc_sintnum{ float:left; min-width:300px; max-width:52%; }
.tc_sintfig{ float:right; }
.tc_sintbox .titsint{ margin:0 0 6px 0; }
.tc_sintbox .nota{ display:block; margin-top:7px; max-width:430px;
                   line-height:1.5; }
.tc_sinttab{ border-collapse:collapse; font-size:11px; }
.tc_sinttab td{ padding:2px 10px 2px 0; vertical-align:top; }
.tc_sinttab td:first-child{ color:#5a6672; white-space:nowrap; }
/* I TRE STATI DI UNA VERIFICA, gli stessi colori della striscia delle
   campate: verde verificata, rosso non verificata, GRIGIO non eseguita.
   Il terzo non e' il rosso, ed e' il motivo per cui esiste una classe
   apposta invece di riusare quella del rosso. */
.tc_esok{ color:#2f6a1c; }
.tc_esko{ color:#b00000; }
.tc_esnd{ color:#5a6672; }
/* Il paragrafo che le celle delle tabelle di relazione si portano dietro
   (si veda RelRendiHtml): serve al documento Word, dove senza un <p> vero
   Word ne crea uno suo con lo spazio dopo. A video non deve aggiungere
   niente, quindi qui e' azzerato. */
td p.cel, th p.cel{ margin:0; padding:0; }
@media print{
  .tc_sintbox{ background:#fff; }
  .tc_sintnum, .tc_sintfig{ float:none; }
}

/* Gruppo di pulsanti dentro una riga di comandi, con un'etichetta propria:
   serve a tenere "Risultati: Sintesi Diagrammi" sulla stessa riga di CALCOLA
   senza che si confonda con i comandi che eseguono qualcosa. */
.barrasez .tc_grpris{ margin:0 6px; padding-left:8px; border-left:1px solid #c3d0de; }
.barrasez .tc_grpris .etsez{ margin-right:3px; }
/* "Travata n. 4 - COPERTURA" accanto ai comandi delle travate: dice che cosa
   si sta guardando quando lo sguardo e' sui risultati e il menu e' lontano.
   Non e' un comando e non deve sembrarlo: niente cornice, colore attenuato. */
.barrasez .tc_quale{ margin-left:10px; color:#44505c; font-size:12px; }

.tc_barravis{ background:#f3f6fa; border:1px solid #c9d4da; padding:6px 8px;
              margin:4px 0 8px 0; }
.tc_barravis select{ font-family:Verdana,Arial,sans-serif; font-size:11px; }
.tc_barravis .tc_et{ font-weight:bold; color:#2d4a63; }

#boxschema .nota{ padding:0 8px 6px 8px; }
#boxschema .leg { margin-top:10px; border-top:1px solid #e0e0e0; padding-top:8px; }


/* ==================================================================
   BARRE COMANDI
   ================================================================== */

.barra{ background:#4B6C87; padding:5px 6px; margin:4px 0 5px 0; }

.barra2{ margin-top:-5px; }
.barra input, .barra select{ font-size:11px; }

/* Etichetta sulla barra comandi, che ha sfondo blu: .etsez e' grigio e
   li' sparirebbe. */
.etbarra, .voltaetbarra{ color:#fff; font-weight:bold; margin:0 4px 0 2px; }

/* Stacco fra due gruppi di comandi dentro la stessa barra: nella barra della
   gestione separa cio' che riguarda il progetto da cio' che riguarda il
   file. Piu' tenue delle etichette, che devono restare la cosa che si legge
   per prima. */
.barsep{ color:#9db4c8; margin:0 10px; }

.barrasez{ background:#eef2f7; border:1px solid #c3d0de; padding:3px 6px; margin:3px 0 5px 0; }
/* Barra su piu' righe: le voci che cambiano vista e quelle che fanno
   qualcosa stanno su righe distinte. Con una riga sola, l'elenco delle
   sezioni si allunga a ogni voce nuova e manda a capo il comando Calcola in
   un punto qualunque, a ridosso della riga sopra.
   Il margine fra le righe e' l'unica cosa che serve: i pulsanti restano
   quelli, con le regole gia' scritte sotto. */
.barrasez .bsriga{ padding:2px 0; }
.barrasez .bsriga + .bsriga{ margin-top:3px; border-top:1px solid #d8e2ec;
                             padding-top:5px; }
.barrasez input{ font-family:Verdana,Arial,sans-serif; font-size:11px; margin-right:2px; cursor:pointer; }
.barrasez input.attivo{ background:#4B6C87; color:#fff; font-weight:bold; }

/* Pulsante di AZIONE dentro una tabella di dati: apre qualcosa, non assegna
   un valore. Stesso verde dei comandi di supporto, cosi' si distingue dai
   campi da compilare che lo circondano. Non e' limitato alla barra, perche'
   qui serve in mezzo ai campi. */
input.btazione{
	background:#eaf3e0;
	border:1px solid #b9cfa3;
	color:#3d5a2a;
	font-weight:bold;
	padding:2px 10px;
}
input.btazione:hover{ background:#d8e9c8; }

.barrasez input.btaiuto, .barrasez input.btguida{
	background:#eaf3e0;
	border:1px solid #b9cfa3;
	color:#3d5a2a;
	font-weight:bold;
	text-transform:lowercase;
}
.barrasez input.btaiuto:hover, .barrasez input.btguida:hover{
	background:#d8e9c8;
}
.barrasez input.btguida{ background:#dff0cc; }
.barrasez input.btguida:hover{ background:#cbe5b2; }

/* Larghezza fissa perche' le etichette delle righe della barra -- "Mostra:"
   e "Esegui:" -- si incolonnino: senza, la seconda riga parte sfalsata e le
   due sembrano appartenere a blocchi diversi. La misura e' quella della piu'
   lunga con un margine, non un numero scelto a occhio. */
.etsez{ color:#555555; margin-right:6px; display:inline-block;
        min-width:52px; }
.sez{ margin-bottom:2px; }


/* ==================================================================
   MESSAGGI
   ================================================================== */

/* IL CORPO SI RIDICHIARA, non si eredita. Le pagine dei tool non hanno
   DOCTYPE, quindi il browser sta in quirks mode, e li' una tabella NON eredita
   font-size dal body: riparte dal medium del browser, che sono 16px. I riquadri
   di messaggio stanno dentro la cella della colonna dei risultati, e crescevano
   a 16px mentre le tabelle dentro di loro restavano a 11px, perche' table.dati
   td il corpo se lo ridichiara. E' il motivo per cui in questo foglio 11px
   compare piu' di venti volte: non e' ridondanza, e' il rimedio.
   La cura vera sarebbe il DOCTYPE, ma quello va deciso per tutta la suite e
   muove l'impaginazione di ogni pagina: DA VERIFICARE in una passata sua. */
.msgerr{ border:1px solid #c00; background:#ffecec; padding:6px 10px; margin:6px 0;
         font-size:11px; }
.msgavv{ border:1px solid #d89000; background:#fff8e6; padding:6px 10px; margin:6px 0;
         font-size:11px; }
.msginv{ border:1px solid #999; background:#f0f0f0; padding:6px 10px; margin:6px 0;
         font-size:11px; font-style:italic; }

div.msgbarra, div.voltamsgbarra{ background:#fff3cd; border:1px solid #cc7a00;
                                 color:#7a4a00; font-weight:bold;
                                 padding:5px 9px; margin:0 0 8px 0; }


/* ==================================================================
   RIQUADRO DI INTESTAZIONE PROGETTO / FILE
   ================================================================== */

/* I nomi con prefisso spt sono quelli emessi da inc/progetto_inc.php e valgono
   per tutti i tool; intprog e voltatestata sono le forme locali che li
   precedono e restano finche' i tool non sono convertiti. */
/* Margini contenuti: fra testata, barra comandi e barra delle sezioni si
   sommavano una trentina di pixel che allontanavano i dati senza separare
   nulla di piu' di quanto facciano gia' sfondo e bordo. */
div.intprog, div.voltatestata, div.sptestata{ background:#e8eef5; border-left:4px solid #4B6C87;
                               margin:4px 0 5px 0; padding:5px 10px; }

.intprog .riga, .voltatestata .voltariga, .sptestata .sptriga{ font-size:14px; font-weight:bold;
                                          color:#1a3a5a; line-height:1.6; }

.intprog .eti, .voltatestata .voltaeti, .sptestata .spteti{ display:inline-block; width:72px;
                                        font-size:10px; font-weight:normal;
                                        color:#5a6a70; text-transform:uppercase;
                                        letter-spacing:0.5px; }

.intprog .nota2, .voltatestata .voltanota, .sptestata .sptnota{ font-size:11px; font-weight:normal;
                                           color:#7a2a2a; }

/* Il riquadro emesso dal modulo NON usa il grassetto: le due righe sono lunghe
   - il nome del file porta con se' la descrizione - e in grassetto riempivano
   la fascia di nero. La gerarchia la fanno gia' l'etichetta maiuscoletta a
   sinistra e il fondo azzurro. */
.sptestata .sptriga{ font-weight:normal; }

/* ETICHETTA E TESTO IN DUE COLONNE.
   L'etichetta a larghezza fissa vale 72px nel riquadro locale, misura tarata
   su "PROGETTO" e "FILE": "DESCRIZIONE" e "RIFERIMENTO" non ci stanno e
   sconfinano sopra il testo.
   Non basta pero' allargarla. Con l'etichetta in linea, un testo lungo che va
   a capo riparte dal margine sinistro, cioe' SOTTO l'etichetta, e le due
   colonne si perdono proprio sulla riga dove servono di piu' - la descrizione,
   che e' l'unica abbastanza lunga da andare a capo.
   Si usa percio' il rientro sporgente: il testo ha un margine sinistro pari
   alla colonna dell'etichetta, e l'etichetta lo risale con un margine
   negativo. Cosi' la seconda riga si allinea sotto la prima invece che sotto
   l'etichetta. Vale anche sui browser vecchi, dove flex e grid non arrivano. */
.sptestata .sptriga, .sptestata .sptdesc, .sptestata .sptrif{
                       padding-left:104px; }
.sptestata .spteti{ display:block; float:left; width:96px;
                    margin-left:-104px; text-align:left; }
/* Il float va contenuto, altrimenti la riga successiva gli si affianca. */
.sptestata .sptriga:after, .sptestata .sptdesc:after, .sptestata .sptrif:after{
                       content:""; display:block; clear:both; }

/* Descrizione del contenuto: sotto il nome del file e in tono minore, perche'
   risponde a una domanda diversa - non "quale file" ma "che cosa contiene". */
.sptestata .sptdesc{ font-size:12px; color:#33465a; line-height:1.5; }

/* --------------------------------------------------------------------------
   GRIGLIA DI IMMISSIONE -- tabella a molte colonne strette, una riga per voce
   ripetuta (le dimensioni di una scheda prodotto, le quote di una stratigrafia).

   table-layout:fixed con width:100% e' la parte che conta: senza, il browser
   dimensiona le colonne sul contenuto e con quindici campi di testo la
   tabella esce dal riquadro del tool, spingendo fuori pagina anche tutto il
   resto. Con il layout fisso le colonne si dividono lo spazio disponibile e
   la tabella non puo' essere piu' larga del suo contenitore.

   Gli input vanno a width:100% della cella e con box-sizing:border-box,
   altrimenti bordo e riempimento si sommano alla larghezza e il totale torna
   a sfondare di una decina di pixel per colonna.
   -------------------------------------------------------------------------- */
table.griglia{ table-layout:fixed; width:100%; border-collapse:collapse;
               font-size:10px; margin:4px 0 8px 0; }
table.griglia th, table.griglia td{ border:1px solid #d5dee1; padding:1px 2px;
               text-align:center; overflow:hidden; }
table.griglia th{ background:#e8eef5; font-weight:bold; color:#39506d;
               font-size:10px; line-height:1.2; }
table.griglia th.gruppotit{ background:#4B6C87; color:#fff; }
table.griglia input{ width:100%; box-sizing:border-box; -moz-box-sizing:border-box;
               font-family:Verdana,Arial,sans-serif; font-size:10px;
               padding:1px 2px; border:1px solid #c3d0de; text-align:right; }

/* Larghezze delle colonne di una griglia a quindici campi: senza indicazioni
   il layout fisso le divide in parti uguali, e i diametri sprecherebbero lo
   spazio che serve alle resistenze. Le classi si mettono sui <col>, cosi' la
   pagina non porta stili inline. Sono percentuali: chi ne cambia una rifaccia
   la somma, perche' se non fa 100 il browser ridistribuisce in silenzio. */
col.g5{ width:5%; }  col.g6{ width:6%; }  col.g7{ width:7%; }
col.g10{ width:10.5%; }

/* Blocco etichetta-campo di un modulo a blocchi, dove una tabella sarebbe
   piu' rigida del necessario: si affiancano finche' c'e' spazio e vanno a
   capo da soli. */
.campoblocco{ display:inline-block; vertical-align:top; width:200px;
              margin:0 10px 6px 0; }
.campoblocco label{ display:block; font-size:11px; color:#39506d; }
.campoblocco input, .campoblocco select, .campoblocco textarea{
              width:100%; box-sizing:border-box; -moz-box-sizing:border-box;
              font-family:Verdana,Arial,sans-serif; font-size:11px; }
.campoblocco.largo{ width:420px; }

/* Segnaposto per progetto o file non ancora definiti: ancora piu' in sordina. */
/* Progetto e file affiancati: due colonne uguali, senza spaziature proprie
   perche' le righe interne hanno gia' le loro. La larghezza fissa al 50%
   tiene incolonnata l'etichetta "File:" anche con nomi di progetto lunghi. */
.sptestata table.sptdue{ width:100%; border-collapse:collapse; }
.sptestata table.sptdue td{ width:50%; vertical-align:top;
                            padding:0; border:0; }
@media print { .sptestata table.sptdue td{ width:50%; } }

.sptestata .sptvuoto{ font-weight:normal; font-style:italic; color:#6a7a85; }

.voltatestata .voltarif, .intprog .rifer, .sptestata .sptrif{
	font-size:11px;
	font-style:italic;
	color:#3d4f63;
	line-height:1.5;
	padding-top:2px;
}
.voltatestata .voltarif .voltaeti, .intprog .rifer .eti{ font-style:normal; }

.percprog{ font-size:10px; color:#666; margin:0 0 8px 2px; }


/* ==================================================================
   RISULTATI E SINTESI
   ================================================================== */

.ris{ border:1px solid #4B6C87; padding:8px 12px; margin:6px 0; }
.ok { color:#006600; font-weight:bold; }
.ko { color:#aa0000; font-weight:bold; }

/* Leggibilita' del testo discorsivo dentro i risultati. Il corpo da 10px su
   una riga larga 1200 px si legge male: l'occhio perde il capo della riga
   successiva. Due misure, non una: l'interlinea apre le righe, la larghezza
   massima le accorcia. 480 px sono circa 75 caratteri a questo corpo, che e'
   la misura consigliata per la lettura continua.
   Su uno <span class="nota"> la larghezza massima non ha effetto -- e' un
   elemento in linea -- e va bene cosi': li' il testo e' una parola o due. */
/* .notaL: stessa resa di .nota ma senza il tetto di larghezza, per i testi
   introduttivi di una sezione a tutta pagina, dove 480px lascerebbero due
   terzi di riga vuoti. Sta negli STESSI selettori e non in un blocco a parte:
   due blocchi divergono alla prima modifica del colore o del corpo. */
.nota, .notaL{ color:#666666; font-size:10px; line-height:1.5; max-width:480px; }
.notaL{ max-width:1000px; }
.ris p{ font-size:11px; line-height:1.5; max-width:480px; }

.sintesi{ border:2px solid #4B6C87; background:#e4edf0; padding:0 0 6px 0; margin:6px 0; }
/* font-size per lo stesso motivo dei riquadri di messaggio: senza, in quirks
   mode dentro la cella dei risultati la barra del titolo cresceva a 16px. */
.titsint{ background:#4B6C87; color:#fff; padding:4px 8px; font-weight:bold;
          font-size:11px; }
.sintesi table.dati{ margin:6px 8px; }
.sintesi .esitonota{ color:#5a6a70; }
.sintesi .rimando a{ color:#1b3f5c; }

ul.listsint{ margin:4px 0; padding-left:26px; }
ul.listsint li{ font-size:11px; color:#333333; }

.rimando{ font-size:11px; padding:2px 8px; }


/* ==================================================================
   ESITO DELLA VERIFICA
   ================================================================== */

/* 12px e non 14: era l'unico blocco della relazione fuori dalla scala
   (10 nota / 11 corpo / 12 titoli), e il salto si notava piu' del
   contenuto. La prominenza resta affidata al peso e al colore -- .esitoOk
   e .esitoKo sono gia' in grassetto, il secondo in rosso -- che dicono
   anche QUALE sia l'esito, cosa che la dimensione non diceva. */
.esito   { font-size:12px; padding:6px 8px 2px 8px; }
.esitoOk { font-weight:bold; color:#000000; }
.esitoKo { font-weight:bold; color:#cc0000; }
.esitomot { font-size:11px; color:#cc0000; padding:0 8px 4px 18px; }
.esitonota{ font-size:10px; color:#666666; padding:0 8px 4px 8px; }

.elvf   { margin:2px 0 6px 0; padding-left:18px; }
.elvf li{ padding:0; }
.elvfno li{ color:#8a3a12; }
.elvfna li{ color:#7a2a2a; font-weight:bold; }


/* ==================================================================
   TABELLA DEI PARAMETRI (sismici e simili)
   ================================================================== */

table.parsis{ border-collapse:collapse; margin:6px 0; font-size:11px; }
table.parsis th{ background:#e8eef5; border:1px solid #b9c6d6; padding:2px 6px;
                 font-weight:bold; }
table.parsis td{ border:1px solid #d5dde7; padding:1px 6px; text-align:right;
                 line-height:1.3; }
table.parsis td:first-child{ text-align:left; }
table.parsis tr.slattivo td{ background:#eef6e6; font-weight:bold; }


/* ==================================================================
   RIQUADRO CON INTESTAZIONE (cinematismi, sottosezioni)
   ================================================================== */

.boxcin{ border:1px solid #c9d4da; margin:8px 0; background:#fff; }
.titcin{ background:#e8eef5; border-bottom:1px solid #c9d4da; padding:3px 8px;
         font-weight:bold; font-size:12px; }
.cindis{ padding:6px 8px 0 8px; }


/* ==================================================================
   AIUTI A SCOMPARSA
   ================================================================== */

/* .aiutomark e' il nome usato da alcuni tool: senza, il segno "?" usciva
   come un collegamento qualunque invece che come il pallino della suite.
   Tenuti insieme e non rinominati nei tool, perche' una classe orfana che
   ricompare fra sei mesi in un tool non ancora convertito tornerebbe a non
   avere regola. text-decoration serve perche' li' il segno e' un <a>.

   .spaiutomk e .spaiutobox sono gli aiuti della barra della gestione, emessi
   da inc/progetto_inc.php. Hanno un nome proprio e non per una ragione di
   aspetto -- la resa deve restare IDENTICA, ed e' il motivo per cui stanno
   nello stesso selettore e non in un blocco a parte -- ma perche' il comando
   "Aiuti" dei tool apre in un colpo solo i riquadri dei campi, e con un nome
   solo apriva anche questi: chi lo preme vuole gli aiuti di cio' che sta
   compilando, non le istruzioni su salvataggio ed esempi, che hanno gia' il
   proprio punto interrogativo.
   Un blocco duplicato sarebbe la stessa cosa scritta due volte, e le due
   copie divergerebbero alla prima modifica. */
.aiutomk, .aiutomark, .spaiutomk{ display:inline-block; width:13px; height:13px;
          line-height:13px; text-align:center; font-size:10px;
          font-weight:bold; cursor:pointer; text-decoration:none;
          color:#fff; background:#7b93b0; border-radius:7px; }
.aiutomk:hover, .aiutomark:hover, .spaiutomk:hover{ background:#4B6C87; color:#fff; }

.aiutobox, .spaiutobox{ display:none; margin:3px 0 5px 0; padding:5px 8px;
           font-size:11px; line-height:1.45; color:#243; background:#f4f8ed;
           border:1px solid #b9cfa3; max-width:340px; }


/* ==================================================================
   STATO DEL CALCOLO
   ================================================================== */

#statocalcolo{ min-height:16px; padding:2px 0 4px 2px; font-size:12px; }
.statoattesa{ color:#cc0000; font-weight:bold; }
.statofine  { color:#000000; font-weight:bold; }


/* ==================================================================
   ELENCO DEI TOOL (pagina di presentazione)
   ================================================================== */

.elenco{ margin:14px 0 0 0; max-width:1000px; }

/* position:relative perche' dentro la scheda c'e' un collegamento STESO --
   .tcbig -- che la copre tutta: e' cosi' che il riquadro resta cliccabile per
   intero pur contenendo un secondo collegamento vero. Un <a> non puo'
   contenerne un altro, e questa e' l'unica via che li tiene entrambi
   collegamenti veri, apribili in una scheda nuova e raggiungibili da
   tastiera. */
.tcard{
	position:relative;
	display:block;
	overflow:hidden;                 /* contiene il float dell'immagine */
	min-height:158px;
	margin:0 0 12px 0;
	border:1px solid #c3d0de;
	background:#ffffff;
	color:#222222;
	text-decoration:none;
}
.tcard:hover{ border-color:#4B6C87; background:#f6f9fc; }

.tcspenta{ opacity:0.55; filter:alpha(opacity=55); }

.tcimg{
	display:block;
	float:left;
	width:240px;
	height:158px;
	overflow:hidden;
	background:#eef2f7;
	border-right:1px solid #dde5ee;
	text-align:center;
}
.tcimg img{ height:158px; width:auto; border:0; }

.tcnoimg{
	display:block;
	padding:60px 12px 0 12px;
	font-size:12px;
	font-weight:bold;
	color:#8fa4bb;
}

.tctesto{ display:block; margin-left:241px; padding:10px 14px; }

.tctit{
	display:block;
	font-size:15px;
	font-weight:bold;
	color:#4B6C87;
	margin-bottom:5px;
}
.tcstato{
	font-size:10px;
	font-weight:normal;
	color:#7a4a00;
	background:#fff3cd;
	border:1px solid #e0c47a;
	padding:0 4px;
	margin-left:8px;
	white-space:nowrap;
	vertical-align:middle;
}
.tcdesc{
	display:block;
	font-size:11px;
	line-height:1.5;
	color:#444444;
	text-decoration:none;
}
.tcpiede{
	display:block;
	margin-top:8px;
	font-size:11px;
	color:#888888;
}

/* Il collegamento steso: il testo e' il titolo della scheda, la copertura e'
   il suo pseudo-elemento. Cosi' il collegamento ha un testo vero -- un <a>
   vuoto non si legge ad alta voce e non si capisce -- e la scheda si apre da
   qualunque punto. */
.tcbig{ color:inherit; text-decoration:none; }
.tcbig:after{
	content:"";
	position:absolute;
	top:0; right:0; bottom:0; left:0;
	z-index:1;
}

/* La presentazione sta SOPRA la copertura, altrimenti il clic finirebbe al
   modulo. Staccata dal piede: e' una seconda offerta, non un dettaglio della
   prima. */
.tcpres{
	position:relative;
	z-index:2;
	display:block;
	margin-top:14px;
	font-size:11px;
}
.tcpres a{ color:#1b3f5c; }
.tcapri{
	color:#4B6C87;
	font-weight:bold;
	text-decoration:underline;
	margin-right:10px;
}


/* ==================================================================
   STAMPA
   ================================================================== */

@media print{
	/* Una figura che ci sta in una pagina non va spezzata fra due. Non si
	   mette su .mono, che puo' superare la pagina e in quel caso
	   traboccherebbe invece di restare unito; un disegno invece ha
	   un'altezza che sta in una pagina. */
	.reldis{ page-break-inside:avoid; border:0; padding:0; }
	.relfig{ page-break-inside:avoid; }
	.pagina{ min-width:0; max-width:none; margin:0; padding:0;
	         border-left:none; border-right:none; }
	.barra, .barrasez, .noprint, .no-print{ display:none; }
	.aiutomk, .spaiutomk{ display:none; }
	.aiutobox, .spaiutobox{ display:block; }
}
/* =========================================================================
   ========================================================================= */


.tabmk{
	display:inline-block; height:13px; line-height:13px;
	padding:0 3px; margin-left:3px;
	text-align:center; font-size:10px; font-weight:bold;
	cursor:pointer; color:#1a4a6a;
	background:#eef4f6; border:1px solid #9bb;
}
.tabmk:hover{ background:#dce9ee; }

.tabbox{
	display:none; margin:3px 0 6px 0; padding:6px 8px;
	background:#f7fafb; border:1px solid #b8c6cc;
}
.tabtit{ font-weight:bold; font-size:11px; color:#39506d; margin-bottom:4px; }
.tabnota{ font-size:11px; color:#555; margin:5px 0 0 0; }

table.tabrif{ border-collapse:collapse; width:100%; }
table.tabrif td, table.tabrif th{
	border:1px solid #b8c6cc; padding:2px 5px;
	font-size:11px; vertical-align:top;
}
table.tabrif th{ background:#e4edf0; }
table.tabrif td.tabk{ background:#f0f4f5; font-weight:bold; white-space:nowrap; }

table.tabrifc{ width:auto; }
table.tabrifc td, table.tabrifc th{ text-align:center; padding:2px 8px; }
table.tabrifc td.tabk{ text-align:left; }


/* --- tabella di ingresso a layout FISSO ----------------------------------
     */
table.datif{ width:100%; table-layout:fixed; }
table.datif col.c1{ width:230px; }
/* Il campo ha larghezza FISSA e l'unita' prende tutto lo spazio che avanza,
   non il contrario. Prima era il campo a dilatarsi fino al bordo della
   colonna, e l'unita' cominciava dove finiva lui: su una tabella larga
   restava a mezzo schermo dal numero a cui si riferisce, e per leggere
   "kN/m2" accanto a "1,5" bisognava attraversare il vuoto con gli occhi. */
table.datif col.c2{ width:150px; }
table.datif col.c3{ width:auto; }
table.datif td.et{ vertical-align:top; }
table.datif td.un{ padding-left:8px; }
table.datif input[type=text]{
	width:100%;
	max-width:100%;
	box-sizing:border-box;
	-moz-box-sizing:border-box;
	-webkit-box-sizing:border-box;
}
/* I select NON prendono width:100%: stanno in una cella a colspan, quindi
   il 100% sarebbe tutta la riga. Si dimensionano sul contenuto -- la voce
   piu' lunga decide -- con un tetto perche' un elenco con una descrizione
   lunga non spinga il resto fuori dalla colonna. */
table.datif select{ width:auto; max-width:260px; }
/* I numeri si leggono incolonnati a destra: confrontare 0,9 con 1200 in una
   colonna allineata a sinistra costringe a contare le cifre. La classe la
   emettono gia' i tool, mancava la regola. */
table.dati input.num{ text-align:right; }

table.datif td.cellaux{ padding:0; border:0; }
table.datif td.cellaux .aiutobox,
table.datif td.cellaux .tabbox{ margin:2px 0 6px 0; }


.valneg{ color:#8a1a1a; font-weight:bold; }

.rifnorm{ font-size:11px; font-weight:normal; color:#667; margin-left:8px; }

/* Etichetta breve accanto a un titolo, tipo "governa" o "in prova". */
.segna{
	background:#fff4d6; border:1px solid #d8b878;
	padding:1px 5px; font-size:11px; font-weight:normal;
}


.indice{
	background:#f2f6f7; border:1px solid #b8c6cc;
	padding:8px; margin:8px 0; line-height:1.7;
}
.indice a{ white-space:nowrap; }
.indsep{ color:#9ab; margin:0 3px; }


.tag{
	display:inline-block; padding:1px 6px;
	font-size:11px; color:#fff; white-space:nowrap;
}
.tagneg{ background:#8a1a1a; }   /* non cautelativo */
.tagpos{ background:#0a5a0a; }   /* cautelativo     */
.tagign{ background:#8a6a00; }   /* ignoto          */
.tagneu{ background:#7a8a90; }   /* neutro          */

.stletto{ color:#0a5a0a; font-weight:bold; }
.stdedot{ color:#4B6C87; font-weight:bold; }
.stassun{ color:#8a6a00; font-weight:bold; }
.stmanca{ color:#8a1a1a; font-weight:bold; }

/* Barra di rischio a sinistra della riga. */
.risk3{ border-left:4px solid #8a1a1a; }
.risk2{ border-left:4px solid #d8b878; }
.risk1{ border-left:4px solid #b8c6cc; }

/* Avviso di merito: il tag colorato resta dov'e', il testo gli sta accanto
   in un filo di fondo che li tiene insieme. NON un riquadro: il colore del
   bordo sinistro porta la direzione, il fondo neutro fa il resto. */
/* FONDO CALDO, non un altro azzurrino. #f2f6f7 era della stessa famiglia del
   titolo di sezione (#e8eef5), della sintesi (#e4edf0) e dell'indice, che in
   questo foglio sono la STRUTTURA della pagina: un avviso con lo stesso fondo
   si legge come una scatola in piu' e non risalta.
   Le famiglie di colore qui dentro hanno gia' ciascuna un mestiere -- azzurro
   la struttura, giallo gli avvisi di servizio, verde gli aiuti, rosa gli
   errori -- e il grigio caldo era l'unica libera. Il merito lo porta il
   filetto a sinistra, che e' colorato per direzione: il fondo deve solo
   delimitare lo spazio e stare zitto. */
.avviso{ background:#f4f2ec; border-left:3px solid #7a8a90;
         padding:4px 8px; margin:5px 0; font-size:11px; color:#444; }
/* 11px e non 10: l'avviso e' testo da leggere, non una postilla. A 10px
   sarebbe piu' piccolo del testo che lo circonda, che e' il difetto
   segnalato oggi rovesciato. Il filetto a sinistra aggiunge informazione
   senza bisogno di rimpicciolire niente. */
.avviso .tag{ font-size:11px; margin-right:6px; }
.avvpos{ border-left-color:#0a5a0a; }   /* cautelativo     */
.avvneg{ border-left-color:#8a1a1a; }   /* non cautelativo */
.avvign{ border-left-color:#8a6a00; }   /* ignoto          */
.avvimp{ border-left-color:#8a1a1a; border-left-width:4px; }
.avvnota{ border-left-color:#9aa5ac; }


/* IL RICHIAMO IN TESTA ALLA SINTESI (21/10/2026).

   "ben evidenziati": il filetto a sinistra degli avvisi ordinari qui non
   basta, perche' questo blocco deve farsi vedere PRIMA che si leggano i
   numeri. Fondo giallo caldo e bordo pieno: e' l'unico elemento della
   pagina che li usa, cosi' non si confonde con nient'altro. */
/* LA SINTESI DELLE VERIFICHE IN TABELLA (21/10/2026), prima sezione del
   riquadro dei risultati. Griglia leggera: le righe devono distinguersi
   senza che il reticolo rubi l'occhio ai colori degli esiti, che qui
   sono l'informazione. */
/* .titsint2 TOLTA il 21/10/2026: le sezioni del riquadro usano tutte
   .titsint, perche' Francesco ha chiesto "lo stesso stile dei titoli
   delle altre". Uno stile usato da nessuno resta nel foglio come una
   regola che sembra in servizio: si toglie insieme all'ultimo uso. */

.tc_sintver{ border-collapse:collapse; width:100%; margin:0 0 8px 0;
             font-size:11px; }
.tc_sintver th{ background:#eef1f3; border-bottom:1px solid #b8c6cc;
                padding:3px 6px; text-align:center; font-weight:bold;
                color:#33484f; white-space:nowrap; }
.tc_sintver td{ border-bottom:1px dotted #c8d2d6; padding:3px 6px;
                text-align:center; }
/* 21/10/2026, Francesco: "compattiamo la tabella per renderla piu'
   facilmente leggibile". Meno aria verticale e righe piu' strette: una
   tabella di sei righe che occupa mezza schermata si legge peggio di una
   che si abbraccia con un'occhiata, perche' per confrontare due righe
   bisogna spostare gli occhi invece di muovere solo lo sguardo. */
/* 21/10/2026, secondo giro: "rimane da compattare la tabella della
   sintesi delle verifiche". Il primo giro aveva ridotto il carattere ma
   lasciato le righe alte: la spaziatura verticale si taglia qui, e il
   bordo punteggiato si schiarisce perche' con righe fitte un reticolo
   marcato pesa piu' dei numeri che separa. */
.tc_compatta{ font-size:10px; }
.tc_compatta th{ padding:1px 4px; line-height:1.2; }
.tc_compatta td{ padding:0 4px; line-height:1.45; }
.tc_compatta tr td{ border-bottom:1px dotted #dde4e7; }
.tc_compatta tr.tc_svgen td{ border-bottom:1px solid #b8c6cc; }
/* 21/10/2026, terzo giro, Francesco: "compattiamo le tabelle riducendo e
   ottimizzando la larghezza delle colonne".

   IL PROBLEMA ERA width:100%. La tabella si allargava fino al bordo della
   colonna e lo spazio in piu' finiva tutto nelle colonne NUMERICHE, che
   contengono "24,0%" o "-50,47" e non ne avevano bisogno: la descrizione
   della verifica restava stretta e andava a capo mentre accanto c'erano
   celle larghe il doppio del loro contenuto. Adesso la tabella si misura
   sul contenuto, le colonne dei numeri hanno una larghezza SOLA -- cosi'
   le campate si confrontano incolonnate -- e quello che avanza va alla
   descrizione, che e' l'unica colonna di testo. */
.tc_sintver{ width:auto; max-width:100%; }
.tc_sintver th, .tc_sintver td{ white-space:nowrap; }
.tc_sintver th.tc_svnome, .tc_sintver td.tc_svnome{
    white-space:normal; width:auto; }
.tc_sintver th.tc_svcamp, .tc_sintver td.tc_svcamp,
.tc_sintver th.tc_svinv,  .tc_sintver td.tc_svinv{ width:52px; }
.tc_sintver th.tc_svco,   .tc_sintver td.tc_svco{ width:58px; }
.tc_sintver th.tc_svst,   .tc_sintver td.tc_svst{ width:96px; }
.tc_sintver th.tc_svna,   .tc_sintver td.tc_svna{ width:34px; }
.tc_svgrp{ color:#4B6C87; white-space:nowrap; }
.tc_svinv{ background:#f2f6f8; border-left:1px solid #c8d2d6; }
.tc_sintver td.tc_svnome{ text-align:left; }
.tc_sintver th.tc_svnome{ text-align:left; }
.tc_sintver tr.tc_svgen td{ background:#f6f8f9; border-bottom:2px solid #b8c6cc; }
.tc_svna{ color:#9aa5ac; }
/* cella di campata VUOTA: quella verifica li' non serviva. Resta nella
   colonna dei numeri -- e quindi della sua larghezza -- ma in grigio,
   perche' non e' un "non eseguita". */
.tc_svvuoto{ color:#9aa5ac; }
.tc_svmot{ font-size:10px; color:#555; margin:-4px 0 8px 0;
           padding-left:10px; border-left:3px solid #9aa5ac; }
.tc_svmot div{ margin:2px 0; }

.tc_richiamo{ background:#fdf6dd; border:2px solid #b8860b;
              padding:6px 10px; margin:0 0 8px 0; }
/* 21/10/2026: il titolo e' "Avvisi" e va in ROSSO. Il giallo del riquadro
   delimita, il rosso del titolo chiama: sono due lavori diversi e li
   fanno due colori diversi. */
.tc_richtit{ font-weight:bold; font-size:12px; color:#8a1a1a;
             text-transform:uppercase; letter-spacing:0.5px;
             margin-bottom:4px; }
.tc_richvoce{ font-size:11px; color:#333; margin:3px 0;
              padding-left:10px; border-left:3px solid #b8860b; }

.demofascia{
	background:#fff4d6; border:1px solid #d8b878;
	padding:8px; margin-bottom:8px;
}
.demodescr{ font-size:12px; color:#444; margin-top:5px; }
.demograve{ font-size:12px; color:#8a1a1a; font-weight:bold; margin-top:5px; }


.navtool{
	background:#f2f6f7;
	border-bottom:1px solid #b8c6cc;
	/* nessun font-family: eredita quello del corpo. Era l'unico blocco in
	   Arial dentro una pagina in Verdana, e alla stessa dimensione in pixel
	   le due famiglie hanno occhio diverso -- Verdana e' piu' larga e sembra
	   piu' grande. Bastava questo a far sembrare la barra di un altro tool. */
	font-size:12px;
	padding:5px 10px;
	line-height:1.6;
}
.navtool a{ color:#4B6C87; text-decoration:none; white-space:nowrap; }
.navtool a:hover{ text-decoration:underline; }
.navtool .navsep{ color:#9ab; margin:0 8px; }

@media print{
	.navtool{ display:none; }
}
.saltopagina{ page-break-before:always; }

@media print{
	.rigaux{ display:none; }
	.aiutobox, .spaiutobox, .tabbox{ display:none; }
	.aiutomk, .spaiutomk, .tabmk{ display:none; }
}

/* ==================================================================
   RELAZIONE A VIDEO

   Le classi che inc/relazione_inc.php puo' emettere sono queste, e non
   ce ne sono altre: rifnorm, nota, tag (con tagneg/tagpos/tagign/tagneu),
   segna, msgerr, parsis, saltopagina, mono. Tutte definite qui sopra
   tranne l'ultima, che mancava.

   Il modulo passa il nome della classe cosi' come glielo da' il tool
   (RelTesto($doc, $testo, $classe)) e non controlla che esista: una
   classe non definita non produce nessun errore, il blocco esce come
   testo corrente e ce ne si accorge solo guardando la pagina. E' quello
   che succedeva al dettaglio del calcolo del palo di fondazione.
   ================================================================== */

/* Blocco di testo gia' impaginato dal motore di calcolo, con allineamenti
   a spazi e righe di separazione fatte di trattini o uguali. Serve un
   carattere a passo fisso, altrimenti le colonne non stanno incolonnate,
   e pre-wrap, altrimenti il browser mangia gli spazi ripetuti e manda
   tutto a capo dove capita. Le righe troppo lunghe vanno a capo invece di
   sfondare la colonna. */
/* Selettore sull'elemento qualunque, non su p: un tool che emetta il
   blocco come div o pre non deve restare fuori per un dettaglio di
   marcatura. */
.mono{
	font-family:"Courier New",Courier,monospace;
	font-size:11px;
	line-height:1.45;
	color:#222222;
	white-space:pre-wrap;
	word-wrap:break-word;
	margin:6px 0;
	padding:6px 10px;
	background:#f7fafb;
	border-left:3px solid #b8c6cc;
}

@media print{
	/* Niente fondino: su una relazione di venti pagine e' inchiostro
	   speso per nulla. Il filetto a sinistra basta a dire dove comincia
	   e dove finisce il blocco.
	   Nessun page-break-inside:avoid: questi blocchi possono superare la
	   pagina, e in quel caso la regola non li tiene uniti, li fa
	   traboccare. */
	/* Selettore sull'elemento qualunque, non su p: un tool che emetta il
   blocco come div o pre non deve restare fuori per un dettaglio di
   marcatura. */
.mono{
		background:none;
		padding:2px 0 2px 8px;
		font-size:9pt;
	}
}

/* --- testi descrittivi delle sezioni di ingresso -------------------------
   .nota ha un tetto di 480px ed e' pensata per le didascalie: usata per
   spiegare una sezione andava a capo a meta' del riquadro e restava
   attaccata ai campi, e testo e caselle si leggevano come un blocco solo.
   .descsez occupa tutta la larghezza, ha un fondo neutro (lo stesso di
   .indice, "neutro informativo" nel par. 11 dello standard di
   formattazione) e stacca i campi con un margine. Vale in testa a una
   sezione e dopo una tabella di campi. Nato in sismaforze (settembre 2026). */
.descsez{ font-size:11px; color:#444444; line-height:1.5;
          background:#f2f6f7; border-left:3px solid #b8c6cc;
          padding:6px 10px; margin:4px 0 10px 0; }
table.dati + .descsez{ margin-top:10px; }

/* --- grafici calcolati dalla pagina (spettri) ---------------------------- */
.grafico{ margin:6px 0 12px 0; }
.grafico svg{ max-width:100%; height:auto; }
.grafcmd{ margin:8px 0 2px 0; }
/* --- etichetta di un campo in errore --------------------------------------
   Si aggiunge a td.et quando il campo e' citato in un errore del calcolo:
   l'errore resta scritto nel riquadro in cima, e l'etichetta dice DOVE.
   Stesso rosso di .esitoKo. Il riquadro d'aiuto sta dentro la stessa cella
   e non deve ereditare rosso e grassetto: si riporta al suo aspetto. */
td.etmanca{ color:#cc0000; font-weight:bold; }
td.etmanca .aiutobox{ color:#243; font-weight:normal; }

/* --- limitazioni di licenza a video ---------------------------------------
   Dicitura e valori mascherati ("xxx") della versione free. Rosso e
   grassetto come .esitoKo: e' un limite dell'utenza, non un errore dei dati,
   ma deve saltare all'occhio quanto un esito negativo. In linea o a blocco:
   la classe non decide la disposizione. */
.freelim{ color:#cc0000; font-weight:bold; font-size:11px; }
div.freelim{ margin:6px 0 8px 0; }

/* Riga di una tabella che segue l'impostazione generale: si attenua, cosi'
   si vede a colpo d'occhio quali campate hanno un dato proprio. I campi
   restano scrivibili e vengono inviati lo stesso -- toglierli dall'invio
   farebbe perdere quello che l'utente aveva scritto prima di spuntare
   "come generale". */
.tc_rigagen td{ opacity:0.55; }
.tc_rigagen td:first-child, .tc_rigagen td:nth-child(2),
.tc_rigagen td:nth-child(3){ opacity:1; }

/* Sottotitolo sulla stessa riga del titolo di sezione: dice a che cosa serve
   la sezione, e non deve competere con il titolo. Peso normale, corpo
   minore, colore attenuato -- se fosse in grassetto sarebbero due titoli. */
h2 .h2sot{ font-weight:normal; font-size:11px; color:#5a6672;
           margin-left:10px; letter-spacing:0; text-transform:none; }
